Suhr vola sotto il tetto: 5,03 record!

31 Gennaio 2016

L'olimpionica statunitense ha appena migliorato a 5,03 il primato mondiale indoor a soli 3 centimetri dal 5,06 all'aperto della Isinbayeva


 

di Giorgio Cimbrico

Jenn Suhr è coetanea di Yelena Isinbayeva, e così non rimane da constatare che per le saltimbanche dell’atletica il 1982 sia l‘annata più pregiata. A onor del vero, fu un grande anno anche per i Grand Cru francesi, quei rossi per i quali qualcuno è pronto a svenarsi e a impegnare cifre a tre zeri, in euro, dollari o sterline. I cinque metri sono stati toccati o superati solo e soltanto da loro. In ordine cronologico, la ragazza di Volgograd (sei volte all’aperto e due al coperto) e la stangona alta sei piedi, 1,83, di Fredonia, New York (due volte, entrambe indoor, entrambe con limite mondiale) che quando giocava per lo Wesleyan College marciava a 24 punti e a 8 rimbalzi a partita e che poco prima del suo 34° compleanno (5 febbraio) si è fatta un bel regalo piantandosi ancora più saldamente in testa la corona di regina d’inverno.

Il 5,03 di Brockport – da non confondere con Brockton, dove nacque Rocky Marciano – è il decimo volo oltre il muro e si colloca a tre centimetri dalla più alta quota sorvolata da donna, il 5,06 zurighese di Lena. “Singolare che il record mondiale sia venuto in un piccolo meeting ma io in realtà non mi stupisco: Jenn è capace di tutto e soprattutto sono convinto che possa andare più in alto. Con un’atletica sotto il fuoco, credo sia un risultato che riporta un po’ di sereno”: le parole sono di Rick Suhr, ex-astista, allenatore e marito di Jenn che al mondo è venuta con un nome molto lungo e nettamente più complicato: Stuczynski, figlia e nipote di  negozianti di evidente origine polacca.

Sin da ragazzina, una frenetica tuttofare. Dite uno sport e lei l’ha fatto: softball, calcio, basket, pentathlon: per la propria scuola in America si fa questo e altro. Con il salto con l’asta comincia sul serio nel 2004 e tre anni dopo arriva la prima svolta secca: con 4,84 si impadronisce per un centimetro del record americano di Stacy Dragila, considerata una delle depositarie della giovane specialità e salita per due anni, con 4,81, sul trono del mondo prima di venir spazzata da Svetlana “Pel di Carota” e soprattutto dall’implacabile Lena dagli occhioni blu. Jenn è lanciata e in poco tempo è già in grado di portarsi a 4,88 e di andare a sfidare l’assoluto ma 5,02 le resiste.

A parte l’argento di Pechino 2008, le posizioni importanti sul podio arrivano dopo aver passato il promontorio dei 30 anni: seconda a Mosca 2013, nella miracolosa giornata di una Isinbayeva simile alla fenice, capace di risorgere dalle proprie ceneri e di trascinare il pubblico in un indimenticabile “homenaje”, e soprattutto campionessa olimpica a Londra, dopo aver concluso a pari misura, 4,75, con la piccola e tonica cubana Yarisley Silva. Lena è cinque centimetri più in basso, terza. Prossima puntata e prossimo assalto, asta in resta, il 14 febbraio a Boston. Sarebbe bello domandarle se a Rio gradirebbe incontrare Lena, al momento bandita. Uno scontro tra vecchie regine, un doppio canto del cigno. Chissà.

SEGUICI SU: Twitter: @atleticaitalia | Facebook: www.facebook.com/fidal.it

IL VIDEO del RECORD del MONDO INDOOR di JENN SUHR | 5,03m a Brockport (30.01.2016)



Condividi con
Seguici su: