Rieti esplosiva, Howe 8,04 e Kaba Fantoni 10.28!




 
Rieti conferma la sua magica spinta e regala un tris di risultati da prima pagina ai Campionati Italiani Junior e Promesse. Il più atteso era Andrew Howe Besozzi, e l'italo-californiano non ha deluso le attese. Il suo sesto salto nel lungo è misurato a 8,04 che è la cifra del record italiano Under 20 (serie: 7,87 +2.0, 7,50 +1.4, N, N, 7,54 +0.8, 8,04 + 1,4). Ma c'è di più. Andrew regala in quell'occasione tutta l'entità del suo straordinario talento. La misura, infatti, è presa al termine del passo indietro compiuto dall'azzurrino dopo la chiusura. Una stima approssimativa valuta - probabilmente per difetto - in circa 20 centimetri la clamorosa leggerezza. La somma della misura e dell'errore la lasciamo alle capacità aritmetiche di chi legge. Ancora Italia "colored", ma questa volta nello sprint: Koura Kaba Fantoni, magnifica figura d'ebano ereditata dal Congo, chiude i 100 metri in un eccellente 10.28, che è la miglior prestazione italiana assoluta 2004. Il ragazzo, che non è un partente per evidenti ragioni anatomiche - 1,93 di altezza - esce comunque bene dai blocchi, si distende e si lascia andare all'esultanza negli appoggi conclusivi, appesantendo anche probabilmente il crono conclusivo. Cento metri sugli scudi, anche al femminile. E' Vincenza Calì che riappare sula pista dopo l'ennesimo periodo passato a scontare un infortunio, e che chiude la prova sprint con il personale di 11.37 (vento +1.1), anche in questo caso miglior prestazione italiana della stagione (a 7/100 dal minimo olimpico, a dispetto del recente infortunio al tendine). Insomma, la magica pista di Rieti non ha tradito nemmeno questa volta e sono stati in molti a rallegrarsi, tra i piazzati, per congrui miglioramenti personali. Nella velocità come sugli ostacoli: il carabiniere milanese Carlo Alberto Mainini, classe ’82, ha approfittato dell’occasione per scendere – prima volta in carriera – sotto i 14 secondi (13.89, sesta prestazione promesse di sempre), mentre la veneta Giulia Tessaro ha messo a segno un miglioramento mostruoso (parliamo di una trentina di centesimi, frazione più frazione meno) a 14.03, minimo di partecipazione per i Mondiali juniores di Grosseto. E forse si sarebbe aggregata anche Micol Cattaneo, la comasca neo-recluta dei Carabinieri, che dopo aver migliorato il personale al meeting di Lugano una settimana fa (13.33, miglior tempo dell’anno), ha passato gli ultimi giorni a marciare in caserma. Risultato, la lombarda si è accontentata di vincere con un pur ottimo 13.56. E vogliamo parlare dei giovani lanciatori? Chiara Rosa ha onorato il suo recente primato italiano promesse (17.68 al meeting di Torino) lanciando a 17.31: non male, considerando che la pedana del “Guidobaldi” era sempre risultata un po’ ostica alla padovana. Nessuna lamentela dal viterbese Eugenio Mannucci, classe ’86: l’atleta della Colavene ha ancora una volta avvicinato il suo primato juniores del peso (18.41 oggi, contro il lancio-record di 18.49, segnato a Viterbo il 20 maggio). Sfortunata la friulana Tania Vicenzino nel lungo juniores: ha sì migliorato il suo precedente personale (6.08 dello scorso anno), ma ha segnato ben tre volte 6.09, mancando quindi – in termini numerici – il minimo mondiale di Grosseto (fissato a 6.15). Da annotare anche il 2.20 del modenese Filippo Campioli, approdato quest'anno all'Esercito: onorevoli i tentativi di personale a 2.25. I miglioramenti complessivi nelle finali dei 100 e dei 400 femminili juniores (vittorie alla sassarese Salvagno con 11.83 e alla reatina Spacca con 55.39), potrebbero aver convinto i tecnici federali ad aprire la selezione per i Mondiali di categoria ad entrambe le staffette: ma in questo caso una riprova si potrà avere solo dal match internazionale con la Russia, la prossima settimana ad Isernia. Domani seconda giornata, con altri fuochi d'artificio previsti: Andrew Howe corre i 200 metri (caccia al record italiano di Alessandro Cavallaro, 20.74) e Simona La Mantia attacca subito i 14,49 del record Promesse ottenuti la scorsa settimana a Torino.
Andrew Howe con la madre, Renée Felton (foto di Claudio Petrucci/Fotosports.it)

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