Donne e sport, il convegno di Cagliari
20 Aprile 2026Notevole partecipazione anche per il secondo appuntamento del ciclo di incontri “Donne e Sport. Stesse opportunità, infiniti talenti. Tra diritto, fisiologia e performance” che si è svolto sabato a Cagliari. L’iniziativa promossa dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera, inserita in un più ampio percorso dedicato al tema della parità e al ruolo della donna nello sport, ha rappresentato un ulteriore momento di confronto tra mondo accademico, tecnico e istituzionale dopo il primo evento ospitato a Palermo. Sala piena nella prestigiosa cornice di Palazzo Viceregio del capoluogo sardo, oltre a circa 650 utenti collegati in diretta streaming per approfondire gli argomenti proposti nel nuovo convegno curato dalla Commissione federale che si occupa di Gender Equity e coordinata della vicepresidente FIDAL Manuela Levorato.
Al centro della tavola rotonda, moderata dal direttore tecnico delle squadre nazionali Antonio La Torre, un approccio multidisciplinare che intreccia aspetti giuridici, fisiologici e prestativi, evidenziando come la crescita dello sport femminile passi attraverso il riconoscimento di pari opportunità e una maggiore attenzione alle specificità delle atlete. Tra gli interventi di maggiore spicco le relazioni di Ester Cois, delegata prorettorale per l’uguaglianza di genere dell’Università di Cagliari, e di Elena Cuccia, responsabile area scientifica e tecnico FIPE, ma anche le testimonianze di Manuela Caddeo, ex velocista azzurra e presidente del Comitato regionale FIDAL Sardegna, di Maria Chiara Milardi, assistente del vice dt per le squadre nazionali giovanili, e di Arianna Latini, componente della Commissione FIDAL per la parità di genere, alla presenza di protagonisti dell’atletica italiana come la lunghista Valentina Uccheddu e lo sprinter Sandro Floris. L’incontro ha favorito un dialogo concreto tra esperienze diverse, con l’obiettivo di individuare strategie efficaci per ridurre il divario di genere nello sport e valorizzare il talento femminile in tutte le sue espressioni, confermando l’importanza di creare spazi di riflessione condivisa, capaci di tradurre i principi di equità in azioni operative, contribuendo così a costruire un sistema sportivo sempre più inclusivo e consapevole.
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