Jacobs: 'Si vince a 9.90'. Tamberi: 'Per Camilla'
10 Agosto 2026di Luca Cassai
“Prima di tutto vorrei ricordare Livio Berruti”. È da qui che Stefano Mei sceglie di cominciare la conferenza stampa agli Europei di atletica a Birmingham, a Casa Atletica Italiana. Prima ancora dei 130 azzurri e delle medaglie da inseguire, c’è il ricordo di un campione che “era veramente parte di noi anche se stava sempre ai margini. Mi diceva che si era divertito con l’atletica negli ultimi cinque anni”, racconta il presidente FIDAL. “Ci mancherà molto”.
Poi lo sguardo torna sul presente e su una Nazionale che, numeri alla mano, dimostra la crescita dell’atletica italiana: “È la squadra azzurra più numerosa, anno dopo anno sempre più forte, e i ragazzi delle categorie giovanili arrivano con una determinazione che è figlia dei risultati”.
Mei: "Furlani ha solo 21 anni e tutto il tempo davanti a sé"
E se oggi tanti giovani guardano con occhi diversi al proprio futuro, il punto di partenza è anche quella notte del 1° agosto 2021, quando Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi conquistarono due storici ori olimpici a Tokyo. “Qui abbiamo due campioni che hanno dato il via”, sottolinea Mei. “La sera del 1° agosto 2021 è la più memorabile dello sport italiano, ma il movimento non si limita ai protagonisti di Birmingham. Ci sono migliaia di atleti che lavorano tutti i giorni per cercare di emularli. È un circolo virtuoso che non dobbiamo assolutamente interrompere, sempre investendo e cercando di fare cose nuove. La FIDAL ha presentato la candidatura di Roma per i Mondiali del 2029, con l’appoggio totale del Governo. È un riconoscimento al lavoro dei ragazzi e dei tecnici sul territorio. L’idea è quella di restituire qualcosa agli atleti, offrendo loro la possibilità di giocarsi un Mondiale in casa, anche se non sarà facile ottenerlo”. Mei ha poi affrontato il tema di Mattia Furlani, infortunato durante la qualificazione del lungo nella prima mattina di gare agli Europei. “Come capita nell’atletica, ha avuto un problema fisico. Ha voluto provarci, speriamo non sia niente di serio e poi avrà tutto il tempo di rimettersi a posto per la prossima stagione. Non è qui che doveva dimostrare il suo valore. È ancora molto giovane, ha 21 anni, tutto il tempo davanti a sé”. E dai fratelli Inzoli, con i loro risultati, arrivano segnali incoraggianti: “Stanno dimostrando che possiamo aspettarlo con tranquillità”.
Jacobs: “Berruti? Onorato che mi abbia considerato il suo erede”
Il due volte campione europeo Marcell Jacobs scenderà in pista martedì nei 100 metri di Birmingham (semifinale alle 21.32 italiane, finale alle 22.47) con una certezza: “Sto bene. Questo è l’obiettivo dell’anno, arrivo qui con due titoli europei vinti e punto al terzo. La stagione è in crescendo, non vedo l’ora di entrare in gara. Ho ritrovato la voglia che l’anno scorso un po’ era mancata, la fiducia in me stesso come persona e dal punto di vista tecnico”. La chiave è stata anche la capacità di correre subito forte: “Mi ha dato tanta consapevolezza”. Cinque anni dopo Tokyo, il campione olimpico non sente di aver perso quella fame. “Mi sento lo stesso ragazzo di quel giorno con la stessa voglia e determinazione. Sono maturato tanto dal punto di vista mentale. Riconosco quando il corpo mi chiede di darmi pause o quando posso spingere, ho imparato a capire molto di più dai momenti negativi. La vita deve darti quella batosta per farti capire alcune cose. Ho più grinta oggi che allora”. Tra gli avversari indica il britannico Romell Glave, già bronzo a Roma nel 2024: “Mi ha battuto quest’anno a Savona, ho risposto a Eisenstadt e per me è un punto importante”. La pista di Birmingham, secondo il fuoriclasse azzurro, sembra veloce. “Guardando ai risultati delle batterie dei 100 metri femminili, per vincere può servire un crono di 9.90 basso, forse anche qualcosa meno”.
Jacobs parla anche dell’altro sprinter azzurro Chituru Ali: “È uno di quelli che può e avrebbe potuto correre forte, molto più forte di quello che ho fatto io. Mi sarebbe piaciuto allenarmi con lui. Ho cercato di dargli consigli”. E pensando alla nuova generazione, lancia quasi un invito: “Mi piacerebbe avere un giovane che si alleni con me”. Torna poi il ricordo di Livio Berruti. “Ero rimasto molto colpito dalle sue parole quando aveva detto di aver trovato un valido erede nel vincitore dei 100 alle Olimpiadi. Detto da chi era stato il primo italiano a vincere i 200 metri alle Olimpiadi, è come se ci fosse un legame”. Di Berruti ricorda “la leggerezza non solo nella corsa, ma anche come persona”. Poi il pensiero alla famiglia e una promessa: “Cercheremo di usare questo brutto momento per correre più forte domani”.
Tamberi: “La mia piccola compie 1 anno il giorno della finale...”
“Anch’io vorrei sapere come sto...”. Gianmarco Tamberi apre con una battuta prima di raccontare un percorso molto più complesso. “Scherzi a parte, sono contento di essere qui, è bello esserci per poter tornare ad ambire a qualcosa di più importante”. Il campione europeo in carica dell’alto viene da un periodo complicato, iniziato alla fine del 2024 con la decisione di intervenire sul problema al ginocchio che aveva messo da parte per anni, “silenziato per preparare Parigi”. La stagione successiva ha lasciato strascichi anche dal punto di vista tecnico e mentale: “Ho perso sicurezza nel gesto tecnico, con tanti salti fatti in condizione non idonea”. A Birmingham si presenta con “una misura imbarazzante, ma con una condizione fisica che sento invece molto buona. Agli Assoluti ho capito che devo lasciarmi andare. “Quest’anno non ho bisogno di portarmi dietro la paura di saltare. Devo tornare a credere nel mio corpo”. L’obiettivo è quello di sempre: “Sono qui per provare a difendere il mio titolo. Sarà difficile ma non ho paura di dirlo”.
Tamberi guarda anche alla forza del gruppo azzurro: “È la squadra più forte di sempre. Un team molto unito, con tanti giovani capaci di far crescere se stessi e il gruppo, con umiltà. Pensarsi già grandi è il modo migliore per non raggiungere l’obiettivo”. Nei nuovi azzurri vede invece “un grande fuoco, quello di chi non vuole accontentarsi di grandi risultati per ottenere grandissimi risultati”. Sul ricordo di Berruti, Tamberi ammette: “Non ho avuto l’onore di conoscerlo di persona. Ma il nostro compito è scendere in pedana con un motivo in più per renderlo orgoglioso”. Cinque anni dopo Tokyo, anche la sua vita è profondamente diversa. “È stata stravolta dall’oro olimpico del 2021 e poi dall’arrivo della piccola Camilla, che compirà un anno proprio nel giorno della finale degli Europei, il 14 agosto. Mentirei se dicessi che gli stimoli sono gli stessi di Tokyo. Non so dire se più forti, ma ho una fame enorme di fare risultati. Mi alleno con la stessa determinazione, anzi la dedizione in termini di tempo forse è anche maggiore. L’oro del 2021 non mi ha appagato”.
Diaz: “Unghie colorate per portare il tricolore ovunque”
Andy Diaz, campione mondiale indoor e leader mondiale dell’anno nel salto triplo, si presenta a Birmingham con grandi ambizioni: “Punto in alto. Le sensazioni migliorano gara dopo gara e ho voglia di andare sempre più lontano. Prima però c’è la qualificazione di mercoledì, il primo obiettivo da superare, per dare poi tutto in finale sabato sera”. Diaz ha scelto anche un modo originale per portare con sé l’Italia: “Ho le unghie colorate, cerco di portare il tricolore ovunque. E farò così anche in futuro”.
Dallavalle e le “mutande di Diabolik, il mio portafortuna”
Andrea Dallavalle, argento mondiale del triplo, sbarca a Birmingham dopo un periodo intenso di allenamenti: “Ho lavorato tanto e gli Assoluti sono stati una tappa di passaggio, con rincorsa ridotta”. Ora vuole giocarsi le proprie carte: “Siamo tre azzurri nei primi quattro in Europa quest’anno, forse non era mai successo. Ma il livello è altissimo in Europa, sembra quasi un Mondiale”. Poi scherza: “Ho ritrovato le mutande di Diabolik, il mio portafortuna!”. Dallavalle si sente più leggero rispetto a un anno fa. “Quello che è successo nella passata stagione ha messo più riflettori su di me. Onestamente arrivo qui senza troppe aspettative, che poi sono quelle che ti creano più delusioni. Voglio dimostrare di essere quello dell’anno scorso”.
Sioli: “Il primo incontro con Tamberi? Facevo fatica a parlare”
Matteo Sioli, campione europeo U23 del salto in alto, entra in pedana a Birmingham con serenità. “Ho concluso un bel raduno a Sestriere lavorando al meglio delle condizioni. Sono tranquillo, non vedo l’ora di godermi le sensazioni da gara. La differenza qui è che si gareggia con la Nazionale, la maglia azzurra ha un peso maggiore. Sono qui a rappresentare l’Italia, mi dà molta più forza che in una tappa di Diamond League”. Una pressione diversa, che il ventenne Sioli considera positiva: “È l’evento più importante dell’anno. C’è quel po’ di pressione in più che sono sicuro aiuterà”. E poi il ricordo del primo incontro in gara con Tamberi, due anni fa a Bellinzona. “Quando si incontra un idolo si fa fatica a parlare, a esprimersi, e mi ha accolto con gentilezza. Ero emozionato tanto da non realizzare il fatto di gareggiare con atleti che avevo visto solo in televisione”.
RISULTATI - TV E STREAMING - GLI ORARI DEGLI AZZURRI - LA SQUADRA ITALIANA
FOTOGALLERY (di Grana/FIDAL) - LE BIO DEI 130 AZZURRI DEGLI EUROPEI DI BIRMINGHAM
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