Europei, Mei: 'Grande successo per gli azzurri'
16 Agosto 2026di Nazareno Orlandi
È tempo di primi bilanci, in attesa dell'ultima sessione degli Europei di Birmingham. I numeri parlano chiaro: già 41 finalisti, un dato molto vicino al record di 45 ottenuto agli Europei in casa di due anni da a Roma, e 19 medaglie, già oltre l'asticella che era stata fissata dal presidente FIDAL Stefano Mei considerando la media tra le dodici di Spalato 1990 e le 24 della Capitale. A parlare con estrema soddisfazione della spedizione azzurra in Gran Bretagna è proprio il numero uno della Federazione, nell'ultimo incontro con la stampa a Casa Atletica Italiana, nel centro di Birmingham: "Ci avviamo a un grande successo per la Nazionale - sottolinea Mei - I ragazzi e le ragazze hanno dato il 110 per cento, sono scesi in pista, in pedana e in strada 'avvelenati', per dimostrare che Roma non era stata un caso. Nei primissimi giorni poteva esserci un po' di rassegnazione, il pessimismo di non riuscire ad avvicinare quel risultato, con Marcell Jacobs che si fa male in una gara già vinta, e l'infortunio di Mattia Furlani che avrebbe avuto chance di medaglia. Così non è stato. Tutta la Nazionale nel suo complesso ha dimostrato di essere la più forte d'Europa".
"GIÀ 7 MEDAGLIE IN PIÙ DI SPALATO" - Il rush finale di questa sera con gli ultimi otto titoli in palio delineerà il medagliere finale: prima delle ultime tre ore di competizioni all'Alexander Stadium, l'Italia guida la 'medal table' con 8 ori, 6 argenti e 5 bronzi davanti ai britannici (7-5-2): "Non escludo che possano superarci, la Gran Bretagna soprattutto in casa è molto ostica - prosegue il presidente - ma abbiamo già 7 medaglie in più rispetto all'Europeo di Spalato, nel 1990, in un anno non olimpico, come in questo caso. Lasciatemi dire che tra Roma e Birmingham, in quanto ad hotel, trasporti e molto altro, non c'è stata partita. E con queste medaglie rispondiamo anche a chi diceva che Roma in termini di risultati fosse stata facile...".
"CANDIDATURA MONDIALE, PASSI IN AVANTI, COMPETITOR DIFFICILI" - A proposito di Roma, parlando della candidatura italiana ai Mondiali del 2029 e del 2031, Mei rivela che sono stati fatti "passi in avanti". "La nostra candidatura è risultata 'very strong': abbiamo le garanzie del governo, più solide di altre città. Il sistema-Italia è unito per sostenere la candidatura: Comune, Regione, Governo e istituzioni sportive, non tutte monocolore, lavorano allo stesso fianco perché si è capito che il progetto è ottimo, il migliore di tutti. Credo che abbiamo buone chance ma andiamo a lottare con competitor difficili".
"INVESTIRE E NON FARE DANNI" - Come si alza ulteriormente l'asticella di un movimento dell'atletica in piena salute? "C'è ancora troppo 'drop out', troppo abbandono, tra i 20 e i 23 anni. Tanti atleti che magari non si esprimono al massimo in quella fascia d'età, potrebbero dare tanto se messi nelle condizioni ideali. Non possiamo perderli. Quello che possiamo fare, al di là del sostegno economico, è il fatto di far sentire l'atleta 'unico', anche quando capita di andare male. Dobbiamo investire e cercare di 'non fare danni': i coach personali e le società danno già materiale raffinato che noi dobbiamo preparare per le grandi manifestazioni. In tutto ciò, siamo i migliori d'Europa nonostante le carenze nell'impiantistica. Sarebbe buona cosa da parte delle amministrazioni locali trovare ogni modo per fare campi di atletica, non per forza da 400 metri e 9 corsie".
"UN GRAZIE A..." - Immancabile, da parte del presidente Mei, il ringraziamento "al personale federale presente, a tutto il team tecnico e sanitario che ha cercato di mettere in campo i ragazzi nel modo migliore" e allo staff di Casa Atletica Italiana perché "continuiamo a ricevere i complimenti da World Athletics e da European Athletics per la nostra hospitality house: la Federazione crede e investe in questo progetto".
PARLA IL DIRETTORE TECNICO - A offrire le proprie riflessioni è anche il direttore tecnico delle squadre nazionali Antonio La Torre, che si complimenta con tutti i medagliati e finalmente può rispondere alla domanda che gli era stata posta nella conferenza stampa di apertura: "Sì, ora posso dirlo, è la squadra più forte di sempre". Il DT va dritto al punto: "La spedizione di Birmingham è meglio di quella di Roma. Abbiamo reso quasi ripetibile ciò che sembrava irripetibile. Giocare in una Nazione che ha una cultura immensa, e riuscire a tenere testa fino alla fine alla Gran Bretagna, è qualcosa di superlativo. Da questa spedizione nasce una grandissima spinta per il biennio prossimo: Los Angeles 2028 destination".
"DENTRO UNA SQUADRA FORTE TUTTI DIVENTANO PIÙ FORTI" - "L'infortunio di Jacobs poteva far girare la settimana in un altro modo - osserva La Torre - Ci siamo subito riuniti e i capitani hanno dato la spinta agli altri: dentro una squadra forte tutti si sentono coinvolti e diventano più forti. Deve essere lo spirito dei prossimi due anni. L'eccezionalità di Tokyo non è stata ripetuta ma quasi: chiaramente questa non è l'Olimpiade ma sto parlando di mentalità. Stano si è svegliato, ha letto della vittoria di Gimbo Tamberi e si è caricato tantissimo: questo è il clima che si è respirato per tutta la settimana".
"DEBRIEFING TRA UN MESE" - Come si ragiona verso Los Angeles? "Il debriefing si farà tra un mese, a quel punto andremo a vedere cosa c'è da modificare. Abbiamo una fortuna: la pressione delle nuove generazioni sta svegliando anche alcuni che si erano un po' seduti. L'obiettivo è portare tanta forza, energia e talento giovane alle Olimpiadi del 2028. Il prossimo anno Kelly Doualla comincerà a fare l'atletica 'dei grandi'. Avremo derby in famiglia nel lungo con gli Inzoli, oltre al ritorno di Furlani. Il settore salti è la forza propulsiva ma ci manca qualcosa nell'alto femminile, e nell'asta stiamo soffrendo un po'. Nei lanci, non era mai successo di uomo e una donna in finale nel giavellotto nella stessa edizione: qualcosa si muove. Sui 5000, dobbiamo riflettere, perché non abbiamo atleti in grado di avvicinare i 13 minuti. E vanno risistemate le cose negli ostacoli: a Roma due medaglie, qui due finalisti. Le staffette? Abbiamo valutato davvero tutte le possibilità sulla base delle condizione reali degli atleti e della disponibilità in relazione ai numerosi infortuni delle ultime ore. Avremmo volentieri schierato l'ottimo Dezza ma sente ancora il fastidio al ginocchio che lo ha accompagnato nell'ultimo periodo".
RISULTATI - TV E STREAMING - GLI ORARI DEGLI AZZURRI - LA SQUADRA ITALIANA
FOTOGALLERY (di Grana/FIDAL) - LE BIO DEI 130 AZZURRI DEGLI EUROPEI DI BIRMINGHAM
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