Cina, Furlani infortunato in Diamond League

23 Maggio 2026

L'azzurro esce dolorante dalla pedana al quarto salto: lesione di primo grado al bicipite femorale destro. Nel turno precedente era decollato a 8,28. Tre nulli per Fabbri nel peso. Omanyala 9.94
AGGIORNAMENTO ORE 19.15 - Il campione del mondo del salto in lungo Mattia Furlani si è sottoposto ad accertamenti in seguito all'infortunio riportato durante la tappa di Xiamen della Wanda Diamond League, in Cina. All'azzurro è stata diagnosticata una lesione di primo grado al bicipite femorale destro. Nelle prossime ore rientrerà in Italia insieme alla mamma e coach Khaty Seck per ulteriori accertamenti.

di Marco Buccellato


Una trasferta sfortunatissima per i due campioni azzurri a Xiamen, seconda tappa della Wanda Diamond League in Cina. Esce in barella Mattia Furlani, dolorante per un infortunio al bicipite femorale della coscia destra (la cui entità sarà valutata lunedì al rientro in Italia dopo i primi accertamenti in Cina), occorsogli nella fase di volo al quarto salto. Il reatino delle Fiamme Oro era terzo in classifica al momento dell'infortunio, grazie all'8,28 del terzo salto (+0.1) successivo all'ingresso in gara di 8,07 (-0.1) e all'8,13 del secondo turno (-0.2). La seconda gara in terra cinese la vince il greco campione olimpico Miltiadis Tentoglou, che apre con 8,37 e sancisce il successo eguagliando la miglior prestazione mondiale stagionale con 8,46 (vento nullo). Mattia Furlani perde anche il terzo posto a causa dell'ovvia rinuncia al quinto salto, dove il giamaicano Tajay Gayle atterra a 8,32 e soffia la seconda piazza al bulgaro Saraboyukov (8,29).

Poca gloria per Leonardo Fabbri: il campione europeo di Roma 2024 e due volte sul podio iridato va a vuoto con tre nulli e conclude anzitempo la gara, con due lanci su tre oltre i 21 metri ma sbilanciandosi con il piede uscendo dalla pedana. La vittoria è del mancino giamaicano Rajindra Campbell che ritocca il record nazionale con 22,34 e prevale sull'argento mondiale indoor Jordan Geist (21,57) e su un Ryan Crouser ancora non al massimo (21,47). Per tutti e tre, e per Leo Fabbri, appuntamento per il prossimo round il 4 giugno a Roma per la quarta tappa del circuito. 

VERSO IL GOLDEN GALA -
Il keniano Ferdinand Omanyala vince i 100 metri in 9.94 (+0.2) e fa salire le proprie quotazioni in vista dell'appuntamento all'Olimpico superando il sudafricano Leotlela (10.00) e i big dello sprint che ritroverà a Roma (Bednarek, Bromell, Simbine, Tebogo). Ancora vincente Jamal Britt nei 110 ostacoli: lo statunitense eguaglia nuovamente il personale in 13.07 (+0.5) davanti al primatista giapponese Rachid Muratake (13.13). Saranno entrambi protagonisti della gara in programma al Golden Gala Pietro Mennea. Chiude terzo il giamaicano bronzo a Tokyo Orlando Bennett (13.20). Passo indietro per l'iridato Cordell Tinch (quinto in 13.28). Sarà a Roma anche la sorpresa odierna, l'australiana Abbey Caldwell che in 3:57.26 si lascia alle spalle l'etiope Birke Haylom (3:57.79) per vincere i 1500 metri. Continua il ritorno ai massimi livelli di Shericka Jackson: stavolta la giamaicana vola come in passato sui 200 metri e in 21.87 (+0.2) sfiora la world lead di un centesimo battendo nuovamente Shaunae Miller-Uibo (22.04) e l'americana Anavia Battle (22.29), prossima a gareggiare (con la britannica argento mondiale Amy Hunt, oggi settima in 22.67) al Golden Gala.

QUASI RECORD - Nel giavellotto donne straordinario primato mondiale under 20 della cinese Yan Ziyi (diciotto anni compiuti ieri) che si migliora di quasi sei metri nel lancio d'apertura, scagliando l'attrezzo a un formidabile 71,74, seconda prestazione mondiale di sempre a 54 centimetri dal record mondiale di Barbora Spotakova (72,28) ottenuto quando Yan Ziyi aveva poco meno di cinque mesi di vita. Primato asiatico, primato della Diamond League, un exploit di dimensioni colossali, tutto in abbraccio (e commozione reciproca) con la sua allenatrice. La cinese si ferma e lascia le piazze d'onore alla norvegese Sigrid Borge (65,00) e alla serba Adriana Vilagos (63,64). E' l'acuto tecnico più importante (assieme ai 100 ostacoli donne) di una tappa del circuito che ha archiviato due primati della Diamond League, sette migliori prestazioni mondiali stagionali e dieci record del meeting.

RUSSELL 12.14 SUGLI OSTACOLI - In chiusura arriva il favoloso 12.14 (+0.5) di Masai Russell nei 100 ostacoli, solo due centesimi dal record del mondo della nigeriana Amusan (oggi seconda in 12.28) e primato della Diamond League e del continente americano. Va a vuoto anche l'ambizione da primato mondiale nei 3000 siepi femminili, vinti come nella prima tappa dall'ugandese oro olimpico di Tokyo Peruth Chemutai con la miglior prestazione mondiale stagionale (settimo crono assoluto all-time) di 8:51.06, sulla campionessa olimpica in carica Winfred Yavi che perde la sfida sbagliando l'approccio sull'ultima barriera (8:51.54). Terza l'iridata di Tokyo Faith Cherotich in 8:52.23, per un pieno di risultati ancora superlativi. Bis di Alison dos Santos vs Warholm: il brasiliano vince la sfida con il norvegese anche sui 400 ostacoli dopo il successo nella distanza più corta (300hs) a Shaoxing: 46.72 per il sudamericano, 46.82 per il primatista mondiale.

All-Africa nei 400 maschili, vinti dal botswano campione del mondo Collen Kepinatshipi che chiude con il miglior crono dell'anno di 43.92 recuperando nel finale sullo zambiano Muzala Samukonga (44.04), terzo il sudafricano Zakithi Nene (44.40). Successo africano anche nei 5000 metri con l'etiope Addisu Yihune che abbassa il record del meeting e la world lead a 12:57.32 con due spanne di margine sul tedesco Mohamed Abdilaahi (12:57.90) e tre sull'altro etiope Biniam Mehary (12:58.81). Ritirato il primatista europeo Almgren in una gara penalizzata nelle ambizioni cronometriche dai 30 gradi di temepratura e dall'elevata umidità. Nell'alto vince la sempre più ritrovata Yuliia Levchenko con 1,99, Valarie Sion domina il disco con 68,45. 

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