Bruxelles: Diaz è ancora più Diamond
05 Settembre 2026È una stagione magnifica per Andy Diaz che a Bruxelles vince la sua quarta finale di Diamond League della carriera, la seconda consecutiva, dopo aver trionfato quest’anno ai Mondiali indoor e agli Europei. L’azzurro si impone con 17,74 (-0.6) al primo salto, migliora il record del meeting e batte il campione del mondo, il portoghese Pichardo (17,51). Larissa Iapichino è seconda nel lungo con 6,86 (+0.1), vince la statunitense Monae' Nichols (6,91). Nel peso Leonardo Fabbri si piazza con 22,03, enorme misura del giamaicano Rajindra Campbell che diventa leader mondiale dell’anno con 23,08 (quarto di sempre). Settima Zaynab Dosso nei 100 metri (11.26/+0.3), successo per la giamaicana Tina Clayton in 10.93. La finale di Wanda Diamond League è uno show anche nella seconda giornata, con ben otto primati del meeting e quattro migliori prestazioni mondiali stagionali e un record d'area, per un totale nelle due giornate di due primati del circuito, quattordici del meeting, cinque world lead e due record continentali. Gli altri tre mondiali stagionali della serata arrivano nei 5000 del bahrainita Birhanu Balew (12:45.70), nei 200 con Kenny Bednarek che si eguaglia in 19.62 (+0.8) e con la polacca Klaudia Kazimierska che vince i 1500 metri in 3:54.75 (meeting record). Primati del Memorial Van Damme anche con i successi di Audrey Werro negli 800 in 1:54.75, Marileidy Paulino nei 400 in 48.64, con la 18enne cinese Yan Ziyi nel giavellotto (68,42) e con i neoprimatisti mondiali Masai Russell nei 100 ostacoli (12.20/+1.0) e Alison dos Santos nei 400 ostacoli (46.70). Salti alla statunitense Hana Moll (4,91 nell'asta) e all'australiana Eleanor Patterson (2,01 nell’alto). Pedana da trofeo per il cingalese Ramesh Pathirage nel giavellotto (89,04). Nei 3000 siepi vince l'etiope Gemechu Godana in 8:08.67.
Un altro Diamond Trophy nella collezione di Andy Diaz. Il campione europeo a Bruxelles vince la sua terza finale di Diamond League da italiano (la quarta complessiva) e firma l'impresa al primo salto con 17,74 (-0.6) e appena due centimetri lasciati allo stacco, togliendo il primato del meeting allo statunitense Christian Taylor, leggenda della specialità. Si tratta della nona corona del circuito che viene conquistata da un atleta italiano, un bottino partito appena sei stagioni fa, con la prima vittoria di Gianmarco Tamberi. Andy si prende la miglior misura al primo salto, quindi nella serie fa seguire 17,04 (+0.5) lasciando 16 cm e atterrando in piedi, rinuncia ai due salti centrali della gara, al quinto c'è un nullo netto e a gara vinta chiude con 17,33 (0.0). La sfida con il campione mondiale Pedro Pichardo è vinta, con il portoghese autore di un'ottima gara e la miglior misura in chiusura (17,51/0.0). Altra cifra-record per Andy Diaz, primatista italiano con il formidabile 18,15 di Birmingham: con la vittoria di Bruxelles conquista il settimo successo in Diamond League da italiano, il decimo in tutta la carriera con le tre precedenti vittorie da cubano. Stagione trionfale per il portacolori delle Fiamme Gialle dopo le medaglie d'oro ai Mondiali indoor e agli Europei. “Sono davvero felice - le parole di Andy Diaz - perché con Pichardo ho un avversario molto forte, che è anche capace di grandi prestazioni, quindi è bello averlo battuto in finale. Mi sento in una forma eccezionale, finire con questa condizione mi dà molta fiducia, ormai il mio obiettivo è il record del mondo e continuerò a lavorare duramente, perché so di poterlo fare”.
Ci prova fino all'ultimo la campionessa azzurra Larissa Iapichino (Fiamme Oro). Non arriva il terzo Diamond Trophy consecutivo, ma un secondo posto che l'oro europeo di Birmingham cerca di sovvertire negli ultimi tre salti a disposizione fino a chiudere con la miglior misura di giornata di 6,86 con vento praticamente nullo (+0.1) e nove centimetri lasciati allo stacco. Vince la statunitense Monae' Nichols soltanto cinque centimetri più in là, con il 6,91 (+0.1) del terzo turno. L'azzurra apre con 6,81 (+0.1), prosegue con 6,65 (-0.1), passa il terzo salto e si ripresenta per rincorrere la misura vincente al quarto salto con 6,83 (0.0 e tre centimetri allo stacco), 6,69 al quinto turno (+0.2) e il 6,86 in chiusura non sufficiente per imporsi. Una serie che ha visto l'azzurra saltare tre volte più lontano del secondo miglior salto della Nichols, che riporta il trofeo in mani statunitensi undici anni dopo il successo di Tianna Bartoletta.
Per Leonardo Fabbri (Aeronautica) c'è il quarto posto nel lancio del peso della finale della Wanda Diamond League. Allo stadio Re Baldovino l'azzurro è subito oltre i 22 metri in una gara con solo sei atleti che si consuma in poco più di trenta minuti. Il fiorentino apre con 22,03 ma c'è la risposta del mancino giamaicano Rajindra Campbell (22,25) che al secondo turno trova il nuovo record nazionale (22,62). Fabbri prosegue con un 21,51 e un nullo nel terzo turno in cui viene superato dagli statunitensi Jordan Geist e Joe Kovacs. Il due volte campione d'Europa non trova la misura per risalire al quarto lancio (20,69), continua con un altro nullo e chiude nuovamente vicino ai 22 metri con 21,98, archiviando la dodicesima prestazione oltre i 22 in questa stagione. Nell'ultimo lancio della gara è ancora Rajindra Campbell a stupire, fiondando il peso oltre i 23 metri a 23,08, quarto performer di sempre e primo non statunitense, migliore prestazione mondiale dell'anno tolta proprio a Leo Fabbri e primato del meeting (anche quello era dell'azzurro con il record italiano di 22,98 due anni fa). Geist e Kovacs si fermano a 22,23 e 22,09. Gara di grandissimo livello, decima volta nella storia della specialità con quattro atleti oltre i 22 metri.
Finisce settima nei 100 metri Zaynab Dosso (Fiamme Azzurre) con 11.26 (+0.3), partenza con 0.169 di reazione sui blocchi e una prestazione complessivamente in linea con la recente uscita post-campionati europei a Bellinzona. È un fulmine allo start la giamaicana Tina Clayton, che prende dopo pochi appoggi un margine imprendibile per le avversarie e vince in 10.93 sulla campionessa europea Amy Hunt (11.06) e l'iridata di Budapest Sha'Carri Richardson (11.07).
Altre migliori prestazioni mondiali stagionali maschili nei 5000 metri e nei 200 metri. La distanza più lunga del programma la vince con il record asiatico il bahrainita Birhanu Balew in 12:45.70 (quattrodicesimo performer all-time) che a 200 metri dal traguardo cambia passo e lascia sul posto gli avversari. In nove scendono sotto i tredici minuti: come per la gara di lancio del peso, succede per la decima volta nella storia. Pareggia il proprio miglior crono dell'anno Kenny Bednarek che domina i 200 metri in 19.62 (+0.8) vincendo il terzo Diamond Trophy in carriera. Nuova world lead anche al femminile con la gran vittoria della polacca Klaudia Kazimierska nel miglior 1500 della stagione con il record nazionale di 3:54.75 e netta rivincita sulla britannica Georgia Hunter Bell (oro europeo con la polacca d'argento), quinta in 3:56.40. Sotto il precedente crono più veloce del 2026 anche la keniana Dorcus Ewoi (3:54.82) e l'australiana Jessica Hull (3:54.73).
La gara dell'anno nella specialità dell'anno, gli 800 donne vinti per il secondo Diamond Trophy consecutivo da Audrey Werro con il primato del meeting di 1:54.75 con una Femke Broeders-Bol sempre più in grado di impensierire la svizzera per chiudere seconda a un decimo dal record olandese in 1:54.81 e in recupero nel rettilineo. Mancava la terza big Keely Hodgkinson, ma le emozioni non sono mancate. Si dimostra imbattibile nei 400 metri la dominicana oro olimpico Marileidy Paulino, anche per lei primato del meeting in 48.64, a pochi centesimi dalla sua world lead con quasi otto decimi sulla norvegese Henriette Jaeger (49.20). Record del meeting abbattuto anche dalla primatista mondiale dei 100 ostacoli Masai Russell che rimonta e supera la bahamense Devynne Charlton (primatista indoor) e vince in 12.20 (+1.0) davanti alla caraibica (12.33, record nazionale). Ennesimo primato del meeting nel giavellotto donne con la 18enne cinese primatista mondiale U20 Yan Ziyi, favorita e imbattuta quest'anno, che con 68,42 batte l'oro olimpico Kitaguchi, al miglior lancio di stagione con 65,44.
Nelle altre finali, conferma sui 3000 siepi dell'etiope Gemechu Godana che dopo Zurigo prevale anche a Bruxelles e porta via il trofeo in 8:08.67 davanti al campione olimpico e mondiale Soufiane El Bakkali (8:10.03). Da Zurigo a Bruxelles doppio successo anche per la statunitense Hana Moll che vince l'asta con il personale di 4,91 e tenta invano i 4,96. C'è il primo Diamond Trophy in carriera anche per l'australiana Eleanor Patterson che si aggiudica l'alto con 2,01 al terzo tentativo sulla primatista Mahuchikh (1,99) e prova a migliorarsi a 2,03 senza riuscirci. Primo successo in finale Diamond anche per il cingalese Ramesh Tharanga Pathirage (89,04), dominatore della stagione nel giavellotto. Nei 100 metri non Diamond vincono il ghanese Abdul-Rasheed Saminu in 10.04 (-0.2) e la giamaicana Sabrina Dockery in 11.17 (+0.1).
Marco Buccellato
VINCITORI SECONDA GIORNATA - FINALE DIAMOND LEAGUE 2026
UOMINI
200 metri - Kenneth Bednarek (USA)
5000 metri - Birhanu Balew (BRN)
3000 siepi - Gemechu Godana (ETH)
400 ostacoli - Alison dos Santos (BRA)
Triplo - Andy Diaz (ITA)
Peso - Rajindra Campbell (JAM)
Giavellotto - Ramesh Tharanga Pathirage (SRI)
DONNE
100 metri - Tina Clayton (JAM)
100 ostacoli - Masai Russell (USA)
400 metri - Marileidy Paulino (DOM)
800 metri - Audrey Werro (SUI)
1500 metri - Klaudia Kazimierska (POL)
Alto - Eleanor Patterson (AUS)
Asta - Hana Moll (USA)
Lungo - Monae' Nichols (USA)
Giavellotto - Yan Ziyi (CHN)
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