Tallinn: oro, argento e bronzo per chiudere




 

Nella giornata di chiusura degli Europei juniores gli azzurri della 4x400 fanno la storia: mai un quartetto azzurro, a nessun livello, aveva conquistato l'oro in questa specialità all'aperto. Stavolta ci sono riusciti Michele Tricca, Paolo Danesini, Alberto Rontini e Marco Lorenzi, in testa alla gara dal primo all'ultimo metro e capaci di migliorare un primato italiano vecchio di 28 anni (3'06"46 contro 3'06"95 degli Europei juniores di Schwechat 1983). Ma non è stata l'unica medaglia raccolta dagli azzurri in questo fantastico pomeriggio al Kadriorg Stadium: la prima arriva da José Bencosme, per tutti "Negi", che coglie il bronzo nei 400hs (personale di 50"30, nonostante un'incertezza sull'ultimo ostacolo, in una gara stellare vinta dal tedesco Konigsmark con 49"70). Poi arrivano all'argento le ragazze della 4x100 - Oriana De Fazio, Irene Siragusa, Anna Bongiorni e Gloria Hooper - che riscrivono per la seconda volta in giornata il primato italiano (da 44"56 della batteria a 44"52 che vale il podio) in una finale storica per il record europeo tolto dalle tedesche (43"42) ad un quartetto dell'ex Germania Est (43"48 ai Mondiali juniores di Sudbury '88). Manca l'appuntamento con la medaglia Alessia Trost, 4^ nella finale dell'alto dove s'impone la storica rivale Mariya Kuchina. Solo sesti i ragazzi della 4x100, peggioratisi rispetto al mattino.

LA CRONACA DELLA GIORNATA

4x100m F (batterie-semifinali): da lustrarsi gli occhi. Già nei 200 metri le ragazze italiane avevano destato un'eccellente impressione e anche la prima frazione di Oriana De Fazio risulta efficace, pur se potrebbe indurre in errore il confronto visivo con la mostruosa olandese Dafne Schippers (vincitrice dell'eptathlon, ma qui avrebbe potuto mettere insieme forse tre o quattro podi importanti nelle singole prove: tra 100, 200, 100hs e lungo). Irene Siragusa è straordinaria come ieri, Anna Bongiorni molto più convinta e Gloria Hooper insegue Jamile Samuel fin sul traguardo senza mollare un centimetro. Alla fine le olandesi sarebbero davanti per 3/100 (44"53), ma poi vengono squalificate per il secondo cambio fuori settore. E così le azzurre si ritrovano proiettate in una prospettiva da medaglia, a suon di primato italiano: 44"56 contro 44"72 del quartetto che sfiorò il podio a Kaunas 2005 (l'aria del Baltico deve ispirare le nostre velociste). Nell'altra semifinale solo la Germania, molto quadrata, fa meglio di Hooper e compagne (43"83).
4x100m M (batterie-semifinali): Galbieri parte bene, ma il primo cambio con Spotti è davvero troppo lungo. Invece il secondo, con Tortu, viene fuori schiacciato: e meno male che il lombardo si conferma in ottima condizione dopo le brillanti esibizioni sui 200 di ieri e quindi Angelini può portare a casa la qualificazione senza patemi dietro i britannici (che non schierano il due volte medagliato Bolarinwa in batteria). Nell'altra succede il classico pasticcio, anzi ne accumulano in serie sia i tedeschi (primo cambio fuori settore) sia gli spagnoli (ai quali non riesce la consegna del testimone all'ultimo frazionista). E così gli azzurri approdano in finale con il 3° tempo del turno, un 40"54 che altrimenti non sarebbe memorabile: un'occasione che merita di essere sfruttata a dovere.
400hs M (finale): tanta gente viene per vedere Rasmus Magi, una delle residue speranze estoni di medaglia insieme con la giavellottista Liina Laasma. Dopo la combattutissima semifinale di ieri, José Bencosme (per tutti "Negi") è in seconda corsia e ha davanti tutti gli altri co-favoriti. La distribuzione è ottimale, 13 passi fino al sesto, poi 14 e soprattutto un'impressione di grande facilità ed efficacia nell'azione dell'azzurro: all'ingresso del rettilineo sembra addirittura leggermente avanti al capolista stagionale Konigsmark. Poi rinviene il belga Vanhaeren - che aveva battuto Bencosme in una bella finale dell'Eyof a Tampere 2009 - e "Negi" ha una leggera incertezza prima dell'ultima barriera, che lo costringe a giocare sulla difensiva per salvare almeno il bronzo. Raccolto il tricolore e festeggiato dai compagni in curva, il piemontese di origini dominicane è però raggiante: "Sono contentissimo, anche se quell'errore sull'ultimo ostacolo mi ha fatto tagliare il passo e perdere velocità. Però questa medaglia è la dimostrazione che quest'anno sono cresciuto tantissimo". Una dedica speciale? "Per la mia famiglia e il mio allenatore che è qui a Tallinn, ma soprattutto per la mia ragazza Elisa: vorrei che fosse qui con me per goderci insieme questo momento". Ora un momento di riposo, magari una vacanza al mare, e poi? "Ad agosto voglio provare a vedere quanto valgo sui 400 piani in un meeting di buon livello: anzi, ci tengo a dire che ho sempre fatto parte del gruppo della staffetta e ora vado in tribuna a fare il tifo per i miei compagni che tra poco disputeranno la finale".
4x100m F (finale): dopo l'impresa mattutina, le ragazze azzurre si ripetono pari pari nella gara che vale una medaglia. Qualcosa da ricordare per la vita, perché un argento così non si scorda. Le cifre parlano di un nuovo record italiano dopo quello della batteria, da 44"56 a 44"52, ma soprattutto si tratta di festeggiare un podio storico. Come storica è la finale che consegna al quartetto tedesco l'oro e il primato europeo juniores con 43"42: pensate, il precedente era dell'ex Germania Est (!), 43"48 ai Mondiali juniores di Sudbury 1988. Ma torniamo alle nostre ragazze: eguagliato il piazzamento di Nyiregyhaza '95, della staffetta guidata all'argento dall'esordiente Manuela Levorato. Qui la forza è quella del gruppo e basta vedere le azzurre sfilare accanto alle gigantesche britanniche nella zona mista: "E sì, le abbiamo battute - dicono all'unisono - anche se sono alte in media 15 centimetri più di noi: per fortuna c'è Gloria che la alza un po'". Ma oggi non ce n'era per nessuno, nemmeno per Jodie Williams e compagne: le quattro italiane si sono presentate ai blocchi sul piede di guerra, con strisce blu sulle guance a mo' di guerrieri pellirosse: "Non eravamo disposte a cedere neanche un metro". Un pensiero per ciascuna: con Gloria ("Per Colui che mi guarda da lassù ..."), Anna ("Soprattutto una dedica per mio padre", anche perché Giovanni Bongiorni fallì il podio arrivando 4° con la 4x400 juniores ad Atene '75), Irene ("per la mia allenatrice e per Hassane, l'ostacolista che non ha potuto essere qui") e Oriana ("Per la mia famiglia").
4x100m M (finale): un podio letteralmente buttato via, ma rientra nella logica delle cose sportive. Un quartetto messo su un po' alla meglio, tra atleti infortunati e altri fuori condizione, peggiora nettamente la prestazione della batteria: bastava migliorare di una frazione di secondo e sarebbe arrivato il bronzo. Cambio lungo tra Galbieri e Spotti, esattamente come al mattino (se non peggio ...), poi il cremonese corre come può in questo momento. Tortu non è brillante come al mattino, ma a quel punto la situazione è già compromessa e Angelini porta solo al traguardo il testimone di una prestazione collettiva da dimenticare.
Alto F (finale): la "capitana" Alessia Trost merita semplicemente un applauso per quello che è riuscita a fare in questo momento. Resta il rammarico per una possibile medaglia sfuggita, ma bisogna dare credito al doppio miglioramento della tedesca Kampschulte: né più né meno quello che successe a Novi Sad 2009, dove Elena Vallortigara perse il bronzo per il triplo progresso della montenegrina Marija Vukovic (qui solo 8^). Nuovamente sul podio Mariya Kuchina, tornata di prepotenza regina della specialità dopo una qualificazione un po' tentennante. All'argento la lituana Airine Palsyte, una delle atlete straniere in cima alle preferenze dei ragazzi azzurri per la sua avvenenza.
Lungo F (finale): la gara più povera di iscritte, visto che altre possibili protagoniste hanno scelto di cimentarsi in altre prove (compresa l'olandese Schippers, potenziale candidata al titolo anche qui: ma intanto ha portato a casa l'oro dell'eptathlon). Niente qualificazioni e così Anna Visibelli ha dovuto concentrarsi unicamente per questo momento durante tutta la permanenza a Tallinn: col risultato di presentarsi oggi in pedana chiaramente scarica. Peccato.
4x400m M (finale): quando parte l'ultima gara del programma l'atmosfera è bollente, perché la giavellottista estone Liina Laasma ha appena vinto l'unica medaglia del Paese ospitante - un oro, peraltro - con l'ultimo lancio della sua finale. Ma è solo l'antipasto di un momento d'oro per l'atletica italiana: perché vincere un titolo europeo nella 4x400, per di più con il ruolo dei favoriti ed il piglio dei dominatori, è una cosa che non era mai accaduta. Un quartetto che rappresenta un intero Paese: Michele Tricca è piemontese, Paolo Danesini lombardo, Alberto Rontini romagnolo e Marco Lorenzi trentino. Senza contare il pugliese Vito Incantalupo, che ha dato il suo apporto in batteria e sicuramente tornerà utile il prossimo anno: quando i ¾ di questa formazione (salvo Danesini, classe '92) sarà ancora eleggibile per i Mondiali juniores di Barcellona. Vogliamo parlare del dato tecnico? Facciamolo, visto che il 3'06"46 di oggi migliora dopo la bellezza di 28 anni uno storico primato italiano di categoria (3'06"95 agli Europei di Schwechat '83). I parziali dei frazionisti, decimo più decimo meno, danno 46"4 per Tricca, 46"9 per Danesini, 46"8 per Rontini e 46"2 per Lorenzi: una gara tutta condotta in testa, a fare da lepri per una muta di cani che non è mai riuscita ad avvicinarsi a meno di 10 metri. Una vittoria anche tattica, visto che i tedeschi avevano schierato i loro uomini migliori nelle prime due frazioni proprio per scongiurare la fuga degli azzurri e i russi avevano messo in ultima Uglov, la bestia nera di Marco Lorenzi, per l'estremo tentativo di recupero. Un trionfo per la curva italiana, che attendeva questa vittoria per rivalutare ancor di più un Europeo che ha avuto momenti magici soprattutto dalle punte della formazione: ma che, in questo caso, chiama in causa il concetto di gruppo. Una posizione dalla quale nessuno dei protagonisti è disposto a derogare: segno che ci credono sul serio. Anche le dediche sono improntate al segno della tradizione: famiglia, tecnici e compagni di fatiche in allenamento. Perché questa è la realtà che i ragazzi d'oro conoscono meglio. Gridano in coro: "Siamo Campioni d'Europa", all'aperto non c'era mai riuscito nessun quartetto in maglia azzurra. L'unico precedente che si possa avvicinare? Forse la vittoria in Coppa Europa a Zagabria '81: ma questa è tutta un'altra storia.

I RISULTATI DEGLI AZZURRI

4x100m F (batterie-semifinali): (1)b1 Italia (Oriana De Fazio, Irene Siragusa, Anna Bongiorni, Gloria Hooper) 44"56 (NJR, 2^, Q)
4x100m M (batterie-semifinali): (2)b1 Italia (Giovanni Galbieri, Sebastiano Spotti, Giacomo Tortu, Lorenzo Angelini) 40"54 (3^, Q)
400hs M (finale): 1.Varg Konigsmark (GER) 49"70, 2.Stef Vanhaeren (BEL) 50"01, 3.JOSE' BENCOSME 50"30 (PB)
4x100m F (finale): 1.Germania 43"42, 2.ITALIA (Oriana De Fazio, Irene Siragusa, Anna Bongiorni, Gloria Hooper) 44"52 (NJR), 3.Gran Bretagna 45"00
4x100m M (finale): 1.Francia 39"35, 2.Gran Bretagna 39"48, 3.Polonia 40"42, 6.ITALIA (Giovanni Galbieri, Sebastiano Spotti, Giacomo Tortu, Lorenzo Angelini) 41"15
Alto F (finale): 1.Mariya Kuchina (RUS) 1.95, 2.Airine Palsyte (LTU) 1.91, 3.Nadja Kampschulte (GER) 1.88, 4.ALESSIA TROST 1.85 (1.72/1 1.77/1 1.81/1 1.85/1 1.88/xxx)
Lungo F (finale): 9.ANNA VISIBELLI 5.80 (0.0)
4x400m M (finale): 1.ITALIA (Michele Tricca, Paolo Danesini, Alberto Rontini, Marco Lorenzi) 3:06.46 (NJR), 2.Russia 3'07"47, 3.Germania 3'08"56

Raul Leoni

Nella foto in alto la 4x400, oro europeo e primato italiano, Michele Tricca, Paolo Danesini, Alberto Rontini e Marco Lorenzi; sotto le ragazze, argento e record nazionale con la 4x100,  Oriana De Fazio, Irene Siragusa, Anna Bongiorni e Gloria Hooper (foto Giancarlo Colombo/FIDAL)

File allegati:
- RISULTATI/live results
- Le FOTO della QUARTA GIORNATA/Photos



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