Eurojuniores, due quarti e un quinto posto!



Giornata avvincente ma sfortunata, per i colori azzurri, ai Campionati Europei Juniores di Tampere. Il bottino alla fine parla di due quarti (Andrea Lemmi nell\'alto e Sara Fabris nel triplo) ed un quinto posto (Silvia La Barbera nei 3000): nessuna medaglia, ma soddisfazione per prestazioni davvero convincenti. In testa, nell\'ipotetica graduatoria, c\'è senz\'altro Andrea Lemmi, fermatosi ai piedi del podio nell\'alto con il nuovo personale portato a 2,23, la stessa misura dello svedese Thornblad, bronzo (oro al ceco Baba con 2,28, argento al russo Dmitrik, 2,26). Era la gara di maggiori contenuti tecnici di questi Europei, e il 19enne livornese l\'ha affrontata nel migliore dei modi, con la convinzione e la decisione di un veterano consumato. Superata quota 2,15 alla prima prova e 2,19 alla seconda, l\'azzurro è stato superlativo alla misura successiva, superata al secondo tentativo. Il primo errore gli è stato però fatale nella corsa alla medaglia. A 2,26, poi, il primo salto ha fatto gridare al successo: l\'asticella è infatti andata a terra dopo che Lemmi l\'aveva superata praticamente per intero, sfiorata solo dai polpacci. Tesserato per l\'Atletica Livorno, allenato da Vittorio Vece, Lemmi gareggia con addosso un portafortuna: i calzettoni amaranto del Livorno, la sua squadra del cuore. Corsa finita ai piedi del podio anche per Sara Fabris nel triplo: la veneta si è vista sfuggire la medaglia per soli 8 centimetri, ai danni della russa Bolshakova (13,37 per quest\'ultima contro i 13,29 dell\'azzurra). E c\'è anche un pizzico di giallo: sembra infatti che il giudice di pedana avesse dapprima considerato irregolare il salto della russa, ritornata sui suoi passi all\'uscita dalla sabbia, per poi correggersi e alzare bandiera bianca, consegnando di fatto il bronzo alla Bolshakova. Tra le prime otto anche Monica Magnarini, settima con 13,09. Oro alla russa Anastasia Taranova (13,61), argento alla romena Cristine Spataru (13,54). Silvia La Barbera non ha ripetuto l\'impresa. Dopo lo straordinario successo sui 5000 metri di ieri, l\'azzurra si è piazzata al quinto posto sui 3000. La gara si è sviluppata su ritmi decisamente tattici. Dopo un passaggio ai 1000 metri in 3:16, Silvia ha preso la testa, un po\' per togliersi dal gruppo, un po\' per tentare di sollecitare il ritmo e scrollarsi di dosso avversarie potenzialmente pericolose in volata. Ma la fatica del lungo volo trionfale sui 5000 metri, alla fine, si è fatta sentire, e poco prima del passaggio ai 1200 metri finali, la lettone Polushkina ha prodotto un cambio di ritmo secco, decisivo per il titolo. Sulla sua scia si sono infilate le altre, mentre Silvia ha finito per cedere leggermente. \"In effetti la fatica si è fatta sentire - le parole della siciliana nel dopo corsa - ma non ho voluto mancare questa seconda finale europea, spinta dagli incitamenti di mia sorella Barbara e di Lorenzo Perrone (il mezzofondista palermitano bronzo europeo under 23 la scorsa settimana a Bydgoscz, ndr). La schiena, come mi succede quando sono molto stanca, si è un po indurita. Ma sono contenta, ci mancherebbe\". Il sogno, anche il sogno di una campionessa in erba, può prendere le forme di una spiaggia assolata: \"E\' il regalo che voglio farmi, una mattinata al mare con gli amici e mia sorella, non ci sono ancora andata quest\'anno: a Cefalù, o a città Giardino, non vedo l\'ora\". Squalificato il marciatore Daniele Paris, fermato intorno al sesto chilometro, quando era nel gruppo di testa. Due decimi posti (Silvia Salis, 56,14 nel martello, e Nazzareno Di Marco, 53,40 nel disco) completano il quadro degli azzurri impegnati in finale oggi. Fantastica tripletta finlandese nel lancio del giavellotto (un po\' come dire che il Brasile ha vinto i Mondiali di calcio, in effetti): Teemu Wirkaala ha vinto con un eccelente 79,90, che non migliora la sua settima prestazione europea di sempre per soli 17 centimetri; argento ai compagni di nazionale Jarvenpaa (73,66) e Ruskanen (72,87), con il quarto classificato finito ad oltre quattro metri dall\'ultimo del terzetto. In casa azzurra la sorpresa, in negativo, è certamente giunta da Massimo Marussi, il martellista marchigiano iscritto con la miglior misura europea del 2003, rimasto fuori dalla finale. Dopo un nullo di settore vicino ai 72 metri (il miglior risultato nel suo gruppo di qualificazione è stata di poco superiore ai 70), l\'allievo di Silvaggi ha forzato anche il secondo lancio, comettendo nullo di pedana (anche in questo caso martello oltre i 70 metri). Nel terzo e ultimo lancio a disposizione, ovviamente di sicurezza, ha ottenuto un modesto 67,22, buono solo per il quattordicesimo posto complessivo. Un po\' a sorpresa (ma fino a un certo punto), l\'altro azzurro, Lorenzo Povegliano, ha messo a segno la terza misura tra i qualificati (71,83), candidandosi anche ad una medaglia nella finale di domani. Male in qualificazione la Carli nel giavellotto, ventesima (e ultima) con 41,47, mentre il sorriso lo restituisce la prova di Giulia Arcioni nei 200: la romana, soli 17 anni (qui si gareggia al limite dei 20), figlia d\'arte, ha ottenuto il visto per la finale di domani, correndo in 24.06, primato personale e ultimo tempo di ammissione. Davvero niente male.
Nelle foto, Andrea Lemmi esultante dopo il salto a 2,23, e Giulia Arcioni.

File allegati:
- RISULTATI LIVE
- Le foto degli azzurri



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