Azzurri: “Vogliamo tante famiglie all’Olimpico”

19 Febbraio 2024

Palmisano: “Il mio sogno è che a Roma 2024 i bambini possano dire ai genitori: mamma, papà, da grande voglio fare l’atleta”. Le parole di Stano, Furlani, Dosso, Simonelli. L'abbraccio con i campioni, da Panetta a Levorato, da Damilano a Howe

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Un abbraccio tra l’atletica di oggi e quella di ieri, tra gli azzurri che non smettono di stupire in pista, in pedana, in strada, e alcune delle glorie che hanno portato l’Italia in cima al mondo negli ultimi decenni. La conferenza stampa di presentazione degli Europei di Roma 2024, nell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio, è un momento speciale per i campioni olimpici della 20 km di marcia Antonella Palmisano e Massimo Stano e per i primatisti italiani Mattia Furlani, Zaynab Dosso e Lorenzo Simonelli: nella rassegna continentale (7-12 giugno) punteranno in alto. Ad incoraggiarli, in platea, anche il campione olimpico Maurizio Damilano, i campioni del mondo Francesco Panetta e Giuseppe Gibilisco, i miti dello sprint Manuela Levorato e Stefano Tilli, l’oro europeo di maratona Maria Guida, la leggenda del lungo Andrew Howe che proverà a qualificarsi per l’evento. Un incontro tra presente e passato fortemente voluto dal presidente FIDAL Stefano Mei: “Abbiamo con noi alcuni degli atleti più forti della nostra lunga storia e altri li ospiteremo nelle prossime occasioni, per celebrare al meglio questi Europei. Stiamo attraversando il momento migliore di tutti i tempi per l’atletica italiana, mi sembra di vivere un sogno. Non c’è mai stata una squadra così forte”.

È la capitana azzurra Antonella Palmisano (Fiamme Gialle) a caricare la squadra: “Per me e per tutti i miei compagni sarà importante gareggiare in casa e penso che tutti noi attingeremo a qualsiasi cosa per vedere sventolare più volte il tricolore. Lo hanno dimostrato nel migliore dei modi queste ultime giornate, con i molteplici record italiani. Sono emozionata perché dopo 50 anni entreremo nello stesso stadio Olimpico dove i campioni di ieri hanno fatto la storia. Spero che sia anche per noi di buon auspicio e che possa essere un’occasione importante per proseguire un percorso culturale che vada ben oltre il traguardo personale. Quello che conta è vedere più gente possibile in tribuna, vedere più famiglie possibili insieme ai loro figli. Il mio sogno è che qualcuno di loro possa dire ai genitori: mamma, papà, da grande voglio fare l’atleta, quello sarà per noi uno dei successi più importanti, ne abbiamo bisogno per l’atletica di domani. Per il futuro”.

Massimo Stano (Fiamme Oro) ha appena festeggiato la nascita del piccolo Liam: “E domani compie gli anni anche la prima bambina, Sophie, nata nel 2021 pochi mesi prima di vincere le Olimpiadi. Anche lei era nata in febbraio, evidentemente nell’anno olimpico c’è da seguire un protocollo (ride, ndr) ma penso che mi fermerò a Parigi altrimenti il terzo figlio diventa complicato. Come nel primo caso, anche con Liam già mi sento più forte, gareggeranno insieme a me agli Europei e a Parigi, spero mi diano la forza in più che serve per raggiungere un bel risultato. Manca un titolo europeo nel mio palmares, ma manca anche un altro oro olimpico”. Chi ha trionfato ai Mondiali all’Olimpico, nel 1987, è Maurizio Damilano nella 20 km di marcia: “A Roma mi lega un affetto particolare, la fortuna di vincere un Mondiale in casa non capita sempre. A loro auguro intanto di vincere gli Europei e nel 2027 magari di vincere i Mondiali”. Francesco Panetta, re delle siepi all’Olimpico, è sicuro: “Sarà meraviglioso, in bocca al lupo!”

Il clamoroso 8,34 di sabato ad Ancona nel lungo, ottenuto a soli diciannove anni, non ha fatto perdere l’equilibrio e la spensieratezza a Mattia Furlani (Fiamme Oro): “Questi risultati mi stanno introducendo nel mondo dell’atletica dei grandi, sto cominciando a entrarci adesso, fortunatamente stiamo costruendo un bel lavoro, con il mio team e grazie anche alla Federazione. Bisogna solo lavorare su questa strada rimanendo sereni e tranquilli su quello che stiamo facendo. Europei e Olimpiadi di quest’anno saranno di fondamentale importanza per accumulare esperienza e per avvicinare il più possibile i giovani a questo sport. Replicare un evento del genere con i Mondiali del 2027 sarebbe molto bello. Il risultato di sabato può significare tanto all’aperto, perché dalle indoor alle outdoor c’è un abisso, di preparazione e di condizioni meteo. Il risultato non può essere uguale a quello delle indoor, ma parleranno i fatti”. Lo applaude Andrew Howe, che del lungo è stato argento mondiale, bronzo iridato indoor e due volte campione d’Europa, oltre a restare primatista italiano all’aperto con l’8,47 di Osaka 2007: “A un fenomeno che salta così lontano non c’è bisogno di dare tanti consigli, deve solo continuare così”.

Straripante la stagione di Zaynab Dosso (Fiamme Azzurre), 7.02 nei 60 metri, record italiano frantumato di dodici centesimi: “Sicuramente gli Europei sono una spinta in più, ma per me è un lavoro di costanza negli ultimi anni. Il fatto che mi sono trasferita a Roma e che ci saranno gli Europei proprio nella mia seconda casa, gareggiando di fronte alla mia famiglia, ai miei amici, è una motivazione enorme. Settima a Monaco, semifinalista ai Mondiali: il passo successivo è una cosa importante che non voglio dire. Come ha detto Mattia Furlani bisogna far parlare i fatti. Per me gli Europei di Roma saranno magia pura”. Manuela Levorato, con la quale condivide il record italiano dei 100 (11.14) loda il lavoro di Zaynab e del suo team: “Ha un ottimo allenatore e tutti i numeri per fare molto bene. Ragazzi, siete estremamente fortunati ad avere questa occasione di gareggiare in casa, sono sicuro che non ve la farete scappare!”. 

È esploso quest’anno anche Lorenzo Simonelli (Esercito), recordman con 7.48 nei 60 ostacoli: “In Italia c’è sempre stata una cultura degli ostacoli: spero di poter portarla ancora più avanti. Quest’anno avere gli Europei a Roma sarà sicuramente una spinta in più per dare il meglio. È casa mia, io sono di Roma e sono veramente contento e emozionato di partecipare a questi Europei, cercherò di dare il massimo e portare più in alto possibile la bandiera italiana”.

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