Andrew&Mattia, una storia speciale
17 Maggio 2026di Fausto Narducci
Da Rieti all’Asia sembra destino che l’inseguimento (ma potremmo chiamarla emulazione) fra Mattia Furlani e Andrew Howe debba sempre percorrere canali paralleli. A 21 anni il poliziotto ha scelto la Cina (esattamente Keqiao) per avvicinare ulteriormente il record italiano che il suo concittadino stabilì a 22 anni a Osaka, in Giappone. Era il 30 agosto 2007 quando ai Mondiali il “reatino numero 1” (arrivato in città a 5 anni dopo la nascita a Los Angeles), in una sfida che nessun appassionato di atletica potrà dimenticare, portò il record italiano a 8,47 sopravanzando di un centimetro all’ultimo turno il panamense Irving Saladino che invece divenne il suo incubo perchè all’ultimo salto si riprese l’oro con 8,57. Di quel duello thrilling entrato nella storia del lungo ai Mondiali, un gradino sotto solo al celeberrimo Powell-Lewis di Tokyo ’91, ad Andrew rimase il sorriso forzato con cui strinse la mano al vincitore, un argento comunque stratosferico e un primato italiano che nella prossima stagione potrebbe festeggiare i 20 anni.
IN CINA COL COMPASSO - Condizionale d’obbligo perché tutto lascia intendere che il “reatino numero 2” (arrivato anche lui in città a 5 anni dopo la nascita a Marino) stia per completare l’inseguimento che è in realtà un’opera di emulazione: troppa stima e rispetto fra i due azzurri perché si possa parlare di qualsiasi forma di rivalità. Sabato il 21enne Mattia (quindi solo un anno in meno rispetto a Howe in occasione del primato italiano) ha infatti fatto le cose in grande per il suo miglior esordio stagionale all’aperto e la prima vittoria personale in un meeting della Diamond League, il massimo circuito mondiale. Al secondo salto con un perfetto tocco sull’asse di battuta e un vento quasi nullo (+0.4) è decollato a 8,43 come se avesse nei piedi un compasso: 4 centimetri in più rispetto al triplo personale di 8,39 e 4 centimetri in meno del record italiano del concittadino Howe. Ma anche un “pareggio” perfetto con la seconda prestazione italiana di un altro maestro della specialità, Giovanni Evangelisti, che il 16 maggio 1987 a San Giovanni Valdarno saltò appunto 8,43.
TRE VOLTE A 8,39 - Per approdare alla seconda prestazione italiana eguagliata Furlani era dovuto passare ben tre volte dalla “casella” degli 8,39: all’aperto, vincendo i Mondiali di Tokyo, il 17 settembre 2025; al coperto lo scorso inverno imponendosi al meeting di Metz, l’8 febbraio e piazzandosi secondo ai Mondiali indoor di Torun, il 22 marzo. E per arrivare alla prima vittoria, sia pure in una gara a inviti ed extra programma ufficiale, è dovuto passare da 11 partecipazioni nel circuito con due secondi posti come piazzamento massimo: a Roma (8,13) e a Zurigo (8,30) nella scorsa stagione.
OBIETTIVO GOLDEN GALA - Il record per Furlani, vista la condizione mostrata, potrebbe arrivare già nella prossima tappa cinese di Diamond League sabato a Xiamen ma, da un punto di vista affettivo, l’occasione migliore sarà il Golden Gala di Roma del 4 giugno dove sotto la tribuna Tevere cercherà il primo successo nella tappa italiana della Diamond League in una specie di finale olimpica: non solo gli altri due medagliati di Parigi, il greco Miltiadis Tentoglou e il giamaicano Wayne Pinnock, ma anche la star emergente Bozhidar Saraboyukov (Bulgaria), il portoghese che l'ha beffato all'ultimo turno ai Mondiali di Torun Gerson Baldé, il vincitore della scorsa edizione del Golden Gala Liam Adcock, l'altro giamaicano Tajay Gayle, lo svedese Thobias Montier. Per la cronaca, il bulgaro (2°) e l’australiano (4°) finiti alle sue spalle a Keqiao con l’inserimento dell’uzbeko Anvar Anvarov al terzo posto.
PRIMO SORPASSO - Tornando al confronto fra i due reatini in Cina, Furlani ha migliorato la seconda misura italiana di sempre, l’8,41 realizzato proprio da Howe in un’edizione del Golden Gala, quella del 14 luglio 2006. Nell’occasione Howe con 8,41 finì terzo alle spalle della bestia nera Saladino (8,45) e del ghanese Ignisius Gaisah (8,43). Quindi Furlani a Roma avrà un obiettivo di riserva: superare la miglior misura di Howe al meeting. Ed è probabile che ci sarà proprio Howe ad applaudirlo in diretta. Intanto con 8,43 Furlani, leader del ranking World Athletics, vanta già la migliore prestazione mondiale stagionale all’aperto e la terza in assoluto dopo l’8,46 del portoghese Baldé e l’8,46 del bulgaro Saraboyukov a livello indoor.
PUNTI DI CONTATTO - Il record italiano sarebbe l’ennesimo punto di contatto fra due talenti che hanno in comune non solo il fatto di essere allenati dalle rispettive madri, Khaty e Renè: l’altezza di 1,84 (Howe più pesante), il campo base di allenamento allo stadio Guidobaldi, la comune crescita nella Studentesca Milardi, i club con le stellette (Aeronautica Howe, Fiamme Oro Furlani), i successi a livello giovanile (Howe doppio oro mondiale U20, Furlani oro europeo under 20), la crescita costante passando attraverso la multidisciplinarità (lo sprint per Howe, l’alto per Furlani), i podi ai Mondiali. Insomma, non solo la specialità e la città di elezione: Andrew e Mattia sono due veri gemelli dell’atletica.
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