Boston: Korir 2h01:52, Lokedi-bis

20 Aprile 2026

Nella grande classica si ripetono i vincitori dell'anno scorso: nuovo record della gara maschile per il keniano, la connazionale al successo in 2h18:51
È John Korir che riscrive la storia della Maratona di Boston nell'edizione n. 130, una lectio magistralis del 29enne keniano che in un incredibile 2h01:52 (settima prestazione assoluta su qualsiasi tipologia di percorso) e con il miglior negative split di sempre (1h01:50/1h00:02!) si prende il successo per la seconda volta consecutiva e abbatte anche lo storico record della gara risalente all'edizione 2011, quando Geoffrey Mutai (2h03:02) e Moses Mosop (2h03:06) corsero sotto il primato del mondo dell'epoca. Anche se il declivio e il tracciato della Boston Marathon, che si dipana per una distanza in linea d'aria non consentita dai regolamenti internazionali e ne impedisce l'omologazione dei primati, questa edizione è certamente la migliore di sempre al maschile, a un anno da quella femminile da record, con tre atlete sotto il limite della corsa anche in quell'occasione.

Sotto il vecchio primato della gara uomini chiudono anche il secondo e il terzo classificato, il tanzaniano campione del mondo di Tokyo 2025 Alphonce Felix Simbu (2h02:47) e il keniano vincitore in novembre a New York Benson Kipruto (2h02:50), battuti da Korir in progressione con l'azione decisiva maturata al 34esimo chilometro. È il quarto successo consecutivo di Korir in maratona, una striscia iniziata a Chicago nel 2024, passata per Boston e Valencia (2h02:24) e nuovamente Boston oggi. Classifica da urlo: nell'edizione odierna ben diciotto atleti sub-2h07, esattamente quanti nell'intera storia delle precedenti 129 edizioni della 42,195 km del Massachusetts. In meno di 2h04 anche l'etiope Hailemaryam Kiros (2h03:42) e il neo-statunitense Zouhair Talbi (2h03:45 per l'ex-marocchino). 

Arriva la conferma anche di Sharon Lokedi, sul traguardo in 2h18:51 a un minuto e mezzo dal record della gara che ha firmato lo scorso anno (2h17:22). Anche per la keniana negative split importante, 1h11:03 alla mezza maratona e seconda parte in 1h07:48, con podio completato dalle connazionali Loice Chemnung (2h19:35) e Mary Ngugi-Cooper (2h20:35). Una classifica cronometrica mai vista a Boston: otto atlete hanno chiuso entro le 2h22 rispetto alle ventuno totali nella storia delle precedenti edizioni. È quarta, per il poker keniano femminile, Mercy Chelangat in 2h20:30, quinta la statunitense Jessica McClain-Tonn che in 2h20:49 firma il crono più veloce di una maratoneta statunitense a Boston.

Nelle gare wheelchair, si allunga la straordinaria collana per lo svizzero Marcel Hug (1h16:06), al nono trionfo (oggi il quarto consecutivo), ancora una volta davanti allo statunitense Daniel Romanchuk (1h22:44). Il terzo posto dell'olandese Jetze Plat (1h24:13) ricalca in fotocopia l'ordine d'arrivo dell'edizione scorsa. Torna invece al successo dopo due anni la britannica Eden Rainbow-Cooper (1h30:51), conferma il secondo posto di un anno fa la svizzera Catherine DeBrunner (1h32:59), terza Tatyana McFadden (1h36:43) con un altro podio che comprende anche cinque successi a Boston. Il terzo appuntamento delle World Marathon Majors 2026 è per domenica 26 aprile con la maratona di Londra.

Marco Buccellato

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