Dubai, la maratona va veloce

22 Gennaio 2016

Crono super sui 42,195 km del Golfo Persico con le vittorie degli etiopi Tesfaye Abera (2h04:24) e Tirfi Tsegaye (2h19:41)

di Giorgio Cimbrico

Alla Dubai Marathon esistono delle costanti: anche a gennaio fa caldo (ieri, orari di partenza anticipato, attorno alle 6,30), vincono, dominano e monopolizzano gli etiopi (sei su sei gli uomini, sette su sette le donne) e di solito chi porta a casa il successo è un esordiente che concede un acuto.
Tutto confermato anche stavolta: al traguardo, davanti a tutti e  a metter le mani su un borsa di 200.000 dollari, è Tesfaye Abera, che deve ancora compiere 24 anni, è alto 1,94 (si era mai visto un maratoneta così lungo?), l’anno scorso ha corso la 4x400 ai Campionati Africani (!) e sino a ieri aveva un record personale di 2h09’46”. Ora è a 2h04’24” - 5’22” di progresso -, è il nono della storia, a un secondo dal record della corsa, in mano a un suo connazionale, Ayele Abshero nel 2012. Abera è un cognome importante, lo stesso di Gezahgne, campione olimpico nel 2000 a Sydney e campione mondiale un anno dopo, a Edmonton.

E’ stata una corsa pazza, lanciata dalle lepri su andature frenetiche e seguita con sprezzo del pericolo da un gruppo di 17 unità: per chi ama deliziarsi con i passaggi, 14’35” ai 5000, 29’14” ai 10000, 43'50” ai 15 km, 1h01’36” alla mezza, 1h12’49” ai 25 km, 1h27’20” ai 30 km, con uno stordente 10000 intermedio in 28’54” tra i 20 e i 30. Il vantaggio sul tempo record di Kimetto (il berlinese 2h02’57”) ha toccato anche i 19” di margine e dopo tre quarti di gara la proiezione testimoniava ancora per un probabile 2h02’50”. A quel punto, allunghi e frenate hanno cosparso il finale. Hayle Berhamu, ancora in testa a meno di un chilometro dal traguardo, è stato saltato dal lungagnone che al 40° aveva subito un piccolo break che non ha lasciato traccia né nei muscoli né nella testa. E così, 2h04’24” per Abera, 2h04’33” per Berhramu, 2h04’46” per Asefa Mekonnen, che qui si era rivelato due anni fa con 2h04’32” a 18 anni e mezzo. E’ la quinta volta nella storia dei 42 chilometri (e delle 26 miglia) che tre atleti finiscono sotto le 2h05’: tre a Dubai, una a Chicago, una a Boston, con il suo percorso troppo in discesa, specie nel finale. Sulle scorrevoli strade del paese del Golfo Persico, quest'anno frequentate da 37.000 partecipanti alle varie distanze, sono state ottenute 20 tra le prime 60 prestazioni di sempre.

Altri etiopi: Sisay Lemma quarto in 2h05’16”, Mula Wasihum quinto in 2h05’44”, Abaymeh Ayele sesto in 2h06’45”. Per Rio i selezionatori di Addis Abeba  avranno i loro problemi. Il primo kenyano è stato Samuel Kosgei, settimo in 2h06’45”. L’unico etiope di assoluto – anzi, eccelso - livello che non ha ottenuto il meglio a Dubai è stato Haile Gebrselassie, 2h04’53” negli Emirati, 2h03’59” a Berlino.

Tra le donne le etiopi hanno fatto anche meglio: sette nei primi sette posti, con Tirfi Tsegaye, 31 anni, che con 2h19’41” ha centrato il nuovo record personale (2h20’18” in occasione della sua vittoria a Berlino 2014) sfiorando l’ingresso tra le prime dieci della storia (è 12a) e ottenendo il sesto successo sulle strade del mondo. Anche in questo caso un buon avvio, poco più di 33’ ai 10000, e metà strada toccata in 1h10’37”. Alle spalle di Tirfi, la debuttante Amane Beriso 2h20’48”, Meselech Melkamu in 2h22’29”, Sotume Asefa (altra esordiente) in 2h24’00” e Mutu Seboka in 2h24’24”.

A questa formidabile raccolta di risultati Londra, in calendario il 24 aprile, risponde con un campo altrettanto formidabile: il primatista del mondo Dennis Kimetto, l’ex-primatista, e due volte a segno dalle parti di Buckingham Palace, Wilson Kipsang, il campione uscente Eliud Kipchoge, il campione mondiale, l’eritreo Ghirmay Ghebreslassie e Kenenisa Bekele che non ha bisogno di presentazioni o dell’esposizione del suo albo d’oro in pista.

RISULTATI/Results

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