Segale da record 7.88 nei 60hs

16 Febbraio 2014

Ai Tricolore Allievi Indoor di Ancona l'ostacolista lombardo riscrive la MPI di categoria come la 4x200 femminile della Pro Sesto Atletica (1:43.14)

 

Si chiudono con due miglior prestazioni italiane di categoria i Tricolore Allievi Indoor di Ancona. Al Banca Marche Palas Gabriele Segale (Atl. Bergamo 1959 Creberg) con  7.88 si prende il limite nazionale dei 60hs indoor che apparteneva a Ivan Mach di Palmstein (7.91 a Modena, 8 marzo 2009). Il lombardo, allenato a Brembate da Angelo Alfano, già in semifinale era arrivato a tre centesimi dal record. L’altro primato è quello della 4x1giro della Pro Sesto Atletica, che con due campionesse tricolori individuali nella formazione (Ilaria Verderio oro sui 200 e Sofia Bonicalza prima sui 60) corre in 1:43.14 e abbassa la miglior prestazione italiana under 18. Ma sono numerosi i risultati capaci di insediarsi ai piani alti delle liste alltime di categoria. Nel peso Leonardo Fabbri (Atl. Firenze Marathon) con un lancio da 18,68 diventa il terzo allievo di sempre in sala, dietro a due protagonisti delle scorse stagioni come Sebastiano Bianchetti e Daniele Secci. L’ottocentista Elena Bellò (Atl. Vicentina) regola i 400 in 56.12 (è la quarta Allieva di sempre sulla distanza) con Brayan Lopez emulo fra i maschi in 49.75 e Chiara Ferdani (Spectec Duferco Carispezia) a 2:55.98 nei 1000 (quarta alltime). Si mette in luce poi Maria Salvan (Fiamme Oro Padova), che in una combattuta gara di triplo si migliora di 70 centimetri sino a 12,63, meritandosi per la grinta agonistica anche i complimenti del campione europeo di salto triplo Daniele Greco.

CDS ALLIEVI A PAVIA E BERGAMO - Sono entrambi lombardi i club che svettano nella classifiche dei Campionati di Società Indoor di categoria scaturite dalla due giorni tricolore di Ancona. Tra gli Allievi al primo posto la Cento Torri Pavia (60,5 punti) su Atl. Bergamo 1959 Creberg (53) e Atletica Vicentina (46). Al femminile, invece, l'Atletica Bergamo 1959 Creberg (68 punti) prevale su Pro Sesto Atletica (51) e Fiamme Oro Padova (45,5). CLASSIFICHE COMPLETE

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IL RACCONTO DELLE GARE

4x200 M - L’ultimo tricolore della manifestazione va all’Atletica Cento Torri Pavia, prima in 1:32.61 con una staffetta composta per tre quarti da atleti non ancora in possesso della cittadinanza italiana: Christian Bapou (nato in Costa d’Avorio, residente a Zanica in provincia di Bergamo), Chiebuka Ihemeje (di origine nigeriana ma nato a Carrara, abita a Verdellino nel Bergamasco), Ponnavela Dayawansa (nato in Sri Lanka, da 13 anni in Italia, a Casale Cremasco) e infine Danny Legramandi, di Caravaggio, secondo classificato nei 200 metri. Un team che si allena a Treviglio, proveniente dal vivaio dell’Atletica Estrada sotto la guida tecnica di Paolo Brambilla. Argento all’Atletica Bergamo 1959 Creberg (Marco Ruggiero, Gabriele Segale, Andrea Lucchini, Andrea Federici), 1:33.71, terza l’Atletica Avis Macerata (Nicola Cesca, Massimiliano Sileoni, Francesco Ranzuglia, Andrea Scattolini), 1:34.17.

Asta F - E’ il primo titolo nazionale in sala della tarantina Francesca Semeraro (Alteratletica Locorotondo): protagonista di un concorso senza errori fino a 3,65, l’allieva di Danilo Diana supera 3,70 alla seconda prova (quinta italiana di sempre indoor), a cinque centimetri dal personale all’aperto. La tricolore outdoor si prende così la rivincita sulla campionessa uscente Alissa Sverzut (Atl. Udinese Malignani), vincitrice nella passata edizione: oggi la friulana realizza comunque il proprio limite di 3,65 e anche la tricolore cadette Gaia Guadagnini (Atl. Piemonte) si migliora con 3,55.

4x200 F - Con due campionesse tricolori individuali nella formazione, la staffetta della Pro Sesto Atletica corre in 1:43.14 e abbassa la miglior prestazione italiana under 18. Il quartetto è lanciato da Caterina Dell’Orto, che passa il testimone a Sofia Bonicalza (oro sui 60), Alessia Lecchi e Ilaria Verderio (un’ora e venti minuti dopo la vittoria sui 200). Battuto quindi il tempo di 1:43.86 realizzato l’anno scorso dal Cus Parma (Branchi-Folorunso-Dall’Aglio-Ziliani ad Ancona, 24 febbraio 2013). Sul podio anche Atl. Bergamo 1959 Creberg (Agnese Capelletti, Sara Sinopoli, Chiara Vescovi, Alessia Pavese), 1:44.08, e Cus Trieste (Carolina Bertoldo, Miriam Martini, Nicla Mosetti, Adriana Pizzuti), 1:44.54.

Triplo M - Salto vincente al primo ingresso in pedana per l’emiliano Tobia Bocchi (Cus Parma): con 14,78 il campione italiano under 18 all’aperto, che nella passata stagione si è messo al collo la medaglia d’oro nella Gymnasiade di Brasilia, riesce a conquistare anche il tricolore indoor. L’anno scorso infatti gli era sfuggito (secondo in quell’occasione con 14,83 a parità di misura con Simone Forte), stavolta la concorrenza è a quasi un metro con l’argento per Fabio Camattari (Atl. Biotekna Marcon), cresciuto fino a 13,93 nel quinto salto, mentre Alberto Blasco (Trieste Atletica) è terzo con 13,87.

60 ostacoli M (finale) - Arriva un record italiano di categoria, per merito di Gabriele Segale (Atl. Bergamo 1959 Creberg): con 7.88 migliora di tre centesimi il limite nazionale che apparteneva a Ivan Mach di Palmstein (7.91 a Modena, 8 marzo 2009). Il risultato era nell’aria, dopo l’ottimo crono della semifinale (7.94), e l’ostacolista lombardo riesce ad ottenerlo con grande margine sulla concorrenza: secondo Federico Rossi (Atl. Udinese Malignani/8.05), al personal best davanti a Loris Manojlovic (Collection Atl. Sambenedettese/8.16), eclettico marchigiano di papà serbo. Il nuovo campione e primatista italiano era stato quinto nella scorsa stagione all’Eyof di Utrecht sui 100hs, mentre nel 2012 aveva conquistato il titolo nazionale cadetti sui 300hs. In ogni caso va ricordato che Eseosa Desalu nel 2011, prima di acquisire la cittadinanza italiana, aveva vinto un titolo allievi dei 60 ostacoli indoor in 7.86.

“Non ci credo, non ci credo, non ci credo!” Dopo l’arrivo è questo il mantra del neoprimatista dei 60hs indoor Gabriele Segale. “Non mi sarei mai aspettato un crono del genere, nemmeno dopo il 7.94 in semifinale”. Il lombardo di Curno, Allievo al secondo anno di categoria, si allena a Brembate (BG) con Angelo Alfano. In passato è stato valido interprete anche degli ostacoli medi (300hs e 400hs) prima di concentrarsi sulle barriere alte: “La prima volta che ho provato gli ostacoli... li ho odiati! Ho scoperto l’atletica in quarta elementare, e all’inizio con le barriere proprio non c’era feeling. Poi, piano piano…” Papà appassionato di motocross, mamma atleta in gioventù, Gabriele ha un fratello, Daniele, che prometteva bene in pista prima di passare al calcio. Ora Segale, cresciuto nella Pol. Brembate di Sopra e studente all'ITIS Marconi di Dalmine, sposta il mirino sulla stagione all’aperto.

Lo scorso anno a Jesolo è stato argento nei 110 ostacoli, battuto solo da Matteo Beria poi a Brasilia capace del primato italiano dei 400hs. Un podio fortunato.

60 ostacoli F (finale) - Pronostico rispettato in questa gara. Martina Millo (Polisportiva Triveneto Trieste) coglie un’ottima partenza e si lascia le avversarie alle spalle, come già accaduto nei turni precedenti, per chiudere in 8.74: il suo miglior crono di giornata, anche se il personale rimane a due centesimi. Secondo posto a Michela Veneziano (Osa Saronno) con 8.80, nella volata per il bronzo è Nicla Mosetti (Cus Trieste/8.88) che riesce a precedere Eleonora Marchiando (Atl. Sandro Calvesi/8.89) e Alice Lunardon (Fiamme Oro Padova/8.90).

200 M (finali) - Grande avvio di Andrea Federici (Atl. Bergamo 1959 Creberg), che paga qualcosa nell’ultima parte di gara ma conquista il successo in 22.33 (nona posizione di sempre per la categoria). Il doppio figlio d’arte bresciano (seguito dalla mamma Marinella Signori, ex azzurra della velocità, e da papà Giorgio, saltatore: entrambi ancora attivi come master) l’anno scorso aveva indossato la maglia tricolore dei 60 metri, ma era stato anche semifinalista nei 100 ai Mondiali under 18, mentre ieri si era piazzato terzo nel lungo. Sul traguardo Fabio Pierotti (Atl. Virtus Cr Lucca) lotta per il secondo posto, ma viene squalificato a causa di un’invasione di corsia e quindi l’argento è di Danny Legramandi (Atl. Cento Torri Pavia/22.57), terzo Stefano Arrè (Cremona Sportiva Atl. Arvedi/23.10). Nella finale dei secondi, 22.53 per Simone Matera (Gruppo Sportivi Chivassesi).

200 F (finali) - Nei 60 di ieri si era imposta la campionessa nazionale under 16 dei 300 metri (Sofia Bonicalza), stavolta invece il titolo italiano va alla seconda classificata di quella gara dell’anno scorso: Ilaria Verderio (Pro Sesto Atletica), che dalla quarta corsia mette a segno un notevolissimo 24.57. E anche su questa distanza l’altra ex cadetta Alessia Pavese (Atl. Bergamo 1959 Creberg) deve accontentarsi dell’argento, di soli tre centesimi con 24.60. Ma il dato rilevante è che le due atlete riscrivono le graduatorie all-time, per salire rispettivamente fino alla terza e quarta posizione. Bronzo alla livornese Alessia Niotta (Atl. Sestese femminile/25.02).

Per Ilaria Verderio il titolo Italiano, il primo in assoluto, arriva dopo una lunga rincorsa “Nel 2012 ho partecipato al Criterium Cadetti nei 300 ostacoli ma sono caduta, una gara da dimenticare!”. Continua la lombarda, che è allenata a Cernusco sul Naviglio da Paolo Prestipino e detiene la MPI nei 300hs Cadette: “L’anno scorso sono arrivata a Jesolo un po’ acciaccata ma sono arrivata comunque seconda, però nei 300 piani. Ora, finalmente, una medaglia d’oro!”

1000 M - Conduce una gara di testa Luca Beggiato (Fiamme Gialle Simoni), ma all’inizio dell’ultima curva viene superato da Riccardo Usai (Atl. Valeria): primo titolo italiano in 2:32.55 per il mezzofondista sardo, già medaglia di bronzo sui 1500 nel Festival olimpico della gioventù europea a Utrecht. Alle sue spalle Beggiato tenta una vana rimonta all’esterno e finisce secondo a un decimo (2:32.65), e anche qui il bronzo premia il vincitore della prima serie, Riccardo Mugnosso (Atl. Vis Nova Giussano/2:34.17).

L’oro e l’argento di Ancona sono il terzo (nei 1500) e quarto posto (negli 800) degli EYOF 2013 di Utrecht. Riccardo Usai, che si allena tra Cagliari e Decimomannu con il padre Gianluca, spera nei Trials Olimpici. “Spero di aver l’occasione di partecipare e fare bene, nel 2014 farò 1500 e qualche 3000”. Luca Beggiato invece corre a Clusone (BG) seguito da Andrea Bortoli. Entrambi ammettono di aver giocato un po’ con la strategia. “Siamo stati coperti fino all’ultimo giro, ma per una volta va bene così. Ora faremo i cross, e poi via con la stagione all’aperto”.

1000 F - Quando mancano circa 300 metri al traguardo, parte l’attacco di Chiara Ferdani (Spectec Duferco Carispezia) che mette in fila il gruppo: all’ultimo giro incrementa di nuovo il ritmo e si invola verso il titolo italiano con un occhio al cronometro, perché il suo 2:55.98 la pone al quarto posto di sempre nella categoria. Toscana di residenza (abita a Filattiera, in provincia di Massa-Carrara), si allena a Pontremoli con il tecnico Roberto Di Stani: era stata due volte d’argento (800 e 1500) nella scorsa rassegna tricolore all’aperto di Jesolo, mentre due anni fa si era laureata campionessa italiana dei 1000 cadette. Nella gara di Ancona si piazza seconda Elisa Serafini (Atl. Roma Acquacetosa/2:59.19), ma il terzo tempo emerge dalla prima serie con il 3:00.22 di Maddalena Prestipino (Pro Sesto Atletica).

400 M (finale) - Molto più equilibrata la gara maschile, con l’autore del miglior crono nel turno di qualificazione Alessandro Xilo (Sef Virtus Emilsider Bologna) che affianca Vladimir Aceti (Atl. Vis Nova Giussano) e va al comando, per mantenerlo fino all’ultimo rettilineo quando Brayan Lopez (Atletica Pinerolo) si lancia in una rimonta vittoriosa: 49.75 il tempo finale (nona posizione all-time), poi 50.23 di Xilo, con il terzo posto al toscano Leonardo Mariottini (Atl. Virtus Cr Lucca), 50.42 e un centesimo di vantaggio su Aceti (50.43).

Il neo campione italiano Brayan Lopez ha un sorriso grande così. “Non sono felice, sono al settimo cielo – e gli occhi brillano tanto che non si fatica a credergli – Volevo una medaglia ma l’oro è più di quello che sognavo. E ho migliorato anche il PB all'aperto”, dice orgoglioso. La storia di Lopez merita qualche riga in più. Originario di Santo Domingo, è arrivato in Italia anni fa insieme alla mamma e alla sorella. Da un anno e mezzo però è stato affidato, e vive felicemente, circondato dall’affetto della famiglia Mulatero. Agnese Mulatero è la campionessa italiana dei 100 ostacoli 2013, e azzurrina alla Gymnasiade di Brasilia. Una famiglia dal cuore grande che ora si ritrova a festeggiare anche il successo di un altro figlio, Brayan. La più grande vittoria, in questa storia, non è una medaglia. 

400 F (finale) - Elena Bellò (Atl. Vicentina) parte dalla corsia più esterna, la sesta, e guadagna la corda: poi fa il vuoto nel rettilineo opposto all’arrivo e chiude in spinta, alla ricerca di un riscontro cronometrico significativo. Infatti la veneta, azzurra sugli 800 ai Mondiali under 18, non solo conferma il titolo conquistato nella passata stagione, ma frantuma il personale di un secondo esatto con 56.12: adesso è la quarta allieva italiana di sempre sulla distanza indoor. Dietro la lombarda Sara Sinopoli (Atl. Bergamo 1959 Creberg) difende la seconda posizione in 57.28 dall’assalto di Rebecca Borga (Atl. Riviera del Brenta), 57.30.

Elena Bellò corre con un occhio al cronometro. “Volevo scendere sotto i 56, anche se sono contenta perché ho comunque eguagliato il mio PB all’aperto”. Incontentabile, visto che ha abbassato il personale in sala di un secondo. Quando si parla di 2014 poi, non ha peli sulla lingua: “Vorrei fare il record italiano degli 800 metri. Mi manca poco più di un secondo”. Il primato in questione risale al 1989 ed è il 2:04.65 di Fabia Trabaldo. La settimana prossima intanto l’atleta seguita a Dueville da Gianni Faccin parteciperà agli Assoluti. 

Alto M - Stefano Sottile (Atl. Valsesia) rimane da solo in gara dopo la quota di 1,94: ma il piemontese non si accontenta e migliora per tre volte il personal best (era di 1,98 saltato a Jesolo nel mese di ottobre, quando vinse il titolo italiano cadetti). Infatti valica 2,00 (alla prima prova), 2,03 e 2,05 (alla terza), prima di chiudere con tre nulli a 2,08 (tutt’altro che velleitario il secondo di questi). Il podio si decide a 1,91: Andrea Magnago (Atl. Vicentina) supera l’asticella senza errori a misure precedenti ed è secondo, Dan Panov (Atl.

Grosseto Banca della Maremma) invece dopo un nullo per mettersi al collo il bronzo tricolore.

Triplo F - Alla vigilia nessuna delle atlete poteva vantare un accredito superiore ai 12 metri, però anche oggi la pedana dei salti in estensione regala spettacolo e tanti miglioramenti. Il primo tentativo di Maria Salvan (Fiamme Oro Padova) è subito un 12,17 che fa balzare la veneta al comando, al quinto turno si portano a ridosso Alessia Beretta (Us Atl. Vedano) con 12,15 e Valentina Kalmykova (Olimpia Atletica Nettuno), 12,13. Ma è l’ultima prova che infiamma il pubblico del Banca Marche Palas: la tricolore del lungo Beatrice Fiorese (Atl. Vicentina) piazza un hop-step-jump da 11,98 ed è quarta, poi la nettunese di origine russa Kalmykova conquista la leadership provvisoria (12,31) e la Salvan trova la risposta vincente con 12,63. Per la nuova campionessa italiana c’è un incremento di 70 centimetri sul precedente personale, ma anche la settima posizione nelle liste di sempre under 18 in sala. Un altro argento in questa rassegna invece per la Kalmykova (dopo quello del lungo), terza la Beretta.

La nuova campionessa italiana del salto triplo oggi si è proiettata in un'altra dimensione agonistica. “Per me già il primo salto a 12,17 era PB, e sono felicissima di aver fatto tutti i salti sopra al mio vecchio limite. 12,63… sembra quasi un sogno”. Salvan si allena a Monselice (Padova) in uno dei vivai delle Fiamme Oro, con Gianluca Cusin e un gruppo di atleti fra cui la campionessa italiana cadette dei 300hs Gioi Spinello. “Sono andata al campo per la prima volta incoraggiata da mio papà e dopo aver vinto i Giochi della Gioventù alle medie. Nel 2012 ho vinto il Criterium Cadette nel triplo. Il lungo? Forse, ma io sono innamorata del triplo!”

Salvan si becca niente di meno che i complimenti del campione europeo indoor di salto triplo Daniele Greco, in tribuna per assistere alla gara insieme all'allenatore Raimondo Orsini (che segue anche Elena Sanapo, quinta in 11,87): “Mi è piaciuta moltissimo per la grinta che ha messo nell’ultimo salto, quando era appena stata superata – dice Greco a un’emozionatissima Salvan - I campioni sono proprio quelli che sanno reagire e migliorarsi nei momenti di difficoltà”. Parole, quelle del salentino, che dicono anche molto della sua voglia di tornare in pedana. Greco sta proseguendo le cure alla lesione al semitendinoso della coscia sinistra avvenuta domenica 2 febbraio sulla stessa pedana di Ancona.

60 ostacoli F (semifinali) - Ancora davanti a tutte Martina Millo (Polisportiva Triveneto Trieste) in 8.77, un decimo in meno della campionessa italiana nel pentathlon cadette Alice Lunardon (Fiamme Oro Padova), 8.87 e personal best, ma stavolta il secondo crono è di Michela Veneziano (Osa Saronno), che si aggiudica la terza semifinale in 8.82, con Nicla Mosetti (Cus Trieste) a conquistare la precedente in 8.87. La gara per le medaglie partirà alle ore 16:35.

60 ostacoli M (semifinali) - Gabriele Segale (Atl. Bergamo 1959 Creberg) dimostra di essere in grande condizione: 7.94 per inserirsi al terzo posto nelle graduatorie all-time di categoria indoor, appena tre centesimi in più rispetto al primato italiano di Ivan Mach di Palmstein. Alle sue spalle lascia una buona impressione anche Federico Rossi (Atl. Udinese Malignani/8.19), nella seconda semifinale ulteriore progresso di Riccardo Falasca (Atl. Gran Sasso/8.22) e nella terza prevale Nicola Cesca (Atl. Avis Macerata/8.28), invece resta fuori Max Mandusic (Trieste Atletica) che non fa meglio di 8.47. Appuntamento per la finale alle ore 16:50.

Peso M - Al terzo lancio, esplode l’urlo di gioia di Leonardo Fabbri (Atl. Firenze Marathon): con 18,68 diventa il terzo allievo di sempre al coperto, dietro a due protagonisti delle scorse stagioni come Sebastiano Bianchetti e Daniele Secci. Per il talentuoso toscano di Bagno a Ripoli, bronzo all’Eyof di Utrecht, anche un’altra spallata sopra i diciotto metri (18,10 nell’ultimo tentativo). La lotta per il secondo posto è comunque aperta: la spunta Massimo Rossi (Atl. Vicentina) con 15,99 sul campione italiano del martello Tiziano Di Blasio (Fiamme Gialle Simoni/15,58). Tutti i finalisti poi festeggiano con un divertente fuori programma: un giro d’onore, che si trasforma in uno sprint fra gli applausi della tribuna.

Con 18,68 Leonardo Fabbri ha fatto un pensierino anche al record italiano di Sebastiano Bianchetti (19,19). “Mi scoccia un po’, lo ammetto… ma è bello aver vinto il titolo. Dovrò attaccare il record all’aperto” dice con una tranquillità spiazzante. Il toscano, che si allena allo stadio Ridolfi con Franco Grossi e un gruppo che comprende Chiara Andrei e l’azzurrino di Donetsk Marco Primaveri, è anche un promettente discobolo: “Gareggerò in entrambe le specialità per tutta la stagione. Per ora mi riesce meglio il peso, anche se il mio allenatore dice che sono più portato per il disco… vedremo, mi piacciono entrambi”. L’appuntamento è già per la settimana prossima. “Ora basta indoor, già la settimana prossima farò il disco ai campionati invernali di lanci lunghi, ho la quarta misura”.

200 M (batterie) - Con quattro batterie in programma, si corre a cronometro: ma alla fine, risultati alla mano, accede alla finale il vincitore di ogni prova. Il figlio d’arte bresciano Andrea Federici (Atl. Bergamo 1959 Creberg), dopo il brillante terzo posto in una gara di salto in lungo di notevole livello, ci riprova sul giro di pista e chiude in 22.48 nell’ultima batteria. Si migliorano Fabio Pierotti (Atl. Virtus Cr Lucca/22.54), e Danny Legramandi (Atl. Cento Torri Pavia/22.55), disco verde anche per Stefano Arrè (Cremona Sportiva Atl. Arvedi/22.68).

200 F (batterie) - Serve il successo parziale per la qualificazione diretta alla miglior finale, con il recupero di un solo tempo, e quindi non ci si può risparmiare. Nella prima batteria la livornese Alessia Niotta (Atl. Sestese femminile), campionessa italiana all’aperto e bronzo alla Gymnasiade di Brasilia, vince in 25.07 il duello con Yodalis Herrera (Fondazione Bentegodi), seconda a nove centesimi (25.16) per rimanere in attesa degli altri risultati. Anche oggi la più rapida nel turno iniziale è Alessia Pavese (Atl. Bergamo 1959 Creberg): 25.02 per la seconda classificata della finale sui 60 metri, poi 25.07 di Ilaria Verderio (Pro Sesto Atletica), ma nessuna delle piazzate avvicina il crono della Herrera, che passa così alla finale delle ore 16:10.

60 ostacoli M (batterie) - Tanti gli atleti iscritti, ben 49, suddivisi in sette batterie. Dalla prima emerge nettamente Max Mandusic (Trieste Atletica), ieri alle prese con nuove aste nella sua specialità preferita che l’ha visto quarto dopo essersi presentato con il miglior accredito. Sul rettilineo del Banca Marche Palas scende subito a 8.17, davanti al primatista italiano cadetti del pentathlon Michele Brini (Atl. Imola Sacmi Avis), 8.27. Il miglior tempo è comunque del leader di quest’anno Gabriele Segale (Atl. Bergamo 1959 Creberg), quinto all’Eyof di Utrecht sui 100hs, che supera il turno in scioltezza con 8.28, poi crescono Francesco Rettori (Toscana Atletica), 8.31, e Riccardo Falasca (Atl. Gran Sasso), 8.33. Per qualificarsi alla finale delle 16:50 ci sarà da oltrepassare anche lo scoglio delle semifinali (ore 12:25).

60 ostacoli F (batterie) - La capolista stagionale Martina Millo (Polisportiva Triveneto Trieste), vicecampionessa tricolore cadette degli 80hs, si conferma ai vertici con 8.79 nella quarta batteria. Di nuovo in pista la poliedrica Nicla Mosetti (Cus Trieste), ieri seconda nell’alto, che corre in 8.87 mentre anche il terzo crono della mattinata viene realizzato da una giuliana, Irene Giovannini (Cus Trieste) con 8.90. Semifinali alle ore 12:35, invece la gara per le medaglie scatterà alle 16:35.

Luca Cassai (CR FIDAL Marche) e Anna Chiara Spigarolo

(Leonardo Fabbri/Foto Colombo FIDAL)



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