Larissa oltre la storia nel weekend dei primati

05 Luglio 2026

Dopo Pernici negli 800, Iapichino nel lungo: in due giorni riscritti due record leggendari. L’azzurra completa la rincorsa alla mamma Fiona May

di Fausto Narducci

I due giorni che cambiarono l’atletica italiana. Due miti azzurri arrivati da lontano, Marcello Fiasconaro e Fiona May, cancellati dall’albo dei primati in poco più di ventiquattr’ore. Difficile risalire, fuori dalle grandi rassegne, a un uno-due così roboante nella storia azzurra. A conferma che il movimento ha così tante cartucce da caricare nei meeting internazionali che non si possono dormire sonni tranquilli neanche in un assolato weekend di inizio luglio. Venerdì a Nancy il ventitreenne Francesco Pernici (nato il 18 febbraio 2003) con 1:43.60 aveva abbattuto dopo 53 anni il più antico record dell’atletica, l’1:43.7 di Marcello Fiasconaro. Sabato sera a Eugene Larissa Iapichino, più grande di sette mesi (nata il 18 luglio 2002), con un primo salto di 7,12 per un solo centimetro ha superato addirittura la madre Fiona May per mandare in archivio, dopo quasi 28 anni, il secondo primato più longevo fra le specialità olimpiche: il 7,11 con cui il 22 agosto 1998 la britannica naturalizzata italiana arrivò seconda agli Europei di Budapest, a cinque centimetri dalla leggendaria Heike Drechsler, era meno datato solo dell’1:57.66 con cui l’olimpionica Gabriella Dorio ha stabilito il record italiano degli 800 il 5 luglio 1980 a Pisa. Per riepilogare in due giorni sono stati espunti dall’elenco dei primati, fra le specialità olimpiche, il più vecchio record maschile e il secondo più vecchio femminile: scusate se è poco!

L’impresa di Larissa
Larissa aveva un conto da regolare con la pedana di Eugene dove ai Mondiali del 2022 con 6,60 era stata beffata nelle qualificazioni per 4 centimetri (seconda delle escluse dalla finale). Nella nona tappa della Diamond League l’azzurra, vicecampionessa del mondo indoor, per migliorare al primo salto con 7,12 (vento +1,8) il record italiano della madre, che cercava da inizio carriera, ha dovuto realizzare una vera impresa: non solo si tratta della migliore prestazione europea stagionale (a poco più di un mese dalla rassegna continentale di Birmingham) ma anche della seconda misura mondiale dell’anno (dietro al 7,20 della stessa Tara Davis che l’ha battuta a Eugene per un solo centimetro). Quel che più conta è che statisticamente Larissa ha così completato il lungo inseguimento a Fiona May che aveva già superato nelle misure al coperto con il 6,97 del 2023 e aveva messo nel mirino per il record italiano con il 7,06 del 31 maggio 2025 a Palermo quando aveva valicato per la prima volta la fettuccia dei 7 metri.

Le tappe dell’inseguimento
Alle soglie dei 24 anni Larissa non può ancora vantare il palmares della madre, impreziosito da due ori mondiali e due argenti olimpici ma solo dopo aver acquisito la nazionalità italiana nel 1994 proprio a 24 anni. Quindi ha tutto il tempo per raggiungerla anche come medaglie internazionali. Intanto in due tappe l’aveva già pareggiata e superata come migliore misura al coperto: il 6,91 ottenuto da Fiona nel ’98 con l’oro agli Europei indoor di Valencia era stato eguagliato da Larissa già da junior il 20 febbraio 2021 ad Ancona quando il 6,91 rappresentava anche il primato mondiale di categoria sottratto a Heike Drechsler, la tedesca est che aveva battuto la madre anche all’Olimpiade di Sydney 2000. Ma la vera impresa la figlia d’arte l’aveva compiuta il 5 marzo 2023 quando l’argento agli Europei indoor di Istanbul era stato baciato da un 6,97 che sanciva il primo sorpasso in termini di misure anche se il suo argento non eguagliava l’oro nelle rassegne continentali al coperto. Ma per quell’oro Larissa aveva dovuto aspettare solo due anni perché ad Apeldoorn 2025 è arrivata la vittoria con 6,94.

A caccia dell’oro europeo
Il 2026, cominciato con l’argento ai Mondiali indoor di Torun, è dunque l’anno del sorpasso per le misure all’aperto ma potrebbe portare a Larissa, leader stagionale continentale, anche quel titolo europeo outdoor che né lei (argento a Roma 2024) né la madre (argento a Budapest ’98 e bronzo a Helsinki ’94) hanno mai conquistato. Corsi e ricorsi storici perché, come abbiamo visto, proprio in occasione dell’argento in Ungheria mamma Fiona aveva ottenuto il 7,11 che solo la presenza di un fenomeno come Heike Drechsler non aveva trasformato in oro. Era il 22 agosto ’98 e quella data sarà scolpita nella mente di Larissa quando a Birmingham a metà agosto scenderà in pedana. Nelle liste stagionali ora la inseguono la portoghese Agate de Sousa con il 6,97 della stagione indoor e l’eterna rivale Malaika Mihambo che proprio ieri a Eugene è arrivata quinta con 6,92. E a 24 anni, come insegna Fiona, inizia una nuova vita.

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