Brunet, i 30 anni del bronzo di Atlanta

29 Luglio 2026

Celebrata a Rieti e Roma l'impresa della mezzofondista valdostana ai Giochi Olimpici del 1996, dieci mesi dopo la nascita della figlia Dominique

Una serata di emozioni, ricordi di successi olimpici, festeggiamenti con i vecchi compagni di Nazionale e del Gruppo Sportivo Forestale, con l’atletica a fare da filo conduttore a un racconto senza tempo. Ancora con addosso l’adrenalina per la fantastica edizione dei campionati europei U18 appena terminata, Rieti si è regalata un omaggio a Roberta Brunet, a 30 anni esatti dal bronzo olimpico di Atlanta 1996 che segnò una svolta profonda nella visione dell’atletica al femminile.

Non una scelta casuale, perché Rieti è stato uno snodo centrale nella carriera dell’atleta valdostana: la sua prima gara internazionale appena diciottenne sui 1500 del Meeting reatino, lo standard per la sua prima Olimpiade, Seul 1988, ottenuto sempre al Meeting sui 3000 metri in cui diede le spalle a Maricica Puica che qualche anno prima proprio a Rieti aveva stabilito il primato del mondo del miglio, Sandro Giovannelli che insieme con Oscar Barletta, il suo inseparabile e storico allenatore, intuiscono alla finale dei Giochi della Gioventù di corsa campestre il talento di quella sconosciuta ragazzina valdostana, mettono in piedi il “Progetto Brunet”, convincono i genitori a farla trasferire ancora minorenne a Ostia. 

L’inizio, la maternità “come doping naturale”, la medaglia di Atlanta 10 mesi dopo l’arrivo su questa terra di Dominique, il trionfo alla finale del Grand Prix all’Arena di Milano, l’argento mondiale di Atene 1997 a un palmo da Gabriela Szabo. Con lei per ricordare quella fantastica serata georgiana è arrivata anche Dominique, la figlia che inconsapevole è stata la protagonista di una affascinante seconda vita agonistica.

Emozionante il racconto al Be’er Sheva di Rieti, promosso dalla storica firma reatina Valerio Vecchiarelli, con la medaglia olimpica saltata fuori per incanto, struggente l’incontro con Sandro Giovannelli, che della città dell’atletica è il sindaco ad honorem. Alle 20.40, in barba al fuso orario, in perfetto sincro con quel che successe allora, è partito il filmato dell’impresa di Atlanta. Insieme con quei fotogrammi indimenticabili per l’atletica azzurra, la voce si è strozzata in gola e il racconto coinvolgente è annegato nelle lacrime. Emozioni, ricordi, storie, proseguiti nella giornata successiva, con l'incontro nella sede della Federazione Italiana di Atletica Leggera a Roma con il presidente Stefano Mei e il direttore tecnico Antonio La Torre.

Roberta Brunet, da Gressan in Valle d’Aosta, atleta del Gruppo Sportivo della Forestale, sui 5000 ha vinto un bronzo olimpico ad Atlanta 1996 e un argento mondiale ad Atene 1997, sui 3000 un bronzo europeo a Spalato 1990, 13 titoli assoluti italiani, ha detenuto i primati nazionali di tutte le distanze del mezzofondo, prima donna italiana a vincere una finale del Grand Prix, ha indossato 50 volte la maglia azzurra.

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