Doualla nel futuro! Bronzo ai Mondiali U20

07 Agosto 2026

Impresa della sedicenne azzurra in gara contro atlete di due anni più grandi: prima medaglia di sempre per un'atleta italiana a un Mondiale nei 100 metri. Terza con 11.27 (-0.1) a Eugene

di Cesare Rizzi

Impresa della 16enne Kelly Doualla, è medaglia di bronzo nei 100 ai Mondiali under 20 di Eugene (Usa). In gara contro sprinter di due anni più grandi, l'azzurra centra la prima medaglia di sempre per un'atleta italiana a un Mondiale nei 100 metri. Terza con 11.27 (-0.1) alle spalle della statunitense Mia Maxwell (11.14) e della giamaicana Shanoya Douglas (11.17).

Ad Hayward Field si scrive un altro pezzo di storia dello sprint italiano femminile: Kelly Doualla diventa la prima azzurra di sempre a conquistare una medaglia ai Mondiali (assoluti, under 20 o under 18) con il bronzo centrato sul traguardo dei 100 metri iridati under 20. Come nella rassegna continentale di Rieti, nel momento più importante, quello della finale, la sprinter lombarda (con i suoi 16 anni e 259 giorni la più giovane delle nove atlete in gara nella volata per le medaglie) è pressoché perfetta: avvio decisamente migliore rispetto ai turni eliminatori e fase lanciata di gran qualità per inserirsi nella scia della statunitense Mia Maxwell e della giamaicana Shanoya Douglas, precedendo (come già sul traguardo dell’Eyof 2025) l’elvetica Xenia Buri. Tempi? 11.14 per l’oro di Maxwell, 11.17 per l’argento di Douglas, 11.27 (vento quasi assente: -0.1) per il bronzo di Kelly. Dietro Stati Uniti e Giamaica c’è l’Italia, grazie alla giovanissima allieva di Walter Monti, residente a Sant’Angelo Lodigiano e tesserata per il Cus Pro Patria Milano, capace in due anni di riscrivere le liste continentali e italiane giovanili (il personale a 11.14 è record europeo under 18 e limite italiano under 18 e under 20 nonché secondo crono italiano all time dietro Zaynab Dosso) e di centrare un autentico ‘forziere’ di medaglie, già impreziosito dagli ori europei under 20 di 100 e 4x100 (2025), dal titolo continentale under 18 di Rieti 2026 (con bronzo nella staffetta 100+200+300+400) e dal doppio oro (100 e staffetta 100+200+300+400) all’Eyof 2025. Ora la prima medaglia mondiale, in un contesto che profuma di storia dell’atletica come Eugene.

"HO COMBATTUTO LA KELLY ANSIOSA, LA MIA ESTATE È FORZA INTERIORE" - “Devo ammettere che prima della gara c’era tanta ansia - le parole a caldo del bronzo mondiale under 20 -, non soltanto oggi: Walter e Marco (coach Monti e il ‘fisio’ Tabone, ndr) si sono dovuti sopportare una Kelly ansiosa che non vedevano da tanto, che non vedevo nemmeno io da tanto, da prima di Rieti. Una volta arrivati sui blocchi ho deciso di combattere questa Kelly e mandarla via. All'arrivo pensavo che avesse vinto quell'altra Kelly, invece no: i timori si sono dissolti quando mi sono vista terza e credo si sia visto dall’urlo dopo aver scoperta che ero medaglia. Una bella partenza? Sono abituata a standard migliori, però non mi posso lamentare. L’abbraccio ai compagni dopo la gara è stato un ringraziamento enorme per tutti loro perché sono stati eccezionali. Mi hanno supportata fin dall'inizio, batteria, semifinali, durante il riscaldamento, hanno seguito la finale. Anche adesso mi hanno aspettata fino a quando non fossi uscita, hanno atteso più di mezz’ora, quindi sono stati grandissimi”. ‘Kellyssima’ ha parlato anche della sua estate e delle due imprese d’oro (Rieti) e di bronzo (Eugene): “Non c’è una sola parola che le lega, ma un concetto: forza interiore”.

PESO - Un risultato a proprio modo storico arriva anche dal getto del peso: Anita Nalesso, veneta della Trevisatletica allenata da Simone Broccolo, dopo il bronzo europeo under 20 di Tampere 2025 chiude al quarto posto la finale iridata di Eugene, pareggiando il miglior risultato di sempre di un’italiana nella manifestazione (Chiara Rosa fu quarta a Kingston nel 2002). Nalesso apre con la miglior misura, 16,50, trovando subito l’auspicato lancio oltre i 16 metri e siglando la quarta prestazione in carriera, a 17 centimetri dal personale. Due le azzurre in finale, fatto unico nella storia della rassegna: Elettra Bernardis chiude in nona posizione con un picco da 15,19.

1500 -
Una certezza: è un Mondiale ricco di emozioni per Alessandro Casoni. Il mezzofondista emiliano, arrivato in modo un po’ rocambolesco in Oregon, 24 ore dopo la delegazione azzurra per aver smarrito (e poi recuperato) il passaporto, supera allo stesso modo lo scoglio delle batterie raggiungendo la finale del miglio metrico (domenica, ore 23.25 italiane) in rimonta e per un solo centesimo. Nella pancia del gruppo, attorno alla sesta piazza, per i primi 500 metri, Casoni perde posizioni dopo l’accelerazione impressa dall’etiope Tade: l’azzurro resta però agganciato al gruppo di testa e si gioca le sue carte nello sprint. Sono in otto per cinque posti: Casoni è quinto in 3:43.05, con un centesimo di margine sullo spagnolo Pol Molins a fare da spartiacque tra i promossi e gli eliminati. “Le gambe non giravano granché, le sensazioni non erano buone, sono stato anche chiuso poco prima del rettilineo finale: sono contento di essere passato” ha detto l’azzurro. In una batteria più tattica Luca Cavazzuti cede metri quando la corsa ‘esplode’ nell’ultimo giro: chiude ottavo a un paio di secondi dalla qualificazione, ma il crono (3:47.38), a tre secondi dal personale in gara tattica (2:36.8 ai 1000), non è banale. 

In campo femminile applausi per Giulia Colarieti: nella seconda batteria, scappato via un gruppetto di quattro atlete, l’umbra lancia la progressione alla campana per agguantare il quinto e ultimo pass. L’azione sembra riuscire, ma proprio negli ultimi 30 metri arriva il sorpasso della tedesca Paula Terhorst che relega Colarieti al sesto posto. Per l’azzurra c’è comunque un punto fermo importante: il personale abbassato di quattro secondi e mezzo per timbrare 4:17.77, settimo crono italiano under 20 di ogni epoca (un centesimo dietro al 4:17.76 siglato da Nadia Battocletti nel 2018). Nella terza batteria Margherita Vedovato cede il passo alla testa della gara dopo il passaggio al chilometro e chiude 12esima (4:29.64). 

400 - Terzo ‘giro della morte’ in 36 ore scarse (tra staffetta mista e gara individuale) per Matilde Abelli e Laura Frattaroli, che mettono in campo le energie residue nel secondo round eliminatorio uscendo dalla pista senza rimpianti: la valdostana chiude quinta in 54.27 la seconda semifinale, la sarda (ancora dalla corsia nove) taglia in traguardo in sesta posizione con 54.41 prima di essere purtroppo squalificata per invasione di corsia.

ASTA E MULTIPLE - Leonardo Scalon entra a 5,10 e supera la quota al secondo tentativo: oltre l’asticella alla medesima misura vanno a segno altri 15 astisti. Dopo un breve conciliabolo la giuria sistema l’asticella a 5,25, quota superata da dieci atleti: tra questi purtroppo non c’è il piemontese, con l’errore iniziale che lo zavorra in 13esima posizione costringendolo all’eliminazione. Nell’eptathlon Rita Manfredini si arrende dopo il riscaldamento rinunciando a prendere il via degli 800 a causa dell’infortunio al bicipite femorale destro che aveva pesantemente condizionato il suo percorso nelle prove precedenti.

RISULTATI - FOTOGALLERY (Grana/FIDAL) - DIRETTA STREAMING EUROVISION SPORT - GLI ORARI DEGLI AZZURRI

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