Tortu 10.10, quarto tra i big di Oslo nei 100

13 Giugno 2019

In Diamond League l'azzurro centra lo standard per i Mondiali di Doha: "Molto contento, una bella conferma". Coleman miglior tempo al mondo del 2019 in 9.85. Il norvegese Warholm 47.33, record europeo dei 400hs


 

di Marco Buccellato

Nella quinta tappa della IAAF Diamond League, a Oslo, quarto posto di Filippo Tortu in 10.10 (0.9) nei 100 metri, battuto da un Christian Coleman in stato di grazia che in 9.85 fulmina la pista e firma il miglior tempo mondiale del 2019. Nella serata dei Bislett Games vengono realizzati altri cinque mondiali stagionali, ma l'acuto che entusiasma il pubblico è dell'idolo di casa Karsten Warholm, che centra uno storico record europeo sui 400 ostacoli in 47.33, migliorando il 47.37 del francese Stéphane Diagana ottenuto a Losanna nel 1995. A registro le migliori prestazioni mondiali di Mariya Lasitskene nell'alto donne (2,01), sui 3000 metri maschili con l'etiope 19enne Selemon Barega (7:32.17), nei 3000 siepi donne con successo negli ultimi metri della keniana Norah Jeruto Tanui (9:03.71, record del meeting) sulla primatista mondiale Beatrice Chepkoech (9:04.30), nel triplo donne vinto dalla colombiana Caterine Ibarguen con 14,79 (-0.2), e nel conclusivo Dream Mile vinto dal fenomenale agonista polacco Marcin Lewandowski in 3:52.34 (record nazionale). Gran gara sui 400hs donne di Sydney McLaughlin che in 54.16 beffa sul traguardo l'altra statunitense e oro di Rio 2016 Dalilah Muhammad (54.35), i 100hs vanno all'altra ostacolista USA Christina Clemons-Manning in 12.69 (1.1), i 200 a Dafne Schippers in forma crescente (22.56/-0.7). Asta uomini allo statunitense Sam Kendricks con 5,91, quarto il campione d'Europa Armand Duplantis (5,81). Giavellotto maschile vinto dal tedesco Johannes Vetter con 85,27, peso donne alla cinese Gong Lijiao con 19,51. Nelle altre gare, 800 uomini al portoricano Ryan Sanchez (1:46.34), 800 donne all'ugandese Halimah Nakaayi (2:01.93). Per la sesta tappa del circuito, l'appuntamento è domenica 16 giugno a Rabat.

TORTU C'È - Filippo Tortu è quarto sui 100 metri di Oslo, quinta tappa della IAAF Diamond League, con il tempo di 10.10 (vento +0.9). L’azzurro parte bene in sesta corsia ma è lo statunitense Christian Coleman a schizzare dai blocchi e impressionare con un'accelerazione particolarmente efficace. Il brianzolo delle Fiamme Gialle, 21 anni da compiere tra due giorni e primatista italiano (9.99 nella scorsa estate), non perde fluidità nell'azione e mostra una dinamica migliore di quella dei 200 metri al Golden Gala di Roma, chiudendo con lo standard di iscrizione per i Mondiali di Doha, la migliore prestazione nazionale del 2019 e il settimo risultato della carriera. Davanti è Christian Coleman a dominare e prendersi il crono più veloce della stagione in 9.85, davanti al cinese Xie Zhenye (10.01) e all'altro sprinter USA Michael Rodgers (10.04). Infortunato e ultimo il britannico Reece Prescod (10.76).

“QUARTO TRA 8 DEI MIGLIORI AL MONDO” - “Sono molto contento, non era facile dopo Roma - le parole di Tortu - e dopo la fatica dei 200 metri che non correvo da tanto. Stasera è stata un’ottima prova, a un decimo dal personale: una bella conferma. Essere arrivato quarto contro otto degli atleti più forti al mondo, e primo tra gli europei, è una buonissima cosa. Ora pensiamo alle prossime gare e andiamo avanti con il percorso verso Doha”.

VIDEO | IL 10.10 DI FILIPPO TORTU NEI 100 METRI A OSLO, COLEMAN 9.85

WARHOLM RECORD EUROPEO 47.33 - Il vichingo campione del mondo dei 400 ostacoli Karsten Warholm fa impazzire il Bislett, pur nel duello mancato con il qatariano Samba (out per infortunio). Parte da par suo, mangiando subito la corsia al suo esterno, domina e abbatte il pur bravissimo Kyron McMaster, unico a cercare di opporgli resistenza, e non cede nel finale, volando in 47.33, nuovo record europeo dopo 24 anni, sottratto al francese Stéphane Diagana, che nel meeting di Losanna del 1995 corse in 47.37. Warholm, che deteneva il record europeo under 23 con 47.64, firma anche il primato del meeting e la tredicesima prestazione di sempre al mondo. McMaster cede e chiude terzo in 49.12, superato sul traguardo dall'irlandese Thomas Barr (49.11). Oltre un secondo e mezzo tra il fantastico norvegese e gli avversari. Resta il rammarico per la sfida saltata con Samba, che chissà cosa avrebbe incorniciato.

Mariya Lasitskene, che fuori dalla Russia non perde dal meeting di Rabat di undici mesi fa, si concede una debolezza a 1,94 prima di salire immacolata a 1,96 e 1,98, misura dove la svedese Erica Kinsey (bravissima a 1,96) e la bulgara Mirela Demireva (1,94) si arrendono. Alla terza la Lasitskene ritrova la velocità nella rincorsa, meno presente nelle prime due prove, e centra il 2,01 della miglior misura stagionale mondiale.

Non esprime la stessa qualità nelle tre prove a 2,03, ma si conferma l'indiscussa regina della pedana.

Gran bel 3000 uomini vinto con autorità dall'etiope 19enne Selemon Barega, che a due giri dalla fine si accoda all'ugandese campione del mondo di cross Joshua Cheptegei, e lo precede in brillantezza in 7:32.17, miglior crono del 2019 e record personale. Al personale anche Cheptegei (7:33.26), il keniano Nicholas Kimeli (7:34.85), e il volpone norvegese Henrik Ingebrigtsen, che migliora il record nazionale in 7:36.85, record europeo stagionale. Primato mondiale stagionale anche sui 3000 siepi femminili, vinti con parziale sorpresa dalla keniana Norah Jeruto Tanui, che in 9:03.71 brucia sul traguardo la primatista del mondo Beatrice Chepkoech (9:04.30) e ritocca il primato del meeting. Tris keniano completato dall'ex iridata Hyvin Kiyeng in 9:07.56, che vince il duello per il terzo posto contro la statunitense oro mondiale in carica Emma Coburn (9:08.42). Più dietro la tedesca Krause diventa capolista europea dell'anno (9:20.31), record nazionali per la slovena Mismas (9:20.27) e per la danese Moller (9.24.21).

Il meeting regala l'emozione finale con un gran Dream Mile, vinto all'ultimo metro dal polacco campione europeo indoor Marcin Lewandowski, che infila il keniano Vincent Kibet e chiude con il primato nazionale e miglior crono mondiale del 2019 di 3:52.34. Kibet (3:52.38) e il gibutiano Souleiman (3:52.66) a loro volta resistono al ritorno del duo USA Gregorek (3:52.94) e Murphy (3:52.97), che negli ultimi metri superano l'attesissimo campione d'Europa all'aperto Jakob Ingebrigtsen, sesto in 3:53.04. Dalla pedana del triplo ennesima prova di autorità dell'olimpionica Caterine Ibarguen. La colombiana riprende la gara al quinto salto con il 14,79/-0.2 che le vale la miglior misura mondiale dell'anno, e lascia il secondo posto alla quarta di Rio 2016, la statunitense Keturah Orji (14,53/1.2). Terza la giamaicana Shanieka Ricketts, che deteneva la world lead stagionale, con 14,41/1.5.

Grande impressione da Sydney McLaughlin: alla seconda esperienza in Diamond League, la primatista del mondo U20 lascia scatenare l'olimpionica vincitrice al Golden Gala Dalilah Muhammad, partita a razzo, rinviene nel finale e la supera in prossimità del traguardo. Ottimo 54.16 per la McLaughlin, 54.35 per la Muhammad, con poker Made in USA completato da Shamier Little (54.67) e dall'iridata Kori Carter (55.67). Quinta e migliore delle europee la norvegese Iuel, in 55.80. Sui 100hs va fuori per falsa partenza l'oro olimpico Brianna McNeal, ma la gara resta in mani americane con il successo di Christina Clemons-Manning in 12.69 (1.1), quasi raggiunta sul finish da Sharika Nelvis (12.74), un decimo meglio dell'oro europeo Elvira Herman (12.84).

Anche a Oslo Sam Kendricks non tradisce. Vince una gara non facile contro fior di avversari con 5,81, poi salta con un po' di fortuna anche i 5,91. Si concede un tentativo a 6,01, prima di godersi il meritato applauso del Bislett. Armand Duplantis perde ancora, dopo la sconfitta nelle finali NCAA di Austin, supera 5,81 alla terza prova e viene preceduto, a parità di misura, dal polacco Lisek e dall'altro statunitense Cole Walsh, che sale al primato personale. Una Dafne Schippers in ripresa, confermata dopo la vittoria sui 100 metri a Hengelo, fa suoi i 200 in 22.56/-0.7, dominando come nei momenti migliori, seppur lontana dai picchi di velocità mostrati in passato. L'olandese precede la canadese Crystal Emmanuel (22.89) e la sprinter USA Jenna Prandini (23.10).

Il giavellotto uomini va a uno dei quattro tedeschi presenti, il campione del mondo in carica Johannes Vetter, che fa sua la gara al primo lancio (85,27), poi dopo un nullo lascia la competizione per problemi fisici. L'estone Magnus Kirt (84,74) e il primatista di Taipei Cheng Chao-Tsun offrono il meglio nei primi due lanci (84.74 e 84,30 rispettivamente), e chiudono secondo e terzo in una giornata poco favorevole ai vari Hofmann, Rohler e Seifert. Nel peso donne successo della cinese campionessa mondiale Gong Lijiao con 19,51, che rimette in parità la classifica di specialità con la lanciatrice USA Chase Ealey, oggi seconda con 19,20. Terza a sorpresa la svedese Fanny Roos con 18,75, meglio delle supertitolate Schwanitz e Carter. Nelle altre gare extra, 800 uomini al portoricano Ryan Sanchez in 1:46.34, che supera negli ultimi 30 metri la presunta lepre Cornelius Tuwei (1:46.52), e 800 donne all'ugandese Halimah Nakaayi in 2:01.93 sulla svizzera Selina Buchel (2:02.32) in una gara non povera di contatti e inciampi, con la britannica Sharp costretta al ritiro.

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