Trost e il cambio di guida tecnica

03 Settembre 2016

Al fine di meglio comprendere tutti gli aspetti della vicenda che ha portato l'atleta Alessia Trost al cambio di guida tecnica, la FIDAL comunica quanto segue.  

Nel 2015, in un incontro formale con il Direttore Tecnico Organizzativo Massimo Magnani, Gianfranco Chessa, allenatore di Alessia Trost, dichiarava che, per il bene di Alessia, ove fosse stato ritenuto utile, avrebbe fatto un passo indietro, confermando ancora una volta il proprio spessore di uomo e di tecnico, votato al successo dell’atleta e non al proprio. Massimo Magnani gli confermò la piena fiducia.

A marzo 2016, dopo i Campionati mondiali indoor di Portland, il risultato non positivo di Alessia riportò alla ribalta l’argomento; la Federazione fece all’epoca una serie di esplorazioni per trovarsi pronta, ove, a fine stagione, tecnico e atleta avessero espresso l’intenzione di cercare altre strade. In questa fase fu consultato anche Marco Tamberi, che espresse la sua indisponibilità.

A maggio di quest’anno, Alessia Trost si è allenata in Spagna prima a Barcellona, con Marco Tamberi, e poi a Santander, con Gianfranco Chessa, nella più assoluta condivisione. Ai Giochi Olimpici di Rio, fino a pochi giorni prima della partenza, era previsto che Alessia Trost e Desirée Rossit fossero naturalmente accompagnate da Chessa; di fronte alla sua sopraggiunta indisponibilità, le atlete espressero la volontà di essere seguite l’una (Rossit) da Giuliano Corradi, l’altra (Trost) da Marco Tamberi, esattamente come era avvenuto ad Amsterdam, in occasione dei Campionati Europei. Marco Tamberi fu re-inserito in squadra dopo essere stato cancellato per l’infortunio del figlio Gianmarco.

Quanto espresso sopra, è un percorso lineare, in cui tutte le parti hanno sempre agito per il bene dell’atleta, cosa che certamente tutte le parti in causa, Federazione, società e tecnici, continueranno a fare.



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