Battocletti regina anche in Diamond
23 Agosto 2026Sempre più regina. Nadia Battocletti trionfa anche in Wanda Diamond League, per la prima volta in carriera. La fuoriclasse del mezzofondo domina nei 5000 di Chorzow, in Polonia, con una formidabile volata in 14:54.09 davanti alle etiopi guidate da Freweyni Hailu che deve accontentarsi del secondo posto in 14:54.62. Dopo la seconda doppietta agli Europei (bis anche nei 10.000 di Birmingham) arriva una vittoria di prestigio nel massimo circuito internazionale. È una gara che la trentina delle Fiamme Azzurre interpreta alla perfezione: ritmo meno veloce del previsto, con passaggio di 9:08.91 ai 3000 metri (terzo parziale in 3:16.46) e gruppo ancora compatto a un chilometro dal termine (12:11.36). Poi ‘StraordiNadia’ quando mancano un paio di giri risale verso le prime posizioni e si mette in scia all’etiope Marta Alemayo (quarta al traguardo in 14:55.46) nella tornata conclusiva. A circa 150 metri dalla fine, nell’ultima curva, cambia passo con un attacco secco che è ormai il suo marchio di fabbrica: in poche falcate scava un divario incolmabile e schianta le avversarie. Nadia batte tutte anche qui, in un palcoscenico di livello mondiale (ultimo giro in 58.7) con l’australiana Rose Davies terza (14:55.39) che precede altre cinque etiopi tra cui la leader del ranking Likina Amebaw, ottava in 14:56.42. “Pensavo che la gara sarebbe stata più veloce - racconta Nadia Battocletti - ma non mi dispiace che non lo sia stata... Avevo qualche dubbio al rientro da Birmingham, se correre o no dopo gli Europei. C’era la possibilità di farlo qui e allora mi sono detta di provarci. Non so bene come sia riuscita a ripartire dopo aver vinto i due ori. Sono rimasta a casa solo per quattro giorni, non è stato facile ma ne è valsa la pena”, commenta l’azzurra, campionessa mondiale dei 3000 indoor quest’anno, argento mondiale e olimpico dei 10.000 oltre che bronzo iridato dei 5000, oro europeo in pista, nella campestre e su strada.
DIECI PER LEO - Ricomincia da un altro successo Leonardo Fabbri e dopo la conferma del titolo europeo il pesista fiorentino vince con 22,08. È la sua decima gara del 2026 oltre la barriera dei 22 metri, territorio di eccellenza ormai quasi abituale per il gigante azzurro, leader mondiale stagionale (22,74 a Eugene) e bronzo iridato l’anno scorso. Battuti gli statunitensi Jordan Geist (21,96) e Joe Kovacs (21,86). Un dato che inizia ad assumere contorni storici perché diventa il secondo pesista di sempre con almeno dieci competizioni sopra i 22 metri in due stagioni: nel 2024 lo aveva fatto addirittura 15 volte. Prima di lui c’è soltanto il recordman mondiale Ryan Crouser, arrivato a riuscirci per sei stagioni consecutive, dal 2019 al 2024 (nel dettaglio con 12, 10, 14, 12, 12 e 11 gare, una stagione invece per Kovacs con 11 gare ‘over 22’ nel 2022). Nel meeting polacco, in una gara non valida per la classifica della Diamond League, il portacolori dell’Aeronautica trova il gran lancio al quarto turno. Fino a quel momento era quinto in classifica con il 21,37 di avvio e così festeggia la sua prima vittoria al Memorial Kamila Skolimowska: si era piazzato secondo nella scorsa stagione (22,10) e terzo due anni fa (22,03). “Davvero felice - le parole di Fabbri - perché non mi aspettavo di lanciare oltre i 22 metri. Dopo gli Europei la condizione è un po’ calata, quindi ho fatto un riscaldamento più lungo. Spero di migliorare al meeting di Zurigo e sogno di conquistare il diamante a Bruxelles”.
FANTINI TERZA, DERKACH 14,33 - Nel martello l’argento europeo Sara Fantini (Carabinieri) chiude terza con il 71,95 del primo lancio. Si impone la canadese Camryn Rogers, oro olimpico e mondiale, con 77,09 davanti al 75,23 della statunitense DeAnna Price.
Quinto posto nel triplo per la campionessa europea Dariya Derkach in una gara di alto livello, iniziata con un buon 14,33 (+0.2) senza poi incrementare, con qualche difficoltà nel mettere a punto la rincorsa: al quarto turno atterra a 14,09 (-0.6) regalando 27 centimetri allo stacco. Anche stavolta è la migliore delle europee mentre la senegalese Saly Sarr sbarca oltre i 15 metri con il record nazionale di 15,08 (+0.1) in una stagione di progressi, poi anche 15,00 (+0.4) all’ultimo tentativo davanti alla campionessa mondiale Leyanis Perez (14,91/-0.2) e all’altra cubana Davisleydi Velazco (14,84/+1.2), quarta l’oro olimpico Thea Lafond (Dominica) con 14,58 (-0.3). Nella classifica della Diamond League l’azzurra totalizza 7 punti, al settimo posto, stesso score della giamaicana Ackelia Smith che si qualifica per la finale a sei di Bruxelles grazie alla miglior misura stagionale: 14,50 a Oslo contro il 14,33 ottenuto anche a Montecarlo oltre che a Chorzow dalla saltatrice dell’Aeronautica, al momento la prima delle escluse in attesa di eventuali rinunce.
SUPER MEETING - Due migliori prestazioni mondiali dell’anno in un pomeriggio scoppiettante. Nei 400 ostacoli il brasiliano Alison dos Santos con 46.43 toglie cinque centesimi alla sua ‘world lead’ con la terza vittoria dell’anno negli scontri diretti (e quinta consecutiva) sul norvegese Karsten Warholm che firma lo stagionale in 46.52, al terzo posto si migliora l’altro brasiliano Matheus Lima con 47.26. L’etiope Tsige Duguma si prende i 1500 donne con il crono più veloce dell’anno e una prodigiosa rimonta nel rettilineo finale in 3:55:06 sorpassando l’australiana Jessica Hull, 3:55.20. Record della Diamond League nel disco per il lituano Mykolas Alekna con 72,58, quasi un metro oltre il primato del circuito (71,70 nella scorsa stagione a Londra) e miglior lancio al mondo degli ultimi vent’anni se si escludono le misure ottenute nella pedana di Ramona, in Oklahoma. Nettamente battuto lo sloveno campione europeo Kristjan Ceh (68,93). Nell’asta decolla a 6,20 il fenomeno Armand ‘Mondo’ Duplantis, 6,00 per il norvegese Guttormsen e per il greco Karalis.
Vincono i campioni mondiali nei 100 metri: il giamaicano Oblique Seville in 9.83 (+1.4) davanti al 9.87 di Kenny Bednarek con nove uomini sotto i dieci secondi (prima volta nella storia) mentre la statunitense Melissa Jefferson-Wooden con 10.78 (+0.6) parte meglio e si lascia alle spalle l’oro olimpico Julien Alfred (10.83), terza Sha’Carri Richardson in 10.96 come la giamaicana Brianna Lyston. Spettacolari i 400 con Marileidy Paulino che prolunga l’imbattibilità stagionale, quinta vittoria dell’anno in Diamond con 48.87. Sette atlete corrono in meno di 50 secondi ed è la prima volta che succede in un meeting (due i precedenti, con otto atlete, nelle ultime due finali globali a Parigi e Tokyo). Viaggia forte anche l’iridato botswano Collen Kebinatshipi in 43.59 seguito con 43.83 da Rai Benjamin, primo di sempre in carriera (e in stagione) sotto i 47 nei 400hs e sotto i 44 nei 400 senza barriere.
Nei 3000 siepi l’etiope Gemechu Godana con 8:02.74 infligge la prima sconfitta del 2026 al campione olimpico marocchino Soufiane El Bakkali (8:04.61) e nei 1500 emerge a sorpresa lo statunitense Ethan Strand (3:30.77). Ostacoli alti con il recordman mondiale Ja’Kobe Tharp in 13.05 (-0.7) nei 110hs per riscattarsi dopo il flop di Losanna e tra le donne 12.52 (+0.2) nei 100hs di Alaysha Johnson. L’alto è dell’ucraina Yaroslava Mahuchikh (2,00), volano i martelli con il canadese Ethan Katzberg a 82,92 davanti al tedesco Merlin Hummel (81,25) e all’ungherese oro europeo Bence Halasz (79,44).
l.c.
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