Triplo d’oro, Derkach campionessa d’Europa!
13 Agosto 2026Un altro magnifico trionfo per l’Italia agli Europei di Birmingham. Dariya Derkach festeggia l’oro nel triplo con il record personale di 14,60 (+1.9) al termine di una gara condotta dall’inizio alla fine. A 33 anni, dopo le tre operazioni della scorsa stagione ai tendini d’Achille, l’azzurra vive una serata indimenticabile. Nel 2023 aveva conquistato l’argento agli Europei indoor di Istanbul, adesso è sul gradino più alto con una serie fantastica: 14,53 di poco ventoso (+2.1) in avvio, poi 14,48 (+1.3) e un nullo oltre i quindici metri, fino all’exploit al quarto salto in cui la portacolori dell’Aeronautica allenata da Alessandro Nocera migliora il suo primato di otto centimetri per battere la belga Saliyya Guisse (14,46/+2.4) e la bulgara Aleksandra Nacheva (14,40/+3.4). È il primo oro azzurro della storia agli Europei all’aperto nel triplo femminile dopo l’argento nel 2010 di Simona La Mantia che nel 2011 vinse l’oro continentale indoor. Dodicesima Erika Saraceni con 13,48 (+2.2). Negli 800 metri Francesco Pernici è quinto in 1:45.77 con una volata in rimonta, a soli sei centesimi dal bronzo, mentre il successo va all’irlandese Mark English (1:45.36) sul croato Marino Bloudek (1:45.62) e sullo spagnolo Mohamed Attaoui (1:45.71). Undicesimo nel decathlon Dario Dester con 8032 punti, ventesimo Alberto Nonino (7495). Promossi in finale nei 200 metri Fausto Desalu con 20.08 (+2.9), terzo tempo delle semifinali, e il ventenne Filippo Dezza che si migliora in 20.35 (+0.5), quinto italiano di sempre, eliminato invece Eduardo Longobardi con il personale di 20.42 (+1.6). L’Italia è a quota 6 medaglie dopo quattro giornate: 3 ori, 2 argenti, 1 bronzo.
(in aggiornamento)
SEMPRE IN TESTA - Un imprevisto prima dell’inizio della finale del triplo, posticipata di una ventina di minuti per il ritardo di uno dei bus che trasporta gli atleti allo stadio, ma l’inconveniente non riguarda le due azzurre che si riscaldano regolarmente. Subito un gran salto per Dariya Derkach che entra in pedana con una grinta da leonessa e vola a 14,53 con vento appena oltre il limite (+2.1): la misura più lunga della carriera, un centimetro sopra il suo primato, anche se non omologabile come record personale. Alle sue spalle la romena Elena Andreea Talos con 14,23 (+1.5) e la tedesca Kira Wittmann con 14,21 (+1.4) mentre Erika Saraceni al primo tentativo non fa meglio di 13,43 (+2.2) sbagliando lo step. È in forma strepitosa Dariya Derkach: 14,48 regolare al secondo tentativo (+1.3), nettamente nullo di 15 cm invece per la ventenne Saraceni che atterra intorno ai 14 metri e mezzo, intanto la bulgara Aleksandra Nacheva si inserisce in seconda piazza con 14,40 (+3.4). Derkach impressiona con un terzo salto clamoroso, in cui decolla ben oltre i 15 metri con +2.9 di vento, ma è nullo di nove centimetri. Niente da fare per la campionessa europea U20 Saraceni, non può essere sufficiente il suo 13,48 (+2.2) e finisce dodicesima. Per il podio si candidano con la stessa misura le belghe Ilona Masson (14,37/+1.2) e Saliyya Guisse (14,37/+2.5). Quarto turno: Guisse balza a 14,46 (+2.4) per l’argento virtuale. È il momento di allungare e Derkach piazza la stoccata con 14,60 (+1.9), record personale migliorato di otto centimetri dopo tre anni diventando anche leader europea stagionale. Poi l’azzurra fa 14.29 (+1.1) al quinto, a vittoria già sicura avvicina i 15 metri ma è nullo e finalmente può gioire con la bandiera tricolore.
LA RINASCITA - L’oro di chi non si è mai arresa dopo l’infortuno dell’anno scorso a febbraio al meeting indoor di Liévin: due operazioni al tendine d’Achille sinistro, a metà giugno e poi a fine luglio per un’infezione, prima di un altro intervento a metà novembre al destro. Nata in Ucraina nel 1993, è approdata in Italia a nove anni con la famiglia a Pagani, in provincia di Salerno, e poi si è stabilita a Formia. Nel curriculum anche due finali globali, ai Mondiali di Budapest 2023 e alle Olimpiadi di Parigi 2024, concluse all’ottavo posto.
“LO SOGNAVO DA TANTI ANNI” - “Quando ci si opera tre volte, non ci si aspetta niente - racconta la neocampionessa europea Dariya Derkach - e si cerca di viverla giorno per giorno, sperando di venirne fuori. Contenta di avercela fatta e di essere riuscita dopo tanto tempo ad allenarmi senza dolori, perché i tendini da tre o quattro anni mi davano un gran fastidio. A volte sono uscita dal campo di allenamento piangendo per la felicità di potermi allenare finalmente bene e in questa stagione si era visto qualcosa di positivo già dalle prime gare. Questa forza l’ho trovata dentro di me, dalla voglia di fare, da quella fiamma che arde dentro e che è rimasta accesa. Ci ho provato fino all’ultimo salto, sentivo di avere ancora qualcosa, mi era piaciuto il terzo che era molto scorrevole e ho cercato di replicarlo. Non so neanche da quanti anni aspettavo questo momento, lo sognavo di notte”.
200 - Due azzurri tra i migliori otto nei 200 metri. Prima di tutto esulta Fausto Desalu che viaggia forte con 20.08 vincendo la ‘semi’ e coglie lo stesso crono del personale anche se ventoso (+2.9). Per il campione olimpico della staffetta a Tokyo è la terza finale europea dopo il sesto posto di Berlino 2018 e il quinto di Roma 2024. Nell’atto conclusivo di domani sera (ore 22.25) ci sarà anche uno scatenato Filippo Dezza, 21 anni da compiere domenica. Alla prima presenza in maglia azzurra il bergamasco sfreccia in 20.35 (+0.5): terzo al traguardo nella sua semifinale, si prende l’ultimo tempo di recupero e diventa il quinto italiano di sempre, togliendo ben 14 centesimi al proprio limite. Fino a due anni fa giocava a calcio, a Birmingham è in finale agli Europei. Si comporta bene anche Eduardo Longobardi, al personale con 20.42 (+1.6) e in questo caso sono undici i centesimi di progresso, anche se non abbastanza per andare avanti.
DECATHLON - Dopo aver perso almeno un centinaio di punti nell’asta rispetto alla possibile tabella di marcia, a causa dei crampi, Dario Dester torna a sorridere nel giavellotto con un buon 59,52 al terzo lancio. Sempre all’ultimo tentativo per Alberto Nonino arriva il record personale migliorato di quasi mezzo metro con 49,92 in una giornata molto calda all’Alexander Stadium: ancora 34 gradi alle sei di pomeriggio.
RISULTATI - TV E STREAMING - GLI ORARI DEGLI AZZURRI - LA SQUADRA ITALIANA
FOTOGALLERY (di Grana/FIDAL) - LE BIO DEI 130 AZZURRI DEGLI EUROPEI DI BIRMINGHAM
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