Tricolori Cadetti quanto mai ricchi di attese




 
Ad Orvieto 2003 abbiamo fatto 30, ad Abano faremo 31: tante sono le edizioni della rassegna tricolore della categoria cadetti/e, anche se è giusto ricordare che questa fascia di età è stata più di ogni altra categoria giovanile soggetta a cambiamenti di impostazione nel programma tecnico delle gare (ora sono 18 sia in campo maschile sia in campo femminile), a modifiche nell’età dei partecipanti (per alcune stagione i 15enni transitarono nella categoria allievi, reclutando quindi per la manifestazione addirittura i 13enni) e anche a differenze terminologiche (in passato la categoria era quella dei “ragazzi”, fino al 1981, mentre i “cadetti” vennero istituiti nel 1982). Inoltre, da denominazioni più asettiche del passato (“rassegna” o “criterium”), ora si è arrivati ad un vero e proprio campionato nazionale per atleti di 14 e 15 anni (quest’anno i nati nel 1989 e 1990): non più quindi un evento finalizzato al risultato della propria rappresentativa regionale, ma anche alla soddisfazione individuale del singolo. E’ chiaro che, in ogni caso, la valenza del risultato di squadra è sempre presente nella manifestazione e non per niente si parla anche di “Campionato Italiano per Regioni”. Lo scorso anno in Umbria dominarono le potenze tradizionali del settore, Veneto in campo maschile e Lombardia in quello femminile, con i primi a festeggiare il successo anche nella combinata. E’ probabile che il duello si ripeta anche allo Stadio delle Terme di Abano nella tre-giorni programmata da venerdì 17 a domenica 19, con un orario serrato e quanto mai godibile. Non sarebbe giusto, in questa fascia di età, liquidare le ambizioni dei protagonisti come semplice attività semi-ludica. Certo, sono sforzi che vanno visti in prospettiva, l’atletica vera è ancora di là da venire: ma la rassegna cadetti ha sempre offerto protagonisti e spettacolo di notevole spessore agonistico e tecnico. Qualcuno ha “mollato” senza sondare le proprie possibilità nel settore assoluto, ma molti hanno continuato assurgendo a notorietà internazionale e sicuramente guarderanno con un pizzico di nostalgia a quel primo importante banco di prova, affrontato magari con apprensione e fors’anche timore. Che questa sia l’anticamera di un’atletica giovanile che cresce sempre più di livello nel panorama internazionale, lo dice anche il fatto che ai Mondiali Juniores di Grosseto, in luglio, ha preso parte anche Monica Cuperlo, la quale – non più tardi di un anno fa – si cimentava vittoriosamente sulla pedana dell’alto di Orvieto proprio nei Tricolori cadetti. Con un occhio al dato tecnico delle risultanze stagionali, proviamo a dare un nome ai possibili protagonisti delle gare di Abano: con l’avvertenza che mai come in questa fascia di età le sorprese sono all’ordine del giorno e gerarchie che sembrano consolidate possono essere in un giorno pesantemente sovvertite. Intanto possiamo dire che ci sarà in campo un campione uscente: si tratta del teramano Alessandro Brundo, un potente sprinter seguito da Claudio Mazzaufo, che si presenta come favorito sugli 80 metri anche in questa occasione (8.9 in stagione). La gara più attesa della velocità maschile sono però i 300 metri: in particolare il veronese Stefano Pelosato (36.1), scuola Bentegodi, se la vedrà con il friulano Andrea Zuiani (36.60), con il torinese Davide Manenti (36.45) a fare da terzo incomodo. Nel mezzofondo c’è attesa per la prova del 15enne di Osimo Giueppe Lomartire, accreditato di 2:34.4 sui 1000 metri (al Festival dell’Unità di Rimini, il 24 luglio), sesta prestazione di sempre per la categoria. Vedremo se il marchigiano saprà difendersi dall’assalto del trentino Giordano Benedetti (2:38.0). Più fluida la situazione sui 2000, dove però i più accreditati sembrano il siciliano Giovanni Fortino e il lombardo Michele Mormino, forse lo specialista più continuo in stagione. Sui 100 ostacoli il veneto Alberto Amadi è il chiaro favorito, dall’alto del suo 13.39 (sesto di sempre), ma anche il marchigiano Iacopo Palmieri, in grande progresso, può dire la sua. Sui 300 con barriere si attende il duello tra il bergamasco dell’Estrada Dorino Sirtoli (40.01) e la coppia laziale formata dal reatino Riccardo Poggianella (40.24) e Claudio Cafiero di Pomezia (40.2). Ancora nessuno ha infranto in stagione il muro dei 40 secondi. Salti finora in tono minore nella stagione: ci potrebbero però essere miglioramenti importanti proprio in questa occasione, se le condizioni ambientali saranno favorevoli. In particolare nell’alto è atteso il reggiano Lorenzo Vezzani (1,92), che avrebbe potuto cimentarsi con successo anche in un altro paio di specialità. Nell’asta ancora nessuno si è affacciato ai 4 metri, ma è da tenere d’occhio una coppia di giovanissimi classe ’90 di scuola Fiamme Gialle Simoni: si tratta di Matteo Barois e Atoll Lau. Da Riva del Garda, altro centro storico della specialità, arriva Alessandro Pedercini (3,80 anche per lui), mentre non sembra nella forma dello scorso anno l’umbro Matteo Costanzi, che a Orvieto 2003 arrivò sul podio. Situazione estremamente incerta nel lungo: si fa forse preferire il veneto Tommy Peron, dal momento che il capolista stagionale, il pugliese Daniele Greco (6,54), ha optato per il triplo dove è ugualmente favorito dall’alto del suo 13,75. Due giovanissimi, entrambi classe ’90, attesi anche nei lanci: si tratta del molisano Stefano Vetere – 17,28 nel peso – e di Daniele De Santis, prodotto della fertilissima scuola ascolana del disco, unico a superare i 40 metri quest’anno (42,30 a inizio settembre). Nel martello c’è la novità del calabrese Paolo Tetto (57,51), mentre la gara di più alto livello tecnico complessivo sembra essere quella del giavellotto. Intanto ci sono da verificare le condizioni del siracusano Emanuele Sabbio, già secondo nel 2003 (e autore nella scorsa stagione di un interessante 60,93): dopo un buon inizio di stagione il siciliano ha avuto qualche problema e ora deve rincorrere avversari accreditati come il friulano Pier Paolo Bembich (58,52), il toscano Giacomo Puccini (58,80) e il forlivese Alessandro Sansoni (58,02). Nel pentathlon i migliori sono il toscano Matteo Dotolo il ligure Nicolò Castro, mentre nella marcia la lotta sembra davvero apertissima ad ogni esito: c’è ovviamente Andrea Adragna (19:11.5), esponente della scuola bergamasca che ha dominato le ultime stagioni, ma ci sono anche gli allievi del fiorente centro di attività delle Fiamme Gialle Simoni, Fabrizio Barcherini e Gianluca Lambusta, quest’ultimo del ’90. In campo femminile si presentano diversi elementi che già lo scorso anno arrivarono sul podio e ora cercano una conferma. Ad esempio la romana Ilenia Draisci, terza sugli 80 ad Orvieto, ma in difficoltà in questa stagione di fronte ai progressi di ragazze come la bergamasca Mara Angioletti (10.02) e la veneziana Elena Menegaldo (10.08), allenata dall’ex tecnico di Manuela Levorato, Mario Del Giudice. Andando con ordine, segnaliamo la presenza di un terzetto di 14enni terribili nei 300 metri: la marchigiana Lara Corradini (41.0), la lombarda Laura Favero (41.22) e la ragazza di Bra Lucrezia Tavella (41.44) – tutte al primo anno di categoria – si presentano minacciose al cospetto della favorita Elisa Romeo, la milanese accreditata di 40.90. Nel mezzofondo buone individualità, sulla scorta di una crescita del settore negli ultimi anni che dovrebbe portare nel prossimo futuro anche all’auspicato ricambio generazionale a livello assoluto. La veneta Serena Poser (2:56.8) è la capolista dei 1000 e si è dimostrata in buona forma nei recenti regionali: sotto i 3 minuti anche la lombarda Alice Leggerini (2:59.3). I 2000 metri si presentano come una prova molto incerta: la romana dell’Airone Federica Coppola ha dalla sua il miglior tempo stagionale (6:36.7). ma dovrà vedersela con una muta di inseguitrici piuttosto agguerrite, come la piemontese Federica Scidà e la barlettana Veronica Inglese (quest’ultima del ’90), entrambe accreditate di 6:44.7 in stagione. Ancora nessuna ostacolista sotto i 12 secondi quest’anno sugli 80 con barriere: la toscana Camilla Meciani, che lo scorso anno vinse gli Studenteschi a Rieti, ha corso in 12.07. La marchigiana di Chiaravalle Erica Marziani, già seconda lo scorso anno, appare invece la favorita nei 300 ostacoli (44.7). La protagonista assoluta del settore salti appare essere l’ascolana Federica De Santis, esponente della scuola dell’Asa che ha già prodotto la finalista dei Mondiali juniores di Grosseto, Vanessa Alesiani: nelle liste all-time del triplo la marchigiana, con il suo 12,41 del Meeting del Terminillo, è seconda solo a Simona La Mantia (primatista di categoria con 12,71). Numerose ragazze sono però pronte a farle lo sgambetto, in caso di contro-prestazione. Paiono meno ricche di protagoniste le altre prove di salti, anche perché lo scorso anno ci furono personaggi da copertina come la citata Monica Cuperlo, la lunghista Silvia Lepore e le astiste Cinini e Cargnelli. In ogni caso le gare si prospettano aperte a molteplici soluzioni. Nei lanci ci sono almeno tre chiarissime favorite: nel peso la sambenedettese Aurora Narcisi (13,61), nel disco la friulana Tamara Apostolico (40,47, l’ex pallavolista di Udine è la sesta cadetta italiana della storia a superare i 40 metri) e la campana Adriana Capodanno nel giavellotto (46,42, quarta di sempre nella categoria). Al contrario, il martello è piuttosto incerto e la lotta tra la marchigiana Valentina Michelini, la friulana Federica Cossa e le altre pretendenti si consumerà all’ultimo lancio. Forte già di un secondo posto nel 2003, la viterbese Mara Misuraca è diventata la marciatrice più costante di questa stagione: il suo 14:41.8 del Trofeo Liberazione è risultato importante per la categoria. Dovrà però vedersela soprattutto con le due siciliane Lucia Occhipinti e Nadia Boukhrissi, accreditate di risultati a ridosso del muro dei 15 minuti. Nel pentathlon, infine, l’emiliana Maria Elena Martino (3.826) sarà insidiata dalla marchigiana Lara Gambini (3.720), che ha puntato sui multipli pur potendo far valere le sue doti anche nell’alto, dove vanta 1,65. Da seguire anche la lombarda Martina Cesco (3.793). Raul Leoni Foto Archivio Fidal


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