Una storia al giorno

27 Agosto 2013

Personaggi e vicende dell'atletica di sempre

 

27 agosto. Oggi Jay Silvester festeggia 76 anni e ancora un volta rimpiangerà quel che non ha saputo raggiungere. L’oro olimpico, soprattutto, ma anche misure stratosferiche toccate e che mai gli sono state accordate. Un campione in bilico, direbbe Saul Bellow.

Il mormone Jay entrò in scena quando il primo attore del disco era Al Oerter ma toccò proprio a lui, in un tour tedesco del ’61, affacciarsi per la prima volta, in due occasioni, oltre il muro dei 60 metri. Al lo detronizzò e per ritrovare Silvester primatista del mondo sarà necessario attendere sette anni. A Tokyo l’uomo dal braccio d’oro conquista la terza gemma della sua corona imperiale e Jay finisce a 40 cm dal podio. Non gli resta che lanciare le sue ambizioni verso il futuro. E a Mexico City si presenta dopo aver toccato prima 66,54 e poi 68,40. Domanda da un penny: chi vince in Messico? Per la quarta volta Oerter. E Silvester è quinto, a quasi sette metri dal suo fresco record del mondo. La differenza che passa tra chi brucia agonismo e chi preferisce gare fredde.

Parte un altro quadriennio olimpico e quando i Giochi di Monaco di Baviera non sono lontani (è la primavera del ’71) Jay si sente forte come mai gli era capitato. Va a Lancaster, California, in quella Antelope Valley dove il vento soffia molto robusto e contrario alla traiettoria di lancio e le parabole possono diventare lunghissime. Il disco finisce sulla pista che sta intorno al campo da football: dopo esser stato il primo oltre i 60 metri, diventa anche l’esploratore che posa il piede sulla terra incognita dei 70: 70,38. La misura non verrà mai portata all’omologazione per un possibile ma non accertato declivio del settore. Quel giorno un suo nullo fu misurato a 73,08. All’inizio di giugno va in Svezia, a Ystad, a sfidare quel buonanima di Ricky Bruch, spara a 70,04 ma i giudici locali decidono che non si tratta di un meeting internazionale ma di una riunione regionale e non compilano il referto da presentare alla Iaaf. Che fosse più un faccia a faccia che una vera gara, è desumibile dal risultato: primo Silvester 70,04, secondo Bruch 67,92, terzo un tale Eriksson 35,62.

A Monaco Oerter non c’è, momentaneamente ritirato per problemi alla schiena, e la lotta sembra ristretta tra l’orso svedese e Jay che ha appena compiuto 35 anni e che, all’inizio del sesto turno, guida di stretta misura, 10 cm, su Bruch: 63,50 a 63,40. Ludvik Danek, conosciuto come il fabbro boemo e famoso per lanciare sempre con la maglia della salute sotto la canottiera, assesta il colpo di mazza buono all’ultimo lancio: 64,40. Sino a quel momento le sfide dirette dicevano: Silvester 12 vittorie, Danek 12 vittorie. Ma il 13 buono lo pesca il ceko. A Montreal, non lontano dai 40 anni, Jay entrerà in finale rimediando l’ottavo posto e salutando il successo di Mac Wilkins, il primo ad aver superato con tutti i crismi la barriera dei 70.

Giorgio Cimnbrico



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