Budapest: Pernici in finale, Jacobs 10.20

12 Settembre 2026

Ultimate Championship, day 2: l’azzurro supera il turno negli 800 in 1:43.80, tra le donne sesta Coiro. Marcell settimo in batteria nei 100 al rientro dopo poco più di un mese

Applausi per Francesco Pernici che conquista la finale degli 800 metri all’Ultimate Championship di Budapest con una prova di grande personalità. L’azzurro è secondo nella batteria in un ottimo 1:43.80, secondo tempo in carriera ad appena due decimi dal suo record italiano di quest’anno, dietro soltanto all’irlandese campione europeo Mark English (1:43.74). Chiude in piena spinta il bresciano delle Fiamme Gialle con una seconda parte più veloce della prima: scatta dalla corsia più interna e si porta al comando del gruppo senza esagerare (52.38 il parziale), poi in rettilineo risponde all’attacco di un big come il canadese Marco Arop (argento olimpico e bronzo mondiale), terzo in 1:44.21, mentre è quarto l’algerino Djamel Sedjati (1:44.23). Tra le vittime eccellenti il britannico Max Burgin (settimo e out con 1:44.56). Nell’altra batteria prevale lo statunitense Brandon Miller (1:43.86), il francese Yanis Meziane acciuffa la seconda posizione (1:44.07) dopo aver condotto la gara e precede il belga Eliott Crestan (1:44.09), il keniano Emmanuel Wanyonyi rischia ma coglie il quarto posto, l’ultimo utile, con 1:44.43. Appuntamento alle 19.41 di domani. “Ho scelto la progressione lunga - racconta Pernici - e poi ho seguito la scia di Arop. Dopo essere arrivato quinto agli Europei ho avuto un periodo di appannamento, ma la qualificazione per l’Ultimate mi ha dato la carica”. Nella terza e ultima giornata dell’evento World Athletics di fine stagione in gara anche Gianmarco Tamberi nell’alto (dalle 19.04), Dariya Derkach nel triplo (19.34) e la staffetta 4x400 mista dell’Italia (19.53).

In una finale stellare degli 800 c’è il sesto posto di Eloisa Coiro in 1:58.59. La romana delle Fiamme Azzurre corre per la quarta volta consecutiva intorno a questo crono nel post-Europei, dopo aver viaggiato dietro al terzetto di testa prima di perdere un paio di posizioni. Vince di nuovo la svizzera Audrey Werro (1:55.88 con passaggio di 57.83) per ribadire la supremazia stagionale, con la britannica Keely Hodgkinson (1:56.26) seconda superando l’olandese Femke Broeders-Bol (1:56.74).

Torna in pista Marcell Jacobs e si piazza settimo nella batteria dei 100 in 10.20 (-0.7). Al rientro in gara, trentadue giorni dopo l’infortunio all’adduttore della coscia sinistra nella finale europea, il fuoriclasse azzurro delle Fiamme Oro non riesce a brillare. Per qualificarsi alla finale sarebbe bastato il 10.05 del quarto posto del sudafricano Akani Simbine, crono alla portata di un Jacobs in condizione. Davanti c’è Kenny Bednarek (Usa, 9.94) sul connazionale Ronnie Baker e sul nigeriano Kayinsola Ajayi, entrambi a 10.00. “Mi sentivo bene - le parole dell’azzurro - però mi è mancata la seconda parte. Se sono qui è perché sapevo di potermi mettere in gioco. Ci tenevo a esserci: questo format mi piace, ci sono i migliori al mondo, ma forse non avevo tutti i cento metri nelle gambe”. Nell’altra batteria l’iridato giamaicano Oblique Seville fa 9.90 (-0.2) e sul traguardo incrocia lo sguardo di sfida con il botswano Letsile Tebogo (9.95).

Eliminata nei 100 metri la campionessa mondiale dei 60 indoor Zaynab Dosso (Fiamme Azzurre), sesta in semifinale con 11.26 (+0.1) dopo una buona partenza. “Non sono riuscita a esprimermi nella stagione all’aperto - commenta la velocista azzurra - e per me è frustrante. Qualcosa non ha funzionato, ora spazio al tempo per prendere decisioni”. Volano le donne-jet targate Usa: l’iridata Melissa Jefferson-Wooden in 10.73 e Sha’Carri Richardson allo stagionale di 10.75 nello stadio dell’oro mondiale di tre anni fa. Stesso tempo di 10.73 nell’altra ‘semi’ per l’oro a cinque cerchi Julien Alfred (Saint Lucia) in scioltezza nonostante il freddo (15 gradi). Sesto posto anche per Ayomide Folorunso (Fiamme Oro) nei 400 ostacoli con 54.57 nella sua batteria dopo aver lottato fino agli ultimi metri per uno dei primi quattro posti, mentre davanti la statunitense Jasmine Jones firma il miglior crono del turno in 52.77.

In finale sfreccia Melissa Jefferson-Wooden con un super 10.62 (-0.2), migliore prestazione mondiale dell’anno, a un centesimo dal personale dell’oro iridato della scorsa stagione. Con uno sprint spettacolare negli ultimi venti metri ottiene la rivincita su Julien Alfred (10.74) che l’aveva sconfitta a Zurigo, terza Sha’Carri Richardson (10.76). Finalmente nei 100 è la serata di Kenny Bednarek, due argenti olimpici e due argenti mondiali nei 200 in carriera, il più veloce sul rettilineo con 9.85 (-0.6) per battere il giamaicano Oblique Seville (9.90).

Nei 400 metri impressiona Collen Kebinatshipi, il botswano campione iridato in carica che parte fortissimo e stampa un eccellente 43.39 (clamoroso il parziale di 20.67 a metà gara): quinto di sempre al mondo, un centesimo tolto al primato nazionale della scorsa settimana a Bruxelles. È netto il successo nei confronti di Rai Benjamin (Usa, 44.15) che meno di due ore più tardi corre anche la batteria dei 400 ostacoli e si qualifica con 47.49 dietro al brasiliano primatista mondiale Alison dos Santos (47.25). Al femminile prosegue l’imbattibilità stagionale della dominicana Marileidy Paulino in 49.07. La campionessa olimpica distribuisce le energie meglio di tutte ma non è lontana la norvegese Henriette Jaeger (49.28), oro europeo in questa stagione. Terza la giamaicana Nickisha Pryce (49.56) e cede nel finale l’olandese Lieke Klaver, in testa fino all’ultima curva, comunque sotto i cinquanta con 49.91. Ancora a segno nei 1500 metri la polacca Klaudia Kazimierska che dopo il Diamond Trophy agguanta anche l’Ultimate in 3:57.55 nel duello spalla a spalla con la britannica Georgia Hunter Bell (3:57.72).

In due a 4,90 nell’asta ma la vittoria è di Sandi Morris (Usa): a 34 anni valica la misura alla seconda prova beffando la 21enne Hana Moll che deve ricorrere al terzo tentativo, 4,85 per la svizzera Angelica Moser. Padrone del lungo il greco Miltiadis Tentoglou con 8,35 (0.0), avvicinato di un centimetro all’ultimo salto dal bulgaro Bozhidar Saraboyukov (8.34/+0.8). È il miglior lancio della carriera nel giavellotto per Haruka Kitaguchi: la giapponese, oro ai Giochi di Parigi, si spinge fino a 68,92 per aggiungere oltre un metro e mezzo al record nazionale sorpassando il 68,05 della 18enne cinese Yan Ziyi.

l.c.

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