Derkach story: dalla Campania a Birmingham
14 Agosto 2026di Fausto Narducci
Un salto triplo per l’oro di Birmingham, un altro multiplo per guadagnarsi la cittadinanza italiana (nel 2013) preceduta da quei titoli giovanili (18 titoli in 6 anni tra prove multiple, lungo e triplo) che i regolamenti federali consentono anche a chi ha solo la residenza in Italia. Nella vita una corsa a ostacoli più che un salto triplo per quella vivacissima bambina nata il 27 marzo 1993, capelli biondi e occhi blu, che arrivò a Pagani, in provincia di Salerno, a nove anni nel gennaio 2002. Una ordinaria storia di immigrazione dall’Ucraina se non ci fosse il fatto che i genitori di Dariya erano sportivi di buon livello: papà Serhiy specializzato nelle prove multiple, mamma Oksana triplista con un personale di 14,09 che la figlia ha migliorato solo nel 2016. Il sogno italiano era un fattore comune per le famiglie dell’area di Kiev e ancora di più per un paese di campagna come Vinnycja a 200 chilometri dalla capitale. Così mamma Oksana aveva fatto da battistrada nel 2001 trovando lavoro in un bar a Pagani e poi a Nocera. Nel gennaio 2002 era stata raggiunta dal marito, impegnato nell’edilizia, e dalla figlia ma il caso aveva voluto che i Derkach trovassero casa vicino al campo sportivo: un gioco del destino perché era lì che tutta la famiglia trascorreva il tempo libero permettendo anche a Dariya, che si arrampicava dappertutto e amava andare in giro con i pattini a rotelle, di sfogare la sua esuberanza.
L'INIZIO CON LA VIS NOVA - E’ quasi per caso che la famiglia Derkach scopre anche in Italia l’atletica agonistica. Merito di Giovanni Ferrigno, direttore tecnico dell’Atletica Vis Nova Salerno presieduta dalla moglie Anna Pergola. “Mi invitarono al campo di Pagani in veste di presidente del comitato provinciale di Salerno - racconta dopo aver visto in tv l’oro della sua ex tesserata - e vidi questa signora ucraina che saltava come una cavalletta sotto gli occhi del marito e della figlia. Pensai subito di tesserarla per la mia società visto che con un record di 14,09 riusciva a fare ancora 13 metri. Le offrii un ruolo di atleta-istruttrice per venirle incontro economicamente considerato che dovevano trasferirsi quasi ogni giorno in pullman nei 30 km che separano Pagani da Salerno. Con lei c’era il marito ma soprattutto questa bambina di 11 anni che tesserammo nel 2004 e cominciò a vincere tutto nel lungo, triplo e prove multiple consentendoci di vincere un titolo italiano allieve. Che ricordi ho di Dariya da piccola? Era la fotocopia della madre e non stava mai ferma, soprattutto aveva imparato subito a parlare perfettamente l’italiano con un bel caratterino determinato, evidenziato dalle sue risposte secche e senza fronzoli”.
L'ARRIVO A FORMIA - Intanto Dariya si divideva fra sport e studio (liceo scientifico) godendosi il clima mite dell’agro nocerino-sarnese famoso per i pomodori di San Marzano. La famiglia si era trasferita da Pagani a Sant’Egidio del Monte Albino ma con base sportiva al Vestuti di Salerno dove papà Serhiy, impegnato anche nel tennis, allenava la figlia sempre grazie all’impegno (anche economico) della Vis Nova dove restarono sette anni. Nel 2011 il passaggio all’Audacia Record Atletica, poi all’Acsi italia e nel 2014 l’ingresso nell’Aeronautica Militare. I tempi erano maturi per il trasferimento alla fine del 2014 a Formia, un anno dopo l’arrivo della cittadinanza italiana maturata nel 2013 grazie ai 18 anni di età e ai dieci anni di residenza dei genitori. Un trasferimento di tutta la famiglia, con papà allenatore e mamma, fino all’esordio in nazionale ai campionati europei a squadre di Gateshead 2013 arrivando sesta nel salto in lungo. Nei tricolori under 23 del 2013 Dariya atterrò subito a 6,67 bel lungo (MPI promesse) e a 13,92 nel triplo (seconda prestazione di categoria) viatico per l’argento ai successivi Europei under 23 a Tampere e per la partecipazione ai Mondiali di Mosca nel lungo (eliminata in qualificazione).
SOTTO LA GUIDA DI NOCERA - Nel 2016 la Derkach ha superato per la prima volta i 14 metri (14,15). Una carriera fra alti e bassi, dovuta anche agli infortuni, con nuovi avvicendamenti tecnici: nell’autunno 2020 a Formia aveva cominciato a seguirla anche la mamma Oksana ma è nel 2022, quando è progredita a 14,47 (quarta azzurra da sempre), che la cavalletta venuta dall’Ucraina ha fatto la scelta più difficile, che ha pagato, lasciando la guida tecnica dei genitori per passare sotto quella di Alessandro Nocera che già collaborava con la famiglia e ha cominciato a fare la spola fra Torino e Formia. Nel 2023 a Eugene il salto di 14,52 a Eugene che l’ha liberata da ogni dubbio sulle sue possibilità tecniche. Nello stesso anno l’argento agli Europei indoor di Istanbul e poi le finali raggiunte ai Mondiali 2023 Europei 2024 e Olimpiadi di Roma prima delle due operazioni al tendine d’Achille sinistro che hanno pregiudicato il suo risultato ai Mondiali di Tokyo.
UN CAMEO NEL CINEMA - Papà Serhiy ora allena con successo in Cina e mamma Oksana (che le somiglia come una goccia d’acqua) la segue quando può ma viene invitata spesso a Salerno per le manifestazioni ufficiali. Un legame che non si è spezzato al punto che Pagani e Salerno ora aspettano la neo campionessa europea, campana d’adozione, per una festa che sarà un ritorno alle origini (atletiche). Intanto Dariya per il suo futuro sogna un salto triplo anche fuori dalla pista e nel 2013 ha avuto una piccola parte (naturalmente nelle vesti di saltatrice) accanto a Nicole Grimaudo nel film di Edoardo Leo “Buongiorno papà” candidato al David di Donatello e al Nastro D’Argento.
RISULTATI - TV E STREAMING - GLI ORARI DEGLI AZZURRI - LA SQUADRA ITALIANA
FOTOGALLERY (di Grana/FIDAL) - LE BIO DEI 130 AZZURRI DEGLI EUROPEI DI BIRMINGHAM
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