Europei: Battocletti oro, Majori bronzo!

11 Agosto 2026

Italia in festa nel mezzofondo a Birmingham: Nadia si ripete nei 5000, Micol sul podio a sorpresa. Jacobs settimo, frenato da un infortunio muscolare nella finale dei 100. Dolorante anche Ali (sesto)

di Luca Cassai

Nadia Battocletti vince ancora nei 5000 metri e si conferma imbattibile, Micol Majori sorprende con un magnifico bronzo. Un’altra doppia gioia azzurra agli Europei di Birmingham con due medaglie nella stessa gara, all’inizio della seconda serata di finali. La regina del mezzofondo è sempre lei, Nadia Battocletti, che conquista il suo secondo oro consecutivo sulla distanza con 15:37.84 in una finale tattica, da aggiungere a quello di Roma 2024. Quando mancano 250 metri al traguardo la fuoriclasse trentina, campionessa mondiale dei 3000 indoor quest’anno, cambia marcia dopo aver controllato senza problemi e ribadisce la supremazia a livello continentale in attesa dei 10.000 di venerdì per andare in caccia di un nuovo bis di titoli. Sul podio c’è anche la milanese Micol Majori, protagonista di una fantastica volata sul rettilineo conclusivo in cui rimonta tre posizioni per cogliere un terzo posto inaspettato in 15:40.65 dietro alla spagnola Marta Garcia (15:39.98).

Finale amara per Marcell Jacobs nei 100 metri. Il campione uscente è settimo al traguardo, frenato da un problema fisico avvertito nel riscaldamento. Dopo una partenza non brillante, l’azzurro smette di spingere intorno a metà gara e poi chiude in un poco significativo 12.26. Un’ora prima era riuscito a vincere agevolmente la sua semifinale in 10.08 (-0.6) che rimane il miglior crono della serata. Il titolo va al britannico Romell Glave con 10.09 (-0.4), argento al connazionale Jeremiah Azu in 10.16 per completare la doppietta dei padroni di casa, bronzo al tedesco Owen Ansah (10.19) mentre è sesto l’altro azzurro Chituru Ali con 10.34, a sua volta dolorante. Francesco Inzoli salta 8,04 (-1.5) nella finale del lungo e chiude in sesta posizione alla sua prima presenza in Nazionale assoluta.

ORO E BRONZO - È un abbraccio meraviglioso al traguardo: il sorriso raggiante di Nadia Battocletti per l’ennesimo trionfo, le lacrime di un’incredula Micol Majori per un bronzo tutto grinta. Continua a vincere ‘StraordiNadia’ ma non finisce di emozionare. Quando schiaccia l’acceleratore è uno spettacolo per gli occhi e si allunga la strepitosa collezione di successi: agli Europei si prende il terzo oro della carriera su pista, il secondo consecutivo nei 5000 metri, ma anche il sesto in totale se si contano anche i due nel cross e quello nei 10 km su strada, sempre sotto la guida infallibile del papà-coach Giuliano. La corona arriva da mamma Jawhara, nel giro d’onore, per celebrare la campionessa che fa sembrare tutto facile. Ritmo lento nei primi tre chilometri (parziali di 3:20.95, 6:38.03, 9:56.92) con Nadia che corre tranquilla al centro del gruppo, all’interno. Meno cinque giri e la spagnola Marta Garcia si porta al comando, la 26enne delle Fiamme Azzurre risponde subito per allungare il gruppo, poi rallenta di nuovo finché l’olandese Maureen Koster va in testa (12:57.00 ai quattromila). Al suono della campana la trentina è quarta, alle spalle anche della britannica Hannah Nuttall e dell’irlandese Sarah Healy, ma a metà del rettilineo opposto sferra l’attacco e non ce n’è per nessuna. Micol Majori è sesta all’inizio dell’ultima curva, poi si lancia in una volata prodigiosa in cui rimonta tre posizioni e agguanta il bronzo. Da poco entrata nei Carabinieri, allenata a Rubiera dall’olimpionico Stefano Baldini, la lombarda è incredula per la sua prima medaglia internazionale. Si piazza undicesima Federica Del Buono (15:49.41).

BATTOCLETTI: "MI SONO SENTITA UN'AQUILA" - "La corona me l'ha portata mia mamma, io non mi sarei mai permessa ma lei è visionaria - le parole di Nadia - Felicissima del risultato, la gara è stata tattica come la immaginavo. Con mio papà ne avevamo parlato tanto perché sapevamo che sarebbe andata così, e con un finale folle. Prima di entrare in call room mi ha detto: 'come un corvo, ma poi come un'aquila'. Una frase che mi ha permesso di immedesimarmi e di non pensare alla tattica. Io mi sento più aquila. Focalizzata. Vedo la preda. E quando decido... vado. Ora sorrido però l'avvicinamento non è stato semplice, ho dovuto prendere solo quello che di buono c'è stato ma pensare di aver messo le chiodate solo a metà luglio, con l'Europeo a metà agosto, non è stato semplice. La mia famiglia e la famiglia del mio fidanzato Gianluca mi hanno davvero abbracciato, il mio staff è stato superbo, sa dire sempre la parola giusta al momento giusto. Sono contentissima anche per Micol Majori: se lo merita, sono dell'idea che possiamo seminare tanto e per tanti anni ma prima o poi si raccolgono i frutti. Ora mi aspettano i 10.000: gli occhi e la mia mente si stanno già preparando per la seconda finale. Abbiamo pochi giorni di recupero ma sono sicuro del lavoro dei miei collaboratori e dello staff federale".

MAJORI: "NON HO NEMMENO PORTATO LA DIVISA PER LA PREMIAZIONE…" - "Era impensabile, ovviamente lo sognavo, conoscevo le avversarie e sapevo che in caso di gara tattica avrei potuto giocarmela... però no, nello zaino non ho messo la tuta di rappresentanza per un'eventuale premiazione. Quest'anno non avevo ancora trovato la gara perfetta, però ho lavorato molto sui finali e quando ho visto che la gara era lenta ho detto 'oggi o mai più'. Non vedo l'ora di cantare l'inno insieme a Nadia. E che il mio coach Stefano Baldini finisca la sua cronaca su Sky per abbracciarlo. Questo bronzo l'abbiamo costruito in tre anni, mi sono trasferita a Rubiera, siamo una quindicina di mezzofondisti, di cui cinque in questi Europei. Quello che fa un'atleta in gara è merito soprattutto delle persone che la circondano. Sono ingegnera come lo diventerà Nadia: evidentemente avere la testa che fa così tanti calcoli aiuta a sopportare i carichi e i chilometri. In gara di calcoli non ne ho fatti molti: il mio numero stasera è soltanto il 3".

PARLA JACOBS - La semifinale vinta in 10.08 (-0.6) con facilità, togliendo il piede dal gas negli ultimi metri, aveva dimostrato che l’uomo da battere era ancora Marcell Jacobs. Per la terza edizione consecutiva due azzurri tra i migliori otto: avanti anche Chituru Ali con 10.34 (-1.7), secondo in ‘semi’. Poi l’imprevisto: “Dispiace tantissimo”, il commento a caldo di Jacobs che sui 100 metri aveva vinto nelle ultime due edizioni. “Mi sentivo veramente bene dopo la semifinale, ma quando ho provato i blocchi di partenza nel riscaldamento della finale ho sentito un gran fastidio all’adduttore, probabilmente lo stesso problema di un mese fa. Quando mi messo sui blocchi ho chiuso gli occhi, sapevo che c’era la possibilità di non arrivare fino in fondo, ma ero pronto a rompermi qualsiasi cosa per questa gara. Ero qui da leader europeo dell’anno, per confermarmi. Fa parte del gioco, queste sono cose che non si possono controllare e sarà un altro insegnamento, dovremo capire perché è successo. Non sono uno che molla, mi rimetto al lavoro e si continua”.

LUNGO - Quarto titolo di fila per il greco Miltiadis Tentoglou: 8,44 (-1.1) al quarto salto in cui sorpassa lo svizzero Simon Ehammer che era balzato in testa con 8,29 (-2.7). Al secondo turno Francesco Inzoli atterra a 8,04 (-1.5) e rimane al quarto posto, ai piedi del podio, fino all’ultimo round prima di chiudere sesto con il bronzo acciuffato nel finale dal bulgaro Bozhidar Saraboyukov a 8,26 (-1.7).

100HS - È la prima delle escluse dalla finale dei 100 ostacoli Celeste Polzonetti con 12.93 (-0.3), quarta nella semifinale vinta dalla polacca Pia Skrzyszowska in 12.60. La ventenne brianzola rimane fuori per quattro centesimi, senza riuscire stavolta a emergere dopo una partenza meno rapida rispetto alle avversarie. Out anche Giada Carmassi, quinta in 13.11 (-1.2), ed Elena Carraro, settima in ‘semi’ con 13.2 (-1.3).

400 - Sfuma l’obiettivo della finale nei 400 per Edoardo Scotti. Il primatista italiano cede negli ultimi trenta metri dopo un’ottima gara fino a quel momento, in nona corsia, e chiude in 45.32 dietro al tedesco Jean Paul Bredau (44.86) e all’ungherese Patrik Enyingi (45.02). Per l’azzurro c’è il 13esimo tempo complessivo, comanda il francese Muhammad Abdallah Kounta con 44.38.

ASTA - La qualificazione si rivela uno scoglio insormontabile per le azzurre dell’asta, a cominciare da Elisa Molinarolo che nelle ultime gare aveva mostrato una buona condizione ma qui sbaglia tre volte a 4,40 dopo aver iniziato bene a 4,10 e 4,25. Fuori con la stessa misura di 4,25 anche Sonia Malavisi (superata alla prima dopo un nullo a 4,10) e Virginia Scardanzan (alla seconda prova) in una serata di vento variabile come di consueto all’Alexander Stadium.

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