Belgrado: Jacobs avanti con 6.53, Arese in finale

19 Marzo 2022

L’olimpionico vince la sua batteria dei 60, vola già lo statunitense Bracy (6.46), Coleman 6.51, Ogunode 6.52. Il mezzofondista da applausi nei 1500 con 3:37.31, Vallortigara sesta (1,92) nell’alto dell’ucraina Mahuchikh, ok Di Lazzaro

Il giorno della verità. Nella seconda mattinata dei Mondiali indoor di Belgrado il campione olimpico Marcell Jacobs comincia l’avventura iridata nei 60 metri con il primo posto nella propria batteria: 6.53 il crono per lo sprinter azzurro, quarto tempo complessivo dopo l’eccellente 6.46 dello statunitense Marvin Bracy, il 6.51 del campione del mondo in carica Christian Coleman (Usa) e il 6.52 del qatarino Femi Ogunode. Nel tardo pomeriggio sono in programma le semifinali: Jacobs sarà nella seconda delle tre, alle 18.48: l’azzurro correrà in terza corsia, l’ivoriano Cissé in quarta, il britannico Thomas in quinta, sesta per il giapponese Tada, settima per l’estone Nazarov, ottava per l’indonesiano Zohri, tutti avversari che in batteria hanno corso tra 6.55 e 6.59. Bracy sarà nella prima semifinale alle 18.40, Coleman e Ogunode nella terza alle 18.56. Qualificazione diretta per i primi due di ogni semifinale, più due tempi di ripescaggio: questa la strada verso la finale delle 21.20. Alla Stark Arena della capitale serba, nei 1500 metri, è da applausi Pietro Arese: il 22enne mezzofondista azzurro riporta l’Italia in finale su questa distanza a 35 anni da Alessandro Lambruschini a Indianapolis 1987. Ci riesce con una prova coraggiosa, incollato all’etiope oro mondiale ed ex primatista del mondo Samuel Tefera: secondo posto con 3:37.31 a soli due centesimi dal fresco record italiano di Ossama Meslek e pass per il turno decisivo di domani alle 18.35. Sesta piazza nel salto in alto per Elena Vallortigara con lo stagionale eguagliato di 1,92, nella gara che incorona come regina mondiale Yaroslava Mahuchikh, in pedana con la sua Ucraina nel cuore: super 2,02, migliore al mondo dell’anno. Supera il turno Elisa Di Lazzaro nei 60hs grazie all’8.16 della batteria: alle 18.31 sarà nella terza delle tre semifinali con la statunitense Gabbi Cunningham e l’olandese Zoe Sedney. Eliminati Elena Bellò (800, 2:02.35) e Nesim Amsellek (1500, 3:55.51). Con il 4,90 nel salto con l’asta, Dario Dester sale al nono posto nell’eptathlon con 5094 punti a una gara dal termine, i 1000 metri di oggi pomeriggio. Nella sessione pomeridiana-serale al via poco dopo le 18, gareggiano anche i pesisti Zane Weir e Nick Ponzio (seconda e quinta misura di accredito) e le astiste Roberta Bruni ed Elisa Molinarolo, nelle rispettive finali dirette.

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60 METRI - La pratica della batteria la sbriga in 6.53 (0.132 il tempo di reazione), al primo posto, con impressione di facilità e rialzandosi negli ultimi metri, quando era già piuttosto ampio il margine sui concorrenti Jerod Elcock (Trinidad&Tobago, 6.63) e Imranur Rahman (Bangladesh, 6.64). Ma la vera sfida, per Marcell Jacobs, era a distanza, con gli sprinter americani ai quali stasera contenderà le medaglie. Non si risparmia Marvin Bracy che spaventa tutti sfoderando un superlativo 6.46 in batteria, primato personale migliorato di due centesimi rispetto al 6.48 corso nel 2014, e poi di nuovo tre settimane fa ai campionati americani dal 28enne della Florida, ex giocatore di football americano, che otto anni fa è stato argento mondiale a Sopot. Nella sua batteria, si rivede il qatarino di origine nigeriana Femi Ogunode che non  correva i 60 proprio da quella finale iridata in Polonia (quando vinse il bronzo) e che si candida al podio con 6.52; è di livello anche il 6.55 dell’estone Karl Erik Nazarov, mentre l’altro azzurro Giovanni Galbieri esce di scena con 6.66 (quinto posto). In altra batteria, il primatista del mondo Christian Coleman passeggia in 6.51: l’americano non si scompone per la falsa partenza del pakistano Hameed al suo fianco, poi al secondo start ruggisce con un’accelerazione magistrale e smette di correre già con venti metri d’anticipo. Buon avvio anche per l’ivoriano Arthur Cissé (6.55) che nella sua batteria mette in fila il giapponese Shuhei Tada (6.57) e l’indonesiano Lalu Muhammad Zohri (6.58). Da segnalare pure il 6.57 del canadese Bolade Ajomale e il 6.59 del britannico Adam Thomas che completano il quadro di dieci velocisti sotto i sei e sessanta nel primo round. 

JACOBS: “GARA TOSTA, MA IO CI SONO” - “L’importante era passare il turno e andare avanti, cercare di sprecare meno energia possibile - il commento del doppio oro olimpico dei 100 e della 4x100 Marcell Jacobs - Sarà una gara tosta, gli americani che quest’anno avevano già corso più veloce di me sono andati veramente bene, con facilità in batteria. Ma io ci sono, sono qui per mettermi alla prova. Queste indoor mi aiuteranno per fare ancora meglio nei 100 metri dell’estate, soprattutto nella prima parte di gara”.

VIDEO | JACOBS: “L’OBIETTIVO ERA QUALIFICARSI SPRECANDO POCHE ENERGIE” (m.s.)


ALTO -
Il primato stagionale eguagliato a 1,92 consegna a Elena Vallortigara il miglior piazzamento in carriera tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei, per la prima volta tra i “finalisti” (primi otto classificati). La vicentina allenata a Siena da Stefano Giardi incassa il sesto posto, con la misura saltata al terzo tentativo (ottimo era stato anche il primo assalto), e poi abbandona la gara con tre errori a 1,95. Prestazione che riesce invece a quattro atlete alla prima prova, intanto un segnale di quanto fosse competitiva questa finale. Passano pochi minuti e ne arrivano altri: resterà una delle storie-simbolo dell’intero Mondiale la medaglia d’oro dell’ucraina Yaroslava Mahuchikh e non tanto per la performance brillantissima (2,02) quanto per il messaggio di pace lanciato dalla ventenne di Dnipro, avvolta nella bandiera del suo Paese dilaniato dalle bombe russe. Le esplosioni e i colpi di arma da fuoco che l’hanno svegliata nella mattina del 24 febbraio, il conflitto che ha tormentato il suo cammino verso i Mondiali, il viaggio in auto di tre giorni e 2000 km per raggiungere la Serbia, i timori per i propri cari: eppure il sorriso dell’ucraina, già bronzo olimpico a Tokyo e argento mondiale a Doha, è l’immagine più significativa di chi dice “no” a qualsiasi guerra. Il fatto tecnico non può che passare in secondo piano, seppur di altissimo profilo: sul podio, con la neo leader mondiale dell’anno festeggiata anche dal capitano azzurro Gianmarco Tamberi in tribuna, salgono l’australiana Eleanor Patterson con il record d’Oceania di 2,00 e la kazaka Nadezhda Dubovitskaya con il primato asiatico indoor di 1,98. Fuori, nonostante l’1,95 alla prima, la montenegrina Marija Vukovic (quarta).

VALLORTIGARA: “BUON SESTO POSTO MA 1,95 NON ERA LONTANO” - “Sicuramente mi aspettavo almeno tre centimetri in più, l’1,95 non era così lontano - le parole di Elena Vallortigara - Mi sono confermata sugli standard della mia stagione, dopo aver passato l’inverno a risolvere problemi fisici. Ma è comunque un sesto posto mondiale, in una gara che non immaginavo di così alto livello. Mi servirà come stimolo per la stagione all’aperto. Ho sempre creduto in me stessa e nelle mie capacità, anche quando le cose andavano veramente male. E posso dire che non ho ancora dimostrato tutto quello che valgo”.

VIDEO | VALLORTIGARA: “SERVIRÀ DA STIMOLO PER LA STAGIONE ALL’APERTO” (m.s.)


1500 -
Dal pianto alla gioia. Dalla delusione degli Assoluti indoor, affrontati con un carico emotivo personale che non permetteva di esprimersi al meglio, alla determinazione con cui Pietro Arese sbarca in finale nei 1500 metri, peraltro con il secondo tempo del riepilogo complessivo, anche come conseguenza di altre batterie più tattiche (il norvegese Jakob Ingebrigtsen si limita a 3:38.42). Intelligenza in pista, lucidità e tanta determinazione conducono il 22enne torinese allenato a Varese da Silvano Danzi all’atto conclusivo dei 1500 metri, con oltre mezzo secondo di miglioramento rispetto al 3:37.86 di Metz: il 3:37.31 di oggi è frutto di una lettura tattica impeccabile, più accorta nella prima fase, in coda al gruppo, e scatenata negli ultimi due giri, quando si porta sulla scia di Samuel Tefera, non esattamente un mezzofondista qualunque, ma l’oro mondiale in carica e l’ex primatista del mondo, oggi al traguardo in 3:37.05. Arese (ricordiamo di nuovo: soltanto omonimo del mito del mezzofondo Franco, campione d’Europa a Helsinki 1971 proprio nei 1500) è promosso a pieni voti nella finale di domani alle 18.35. 

ARESE: “TESTA E CALMA, IN FINALE PER STARE SUL PEZZO” - “Starò sul pezzo - promette Pietro Arese - L’obiettivo è restare con i top mondiali il più possibile, ripetendo la gara di oggi, con testa, con calma. Ora bisogna focalizzarsi sulla finale senza perdere energie emotive e fisiche. Oggi sono entrato in pista senza paura, sapevo che di fenomeni veri c’era soltanto Tefera, mentre tutti gli altri della mia batteria erano battibili. Ho provato a lanciare la volata e chiaramente non sono riuscito a passare l’etiope ma contava restare tra i primi due per avere la ‘Q’ maiuscola”. Fuori in batteria, invece, gli altri due mezzofondisti azzurri in gara nella seconda giornata: Elena Bellò viaggia in fondo al gruppo negli 800 e prova senza successo a recuperare posizioni nei cento metri finali (quinta in batteria, decima complessiva con 2:02.35); Nesim Amsellek si stacca dai concorrenti della propria batteria dei 1500 dopo circa ottocento metri e torna a casa con 3:55.51, ventottesimo crono generale. 

VIDEO | ARESE: “HO SCELTO DI GIOCARE TUTTE LE MIE CARTE” (m.s.)


OSTACOLI -
Avanti Elisa Di Lazzaro. L’ostacolista azzurra supera il turno nei 60hs, chiudendo la propria batteria al terzo posto, con gara piuttosto regolare, completata in 8.16 a cinque centesimi dal proprio miglior risultato. Chi pasticcia è invece la giamaicana Danielle Williams, leader mondiale stagionale e favorita n.1: centra in pieno il terzo ostacolo e la sua avventura mondiale di fatto finisce lì, eliminata con un modesto 8.23. Di Lazzaro sulla scia della danese Mette Graversgaard (8.08) e dell’olandese Maayke Tjin-A-Lim (8.11). Migliori tempi delle batterie per la francese Cyrena Samba-Mayela (7.91) e per la statunitense Gabbi Cunningham (7.93). Appuntamento alle 18.15 per le semifinali.

MULTIPLE - La seconda giornata dell’eptathlon comincia con l’8.12 nei 60hs per Dario Dester: il recordman nazionale è settimo in questa prova, dominata dal canadese Damian Warner con il primato dei campionati (7.61). Prima delle ultime due fatiche (asta e 1000), il cremonese è decimo con 4214 punti: guadagnata una posizione rispetto all’undicesima piazza del day-1, alla luce del ritiro dello statunitense Garrett Scantling. Un altro posto lo recupera con il 4,90 nell’asta, mancando poi il 5,00 che avrebbe eguagliato il personale. Totale di 5094 punti, superato l’estone Karel Tilga e nona piazza provvisoria a 83 punti dall’ottavo posto. Nell’asta, Warner non fa meglio di 4,90 e lascia il comando allo svizzero Simon Ehammer prima del gran finale: 5634 per l’elvetico, 5611 per l’oro olimpico del decathlon.

TV E STREAMING - I Campionati Mondiali indoor di Belgrado, in programma da venerdì 18 a domenica 20 marzo, saranno trasmessi integralmente dalla Rai, tra dirette tv su RaiSport+HD e streaming su RaiSport Web. Il palinsesto prevede dirette televisive sul canale 58 con i seguenti orari: venerdì dalle 9.30 alle 11.45 e dalle 17.10 alle 22.10, sabato dalle 18 alle 21.45, domenica dalle 16.45 alle 20.40. Negli orari non coperti dalla diretta tv è previsto lo streaming su RaiSport Web, con “finestre” televisive all’interno delle dirette di altri sport.

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Pietro Arese (foto Colombo/FIDAL)


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