Glasgow in pista: Lyles, Bol e le carte azzurre

27 Febbraio 2024

Le sfide di velocità, mezzofondo, ostacoli. Mai un’italiana nella finale iridata dei 60: ci prova Dosso. Tecuceanu primo accredito, Simonelli contro i big. Che sprint: Noah vs Coleman, Femke superstar

di Marco Buccellato

L'atletica sotto il tetto torna a Glasgow, nell'impianto Emirates Arena che ha già ospitato il Campionato Europeo indoor nel 2019. Stavolta, nell'edizione numero 19 dei Campionati Mondiali indoor (20 contando anche la prima edizione di Parigi 1985 denominata IAAF World Indoor Games), si ritroveranno ben venti campioni del mondo in carica e sette ori olimpici di Tokyo. Dall'1 al 3 marzo, saranno in gara 651 atleti (320 uomini e 331 donne) in rappresentanza di 133 nazioni, con ben 18 campioni uscenti dalla scorsa edizione di Belgrado 2022. Si riparte dall'ultimo medagliere e dalle 4 medaglie d'oro dell'Etiopia (nove podi complessivi), capace di precedere il team statunitense, tre ori ma anche sette argenti e nove bronzi (19 podi) e il Belgio con due titoli. L'Italia eredita il bottino di Belgrado, titolo mondiale a Marcell Jacobs nei 60 metri e bronzo di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, per un totale di sette finalisti per il quattordicesimo posto nella classifica a punti. Di seguito la presentazione delle gare in pista, QUI la preview delle gare in pedana.

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SPRINT, NON SOLO AMERICHE - Occhi su Noah Lyles, il triplice campione del mondo di Budapest, che arriva da favorito in forza degli eccezionali progressi sulla distanza breve (6.43). Il rivale più pericoloso per Lyles è ancora Christian Coleman, già iridato a Birmingham e argento a Belgrado, primatista mondiale da sei anni con 6.34. La disputa per la zona podio trova un serio candidato nel giovane giamaicano Ackeem Blake. Dall'Africa il keniano Omanyala, Europa con il britannico Azu e il campione italiano Chituru Ali, entrambi con il miglior accredito del continente (6.57). Primo mondiale per il campione d'Europa di Istanbul Samuele Ceccarelli. Nella sfida femminile, l'oro andrà a un nome mai salito sul gradino più alto del podio: la polacca Ewa Swoboda, già oro europeo, la sprinter di St. Lucia Julien Alfred (6.99 e leader stagionale) e la pluriprimatista italiana Zaynab Dosso, sono le sprinter che hanno impressionato di più nelle ultime settimane. Italia mai in finale nei 60 donne nella storia della manifestazione. USA con Aleia Hobbs nome di punta, Giamaica con l'esperta Forbes e la giovane Briana Williams.

Azzurri in gara: Chituru Ali (Fiamme Gialle), Samuele Ceccarelli (Fiamme Oro), Zaynab Dosso (Fiamme Azzurre)

400 E STAFFETTE, WARHOLM E BOL -
Senza accrediti stagionali, ma indubbiamente chances di peso per il norvegese Karsten Warholm e il trinidegno Jereem Richards, rispettivamente campione europeo e mondiale in carica al coperto, in una specialità che pochi giorni fa ha visto portare il primato mondiale a 44.49 dallo studente canadese Christopher Morales-Williams nel circuito della gare NCAA (al Mondiale non ci sarà). USA senza autentici big ma con l'ondata dei Faust e dei Patterson nella gara individuale e con grandi chances nella 4x400 (iscritti i medagliati globali all'aperto Bassitt e Boling), in prim'ordine su team di grande tradizione, come Belgio e Polonia. Donne: si legge Bol, si pronuncia Gold. L'olandese primatista mondiale al coperto (49.24 dopo il 49.26 di un anno fa) si presenta da favoritissima e ambisce al ruolo di stella del Mondiale. A Belgrado fu doppio argento, ma a Istanbul doppio oro, un bottino decisamente possibile anche a Glasgow. Zona podio per la connazionale Lieke Klaver e per un folto lotto di specialiste, dalle statunitensi Holmes e Diggs alla ceca Vondrova. Una piccola Warholm c'è anche qui: la 20enne norvegese Henriette Jaeger, grandi progressi nell'inverno. Staffetta: olandesi contro tutte, in prima fila polacche e le giamaicane campionesse in carica, con le ragazze USA per riprendersi il titolo mondiale dopo tre ori consecutivi dal 2014 al 2018.

Azzurri in gara: Ayomide Folorunso (Fiamme Oro)

800 METRI, EUROPA CONTRO AFRICA? - Scorrere la lista degli iscritti e leggere il primatista italiano Catalin Tecuceanu in cima, fa un magnifico effetto. L'azzurro vanta la leadership cronometrica 2024 in 1:45.00, in una specialità dove la spedizione iridata azzurra ha guadagnato il podio solo nell'edizione 1989 a Budapest con Tonino Viali (bronzo). In gara il campione del mondo indoor uscente Mariano Garcia e quello europeo Adrian Ben, big spagnoli. Tra i migliori specialisti presenti, anche lo statunitense Hoppel e il keniano Kibet, in un ventaglio di iscritti dove le ambizioni sono a carico di molti, come il belga Crestan, gli africani Masalela e Gouaned, il francese Robert e lo svedese Kramer. Nella gara femminile presenti quasi tutte le migliori dell'anno, dalle etiopi Habitam Alemu e Tsige Duguma, alla british Jemma Reekie, all'ugandese Nakaayi (un titolo mondiale outdoor e bronzo a Belgrado), alla freschezza dell'elvetica Werro. 

Azzurri in gara: Francesco Pernici (Fiamme Gialle), Catalin Tecuceanu (Fiamme Oro), Eloisa Coiro (Fiamme Azzurre)

1500, IPOTESI ETIOPIA - Il podio a firma etiope, nella gara femminile, è una concreta possibilità, come Belgrado insegna. I nomi sono tutti diversi dall'edizione di due anni fa: Freweyni Hailu, Diribe Welteji e la 18enne Birke Haylom godono dei migliori accrediti, largamente migliori di avversarie di grande qualità, come la britannica Bell e l'irlandese Healy che guidano il drappello delle migliori europee iscritte. Partita aperta nella gara uomini: senza Jakob Ingebrigtsen, c'è l'etiope bi-campione in carica Samuel Tefera con il 17enne connazionale Mehary e un gran numero di atleti con ambizioni, dal norvegese bronzo mondiale all’aperto Nordas al francese bronzo europeo Habz, ai sudafricani Tshite e Mphahlele. Da oltre Oceano, il kiwi Beamish e lo statunitense Kessler. Ultimo successo di un europeo, quello dell'ucraino Heshko a Mosca nel 2006.

Azzurri in gara: Giulia Aprile (Esercito)

3000 METRI - Distanza con tanti pretendenti e difficile da decifrare. L’etiope campione del mondo in carica Selemon Barega e il connazionale Wale, lo spagnolo argento d'Europa Adel Mechaal, le forze USA Nuguse in prima battuta e Hacker in seconda, l'iridato dei 1500 metri Josh Kerr (Gran Bretagna). Un contesto di altissima qualità con dentro gli azzurri Pietro Arese e Federico Riva. Medagliere storico: due ori in casa Italia con Genny Di Napoli nel 1993 e nel 1995, ultimo europeo a laurearsi campione del mondo al coperto. Nella gara femminile, l'etiope Gudaf Tsegay mira all'oro dopo quello di Belgrado sui 1500 metri, in un parterre estremamente competitivo che comprende l'idolo di casa e due volte campionessa europea Laura Muir, l'altra etiope Meshesha (o Lemlem Hailu in alternativa), l'australiana Jessica Hull, la ritrovata Elle St. Pierre per gli Stati Uniti e la keniana primatista dei 3000 siepi Beatrice Chepkoech. 

Azzurri in gara: Pietro Arese (Fiamme Gialle), Ludovica Cavalli (Aeronautica), Federico Riva (Fiamme Gialle)

OSTACOLI, CHE SHOW - Grant Holloway per bissare Belgrado e confermare l'imbattibilità nei 60 ostacoli. Lo statunitense ipoteca il titolo in forza del suo strapotere sulla distanza breve e i ripetuti primati mondiali (ultimo, 7.27). Se Trey Cunningham è il contraltare in casa USA, è l'Europa a macinare talenti in grado di ben figurare, dallo svizzero Jason Joseph ai francesi Belocian e Kwaou-Mathey, dagli spagnoli Martinez e Llopis al polacco Szymanski e al tre volte primatista italiano Lorenzo Simonelli. Ultimo europeo a vincere l'oro, il brit Pozzi a Birmingham nel 2018. Nei 60 ostacoli femminili si è compiuta la rivoluzione della bahamense Devynne Charlton, che ha portato il record del mondo a 7.67 e mira a riportare in casa Caribe il titolo mondiale che manca dal 1997 (la giamaicana Freeman). Assente la statunitense co-primatista Tia Jones (in gara Masai Russell), per la zona podio si candidano l'olandese due volte oro europeo Nadine Visser e la polacca Skrzyszowska. Presente l'iridata uscente, la francese Samba-Mayela.

Azzurri in gara: Veronica Besana (Fiamme Gialle), Giada Carmassi (Esercito), Lorenzo Simonelli (Esercito)

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