Dorio-Coiro, passaggio di consegne
12 Agosto 2026di Fausto Narducci
Ormai è chiaro: nella tabella dei record italiani ci sarà un ‘prima’ e un ‘dopo’ il 2026. Senza scomodare la caduta del muro di Berlino, questa è veramente la stagione dei record abbattuti, quelli del mito. Si salva per ora il 19”72 di Pietro Mennea per il quale, dal 1979 in poi, non si vede veramente chi possa neanche avvicinarlo. Per il resto dal 3 luglio a oggi abbiamo visto cadere tre dei primati ancora in vigore che hanno fatto la storia dell’atletica italiana: prima Francesco Pernici a Nancy ha spodestato con 1:43.60 il record di Marcello Fiasconaro che resisteva da 53 anni (1.43:7), poi dopo sole 24 ore Larissa Iapichino a Eugene con 7,12 ha cancellato senza timori reverenziali la madre Fiona May dopo 28 anni per un solo centimetro, e a Birmingham, addirittura in batteria, ci ha pensato Eloisa Coiro con 1:57.56 ad abbattere il primato che aveva preso il posto del lungo come ‘più longevo’ dell’atletica femminile: dopo 46 anni di lusinghiero servizio si è fatta da parte Gabriella Dorio che a Pisa il 5 luglio 1980 aveva corso gli 800 in 1:57.66. Ricapitolando i due record degli 800 hanno resistito 53 e 46 anni, quello del lungo femminile ben 28. Non sono numeri da giocare al lotto ma pietre miliari sul cammino della nostra atletica che anche a Birmingham sta scrivendo il futuro.
I RECORD DI GABRIELLA - Il record dell’indimenticabile Gabriella Dorio, icona dell’atletica italiana e impegnata ancora oggi a livello dirigenziale nell’atletica, era stato realizzato nel 1980 con un solo decimo in più e un dato significativo: lo stesso passaggio della Coiro ai 400 in 57”6! L’impresa che in qualche modo fece da starter all’oro olimpico di quattro anni dopo a Los Angeles nei 1500 avvenne in un contesto più intimo, quasi familiare, al meeting dell’Amicizia organizzato tradizionalmente dall’Uisp all’Arena Garibaldi di Pisa. Il 5 luglio 1980, in vista della partecipazione olimpica a Mosca di fine mese dove ottenne due piazzamenti nei primi otto, la vicentina scelse l’amica Luciana Saccol per farle da lepre fino ai 300 metri e si involò da sola verso il primato che deteneva dal 1976. Un primato che aveva già detenuto in tre momenti ma non mai cercato apertamente e soprattutto non era mai scesa sotto i 2 minuti. Nella prima occasione all’Olimpiade di Montreal ‘76 (2:01.63), nell’ultima occasione il 29 agosto 1978 agli Europei di Praga (2:00.4) ma in entrambi i casi in batteria, proprio come la Coiro a Birmingham. Una caratteristica dei record italiani degli 800 femminili, a quanto pare.
SOTTO GLI OCCHI DI NEBIOLO - Per la prima volta, a Pisa, Gabriella correva contro il primato passando in 57”6 ai 400 e mantenendo un perfetto assetto di corsa in spinta nel secondo giro. Le sarebbe bastato correre il secondo giro in ben più di un minuto ma ci fu un miglioramento “monstre” di 2”7 rispetto al record precedente, sotto gli occhi del presidente della Fidal Nebiolo e del fidanzato Carlo Spigarolo, sposato due anni più tardi. Per la cronaca alle sue spalle si piazzarono la rumena Marasescu (2:00.19), Agnese Possamai (2:00.40), Daniela Porcelli (2:04.70) e la tedesca orientale Huebner (2:05.60). La carriera della Dorio sarebbe decollata proprio allora ma dovette aspettare gli Europei di Atene ‘82 (bronzo) e la storica Olimpiade di Los Angeles ‘84 (oro) per le prime medaglie importanti nei 1500 all’aperto (ci fu anche l’oro agli Europei indoor di Milano ‘82).
LE EREDI - Nella caccia al primato di Gabriella si sono alternate tante azzurre di belle speranze ma nessuna aveva dato realmente la sensazione di poterlo abbattere come Eloisa Corio quest’anno quando a Rabat il 31 maggio aveva corso in 1:58.42 e a Ostrava il 16 giugno in 1:58.59. Prima di lei si erano avvicinate Elisa Cusma (1:58.63 nel 2007) ed Elena Bellò (1:58.89). E sono già sette con Marta Zenoni, Fabia Trabaldo e Patrizia Spuri le italiane scese finora sotto i 2 minuti. Gabriella aveva 23 anni quando realizzò l’impresa, Eloisa ne compirà 26 il 1° dicembre: la strada verso l’Olimpiade è già spianata.
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