Trost tricolore ad 1,87

19 Febbraio 2012

Ad Ancona, la primatista italiana junior supera subito la misura vincente per poi tentare, senza fortuna, l'assalto ad 1,93

 

di Raul Leoni

Si chiudono ad Ancona i Campionati Italiani Allievi e Juniores Indoor. Con la giornata di oggi al Banca Marche Palas sono stati assegnati tutti e 46 i titoli nazionali di categoria. Tra i migliori risultati dell'epilogo della rassegna tricolore, le conferme delle primatiste nazionali juniores Alessia Trost (Fiamme Gialle), ad 1,87 nell'alto (con un buon assalto ad 1,93), e Roberta Bruni (Studentesca CaRiRi), a 4 metri nell'asta. 12,88 per la triplista junior Francesca Lanciano (Kinesis). Emessi anche i verdetti dello sprint dove Giovanni Galbieri (Insieme New Food's VR/6.81) è l'under 20 più veloce, imitato al femminile dalla nigeriana, in attesa di cittadinaza italiana, Judy Ekeh (Reggio Event's/7.48). Ancora una maglia tricolore sui 1000 metri, dopo quelle conquistate all'aperto da cadetta, per la mezzofondista Eleonora Vandi (Atl. Avis Macerata) che fa il vuoto prima della campana e in un giro travolge ogni resistenza da parte delle avversarie (31.55 l’ultimo parziale sull’anello) per un 2:57.55 finale.

LE GARE DELLA SECONDA GIORNATA (pomeriggio) [SEGUICI su Facebook - Twitter - YouTube]

Triplo F/J (finale) – Nel complesso ci sono meno fremiti rispetto alla finale allieve della mattina: ma è chiaro che una protagonista come Francesca Lanciano (finalista ai Mondiali allievi di Lille 2011) contribuisce a far salire il tasso tecnico della competizione. Ne esce un ultimo salto a 12.88, personale indoor e 6^ prestazione italiana di sempre tra le juniores.

Alto J/F (finale) – L’esito è probabilmente già scritto, ma Alessia Trost resta sola decisamente troppo presto, dopo quota 1.76: e allora non è facile gestire quello che poteva essere un obiettivo da raggiungere, il minimo mondiale per Istanbul – fissato a 1.93 – più che il possibile miglioramento del primato italiano juniores (già incrementato in questa stagione fino a 1.91). La progressione – dopo l’1.72 di approccio l’azzurra va a 1.80, 1.87 e poi direttamente a 1.93 – si spiega essenzialmente così: con il corollario di un buon primo tentativo, poi gli altri due solo abbozzati. L’ennesima maglia tricolore di Alessia rappresenta anche il personale regalo per il compleanno del tecnico Gianfranco Chessa. Per il resto la gara juniores rischia di far rimpiangere la vivace finale di ieri delle allieve: manca Desirée Rossit, influenzata, e Anna Pau non è nella condizione ispirata di un anno fa, quando battagliò proprio con la friulana per il titolo “under 18”. L’unica a poter dirsi soddisfatta è la bergamasca Chiara Crippa, che agguanta il secondo posto con il nuovo personale a 1.72.

Triplo J/M (finale) – I contenuti tecnici non sono memorabili, ma la componente agonistica supplisce per la sua parte: soprattutto quando Alexandru Mitirica, ragazzo romeno stabilitosi a Riccione nel 2007 (con il papà Dan, ora tecnico, che da atleta saltava 16.96 regolare e 17.31 ventoso), piazza un ultimo salto - da oltre 15 metri e probabilmente vincente – che viene chiamato nullo. E così la classifica reale si consuma nell’assalto che i finalisti danno al veronese Riccardo Appoloni, unico a portarsi ufficialmente oltre i 15 metri.

Il primo dei delusi è Edoardo Accetta, sorprendente vincitore tra gli allievi a Rieti 2011.

60m A/M (finale) – Qualche movimento sospetto sui blocchi, ma per lo starter è tutto regolare: la vittima principale è Gabriele Gargano, che parte malissimo, mentre Jacopo Spanò si ricorda di essere stato velocista principe tra i cadetti e regola la questione con 7”08 (non migliorando quindi il 7”05 della semifinale). Resta il fatto che il nervosismo si taglia con il coltello e i tempi ne risentono: per Serrone un'altra piazza d’onore dopo quella di ieri nel lungo.   

60m J/M (finale) – Forse la finale più attesa tra quelle dello sprint, con una prevalente base nordista che si ferma sulla linea del Po: anche se gioca una componente multietnica grazie a Desalu, ascendenti nigeriani, e ad Isolano, nato in Sri Lanka. Questioni geografiche a parte, Giovanni Cellario parte piuttosto male e invece torna prepotente la carica agonistica di Giovanni Galbieri, uno che difficilmente mostra la corda quando c’è qualche posta importante sul tavolo: per il veronese c’è il nuovo personale a 6”81. Ancora una volta si attesta a 6”87 Alessandro Pino e Desalu festeggia il compleanno con il podio (6”94).

60m A/F (finale) – Si sapeva che sarebbe stata una gara dagli esiti incerti: ma oggi è proprio il giorno di Arianna Bettin, in palla fin dalle batterie del mattino. E così il nuovo personale, 7”74, fa il paio con la soddisfazione della prima maglia tricolore della carriera per una ragazza dai molti interessi e con il pallino del giornalismo (collabora ad un foglio online che ha contribuito a fondare, scrivendo di cronaca e politica!). Probabile rammarico in casa Favaretto, visto che Martina ha gettato la spugna proprio nel momento in cui l’obiettivo era a portata di mano: e purtroppo non è la prima volta che succede alla velocista veneta, spesso piazzata in carriera.

Asta A/M (finale) – In una gara senza sfracelli, Stefano Vianello rispetta in pieno il suo ruolo di favorito: e replica il titolo tricolore che aveva già vinto tra i cadetti a Cles 2010. Dietro trova il suo spazio Luca Casavecchia, il ragazzo umbro che si era distinto da cadetto come lunghista e poi aveva provato la strada delle prove multiple.

60m J/F (finale) – Judy Ekeh non molla il titolo conquistato anche l’anno scorso su questa pista: 7”49, un peggioramento marginale rispetto a quanto segnato in semifinale. In assenza di Anna Bongiorni, un’altra toscana di talento trova modo di inserirsi nel duello della coppia italo-nigeriana formata dalla vincitrice e da Jennifer Olekibe: è Irene Siragusa, a questo punto alfiere del settore in vista del triangolare juniores in Francia. Neanche Elisa Pàiero riesce a migliorare il personale di giornata e chiude quarta in 7”65.

1000m A/M (serie) – Già nella seconda delle tre serie, grazie al 2’33”86 di Yassin Bouih, si sposta in avanti il livello cronometrico della competizione. Per questo i partenti nella serie dei migliori sono costretti a scaldare il ritmo: quando parte Yemaneberhan Crippa, ai 600 metri, sembra che sia questo l’atto decisivo. Invece nella bagarre si esalta una coppia di outsider bergamaschi, Guido Lodetti e Danilo Gritti; il vincitore è seguito da Saro Naso e aveva mollato il mezzofondo per provare il salto in alto. Poi è ritornato sulla decisione e la vittoria di oggi lo premia nella giusta misura.

1000m A/F (serie) – Anche qui giocano d’anticipo nella serie meno accreditata: in particolare la ragazza della Guinea Mamadou Binta Diallo, con la maglia dell’Avis Macerata, che corre in solitario un 3’01”46 di un certo significato. Inevitabile che poi la serie successiva, quella delle migliori, sia caratterizzata da iniziative personali di ogni specie: in un quadro tattico sostanzialmente irrazionale, è incrollabile la fiducia in sé stessa di Eleonora Vandi.

Giusto perché la ragazza di Pesaro ha tutte le possibili armi a disposizione, qualunque sia lo svolgimento della gara: fa il vuoto prima della campana e in un giro travolge ogni resistenza (31”55 l’ultimo parziale sull’anello). Il tempo finale non è ovviamente adeguato alle possibilità della figlia d’arte marchigiana: enormi i margini di miglioramento sotto questo profilo.

800m J/M (serie) – Una gara pazzesca, nata dall’iniziativa di Mohad Abdikadar che puntava al primato italiano di Davide Cadoni dopo aver stabilito in settimana quello dei 1000 metri. Il passaggio a metà gara legge 52”96 e suona un po’ come una condanna per le possibilità attuali del ragazzo di origini somale: sull’ultima curva si compie il suo destino e in tre lo passano senza nemmeno guardarlo. Migliorano tutti e vince Matteo Orlandi, uno che non è nuovo a imprese del genere (ricordiamo i 1000 cadetti all’Olimpico di Roma, 2008): soprattutto fidando sulla sua consistenza di rusher, che impedisce la doppietta al toscano di origini mozambicane Joao Neves Bussotti (campione ieri sui 1500 metri).

800m J/F (serie) – La vincitrice dei 1500 di ieri, la lettone Valerija Linkevica, si trova inserita nella serie meno accreditata: lei non si scompone e corre da sola in 2’13”07, con ciò complicando non poco il compito delle colleghe che vorrebbero giocarsi il titolo nella serie successiva. Ad onor del vero la trentina Irene Baldessari ci prova da subito e impone a tutte le altre il suo ritmo regolare, 33”0 poi 1’06”34 e 1’39”0: premiata sul traguardo, per un decimo di secondo o giù di lì.

Triplo A/M (finale) – In assenza del capolista stagionale Samuele Cerro, la maglia tricolore va al piacentino Filippo Cravedi, compagno di allenamento del lunghista Stefano Braga a Castel San Giovanni. E’ l’allievo di Piero Masarati l’unico a superare i 14 metri, con il nuovo personale di 14.16: sul podio anche il campione cadetti del lungo Alessandro Li Veli, uno dei delusi della finale di ieri vinta da Harold Barruecos.

Asta A/F (finale) - La gara della primatista italiana junior Roberta Bruni comincia quando praticamente quella di tutte le altre è già finita. L'astista reatina si scalda i muscoli, dopo oltre due ore di attesa, aprendo a 3,80 al primo assalto. Poi passa subito a 4 metri, misura sulla quale ha ragione dopo un errore. Si sale ancora, a 4,15. Ma, malgrado un paio di buoni spunti, stasera la scalata della grintosa azzurrina si ferma qui. Argento alla veneta Elisa Molinarolo (3,70) e bronzo alla toscana Letizia Marzenta (3,60).

4x200m A/M (serie) – Dopo due titoli consecutivi abdica la Cariri, ma l’oro resta nel Lazio: nella terza delle cinque serie è la Futura Roma a segnare il tempo migliore. Nell’ultima parte alla grande il quartetto delle Fiamme Gialle Simoni, poi Mantua subisce il ritorno del reatino Francesco Proietti (uno dei favoriti dei 60hs, ieri squalificato per falsa partenza): convulso il rettilineo finale, il frazionista gialloverde cade prima del traguardo e quello rossoblù dopo l’arrivo, ma il tempo vale solo per il 3° posto (salvo successiva squalifica).

4x200m A/F (serie) - E' una sfida a distanza nella quale la spunta il quartetto piemontese della Sisport FIAT (Ackon-Cutuli-Baudena-Plazio), 1:44.99 nella quarta delle cinque serie. Argento (1:46.73) alle lombarde della Camelot (Bettin-Monfardini-Belli-Spadotto Scott) e bronzo (1:47.41) alle altoatesine del Brunec Brunico Volksbank (Mairhofer-Ellecosta-Irschara-Cavalleri) che si erano aggiudicate rispettivamente l'ultima e la prima serie.

4x200m J/M (serie) - Alessandro Marchitto, Gianluca Sulis, Angelo Mizzon e Federico Ferrante consegnano alle Fiamme Gialle Simoni il titolo 2012. 1:32.50 il crono del quartetto laziale davanti a quelli del Marathon Trieste (Andrea Potocco-Matteo Dapelo-Andrea Parlante-Pietro Conte/1:33.39) e dell'Atl. Bergamo 1959 Creberg (Andrea Potocco-Mohamed Traore-Riccardo Trocchia-Giulia Birolini/1:33.40).

4x200m J/F (serie) - A segno l'Audacia Record Atletica con Ludovica Gigantino, Benedetta Scotti, Weronika Cipriani e Flavia Battaglia che, fresca di tricolore sui 400, chiude il cerchio in 1:44.24 sulle dirette avversarie del GS Valsugana Trentino (Olekibe-Schiavon-Albertoni-Galvan/1:44.81). Bronzo (1:45.53) alle toscane della Firenze Marathon (Gorini-Danielsen-Masini-Caprara), vincitrici della quarta serie.

File allegati:
- RISULTATI/Results
- Le FOTO delle GARE

Il podio della 4x200 Allieve (foto Colombo/FIDAL)


Condividi con
Seguici su: