Dallavalle&Fantini: ‘La nostra stagione pazzesca’

14 Settembre 2022

Torna il talk di Atletica TV, ospiti i due azzurri a medaglia agli Europei. Andrea: “Non voglio più che mi dicano ‘bravo ma peccato’ come dopo il quarto posto ai Mondiali”. Sara: “Un anno che mi ha insegnato tanto”

 

Due protagonisti azzurri di questa stagione per ripartire con il talk di Atletica TV. Andrea Dallavalle e Sara Fantini sono gli ospiti della nuova puntata: entrambi hanno festeggiato una medaglia agli Europei di Monaco nello stesso giorno quasi un mese fa, argento per il triplista e bronzo per la primatista italiana del martello, dopo essersi piazzati quarti ai Mondiali. E ora si ritrovano insieme nell’appuntamento settimanale del mercoledì, al rientro da un’estate ricca di gioie. “È stata un’annata pazzesca - sorride la parmense dei Carabinieri - ma non è ancora terminata perché nel weekend sarò a Brescia, sabato pomeriggio alla Finale Oro dei Societari assoluti, e ci tengo a fare ‘benino’ in quest’ultima gara prima di rilassarmi in vista del 2023 che sarà bello e impegnativo”. “Ho staccato un po’ la spina al ritorno dagli Europei - le parole del 22enne piacentino delle Fiamme Gialle - dove ho concluso una stagione in cui ho realizzato un sogno, che avevo fin da quando ero un bambino appassionato e che sembrava quasi irraggiungibile, quello di vivere in prima persona l’atletica di alto livello. Non ho mai smesso di crederci, ma c’è ancora tempo e voglia per dimostrare che non finisce qui”. Spazio anche per le interviste alla campionessa mondiale under 20 del martello Rachele Mori e al primatista italiano del decathlon Dario Dester.

FANTINI - Era tornata da Eugene con la consapevolezza delle sue potenzialità, invece da Monaco con quella dei propri limiti. “Sì, a ripensarci è andata così - riflette Sara Fantini - in una stagione meravigliosa che mi ha insegnato tanto. Fino ai Mondiali era andata benissimo, in modo quasi inaspettato, e il quarto posto nonostante i problemi della vigilia è un risultato straordinario. Ma agli Europei non sono riuscita a esprimermi come avrei voluto e forse è quella la gara che mi ha dato di più, per imparare ad avere un approccio migliore, perché le cose belle vanno costruite”. Il momento top? “Vincere una medaglia è il coronamento della stagione. Ma ho vissuto una giornata incredibile per il mio secondo record italiano, all’inizio di giugno in Slovacchia, dove ho scelto di esserci malgrado i problemi familiari, dimostrando che questo è il mio modo di esprimermi e di essere vicina alle persone a cui voglio bene, che l’hanno accettato ed è stato bellissimo”. Poi c’è il messaggio dell’oro iridato under 20 Rachele Mori dopo il successo dello scorso weekend ai Campionati del Mediterraneo U23 di Pescara: “Per me Sara è sempre stata un punto di riferimento, un esempio in pedana e anche fuori, uno stimolo per crescere”. “Ha fatto qualcosa di eccezionale - risponde la quasi 25enne Fantini - e il suo titolo mondiale mi ha emozionato. Siamo compagne di squadra, sono orgogliosa di lei”.

DALLAVALLE - Soltanto sei centimetri hanno separato Andrea Dallavalle da una medaglia in Oregon, prima dell’argento conquistato in Baviera. “Dopo la gara ero comunque contento per un quarto posto mondiale. Per me era un obiettivo raggiunto, se penso che nella scorsa stagione a Tokyo avevo centrato la finale olimpica, chiusa però in nona posizione. Al ritorno da Eugene, tutti mi dicevano ‘bravo ma peccato’ perché è mancato poco per la medaglia. È stata una soddisfazione, ma con un po’ di amarezza, che mi dà la voglia di arrivarci davvero sul podio mondiale”. Ci sarà da aspettare meno di un anno per l’edizione di Budapest nell’agosto del 2023. “E spero che la prossima volta non ci sia nessuno che mi dica: peccato!”. Dopo aver ascoltato le parole del recordman italiano del decathlon Dester (“Nelle prove multiple ho ancora ampi margini di miglioramento, adesso punto agli Europei indoor di marzo”), il triplista racconta: “A Monaco abbiamo tifato tutti per Dario e con lui ho condiviso tanti raduni, fino a diventare una coppia imbattibile nelle partite a tennistavolo”. Poi rivela cosa c’è dietro la mimica prima e dopo le gare: “Un gesto di Antonio Cassano, per sdrammatizzare, e l’esultanza sul surf come Leao, da tifoso milanista”.

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