Rieti, completamento prima giornata maschile




 
Prima di addentrarci nelle vicende della seconda giornata dei Campionati Italiani allievi/e, torniamo ad approfondire alcuni dei temi più interessanti della prima sessione di gare sul Campo Scuola di Rieti. Sei finali maschili e sette femminili, per la maggior parte con risultati di elevato contenuto tecnico per la categoria e, in ogni caso, per molti l’occasione giusta per miglioramenti personali. La finale dei 100 maschili (l’immagine dell’arrivo nella foto in basso/Claudio Petrucci) era probabilmente la prova più attesa della giornata, per la presenza dell’uomo-faro del movimento – quel Matteo Galvan che a Marrakech aveva conquistato l’unica medaglia della spedizione azzurra. C’è da dire che le condizioni ambientali erano pressocchè perfette e la bella pista del “Guidobaldi” ha fatto il suo: certo è che si è trattato della finale dai più alti contenuti tecnici complessivi nella storia della manifestazione. Tra batterie e finali sono fioccati i primati personali e in cinque sono scesi sotto gli 11.00 nella stessa gara conclusiva, aiutata da un vento da +0.9. E, se alle spalle del favorito vicentino non ha fatto meraviglia trovare il nome del trentino Davide Deimichei, da tempo uno degli specialisti più affidabili delle categorie giovanili, la novità è senz’altro costituita da Davide Pelizzoli: il ragazzo di Sesto S.Giovanni, in forza alla Pro Patria, è un altro della sempre più nutrita pattuglia di sprinter provenienti dal calcio, nel caso del milanese ben 12 anni da giocatore di fascia nelle varie formazioni della Pro Sesto. La folgorazione per l’atletica, e lo sprint in particolare, risale a poco più di tre mesi fa: 11.48 il risultato della prima esibizione in gara, ad Aosta. Naturale che ci sia qualcosa da affidare tecnicamente, e in più Davide beneficia di un fisico già ben strutturato (1m80 per 79kg): sotto la guida di Roberto Redaelli, comunque, sono già arrivati risultati promettenti anche sui 200 metri. Un’altra gioia per i colori della Pro Patria sono arrivati anche dal mezzofondo maschile, tradizionalmente uno dei settori forti del sodalizio milanese: il successo di Mario Scapini non giunge senz’altro inatteso, ma il campo dei partenti non era dei più malleabili per un ragazzo al primo anno di categoria. Dopo aver dato il meglio sugli 800 metri nell’avvio di stagione, il giovane lombardo ha progressivamente allungato il tiro e di recente è sceso nettamente sotto i 4 minuti. Il duello nel triplo, che è stata – con i 100 metri – la prova dai contenuti tecnici più rilevanti della giornata inaugurale, ha pure offerto momenti esaltanti. In aggiunta al commento di ieri, è qui opportuno dare conto dell’ottima serie del vincitore, Fabio Buscella: nullo 14.77/+1.6 15.55/+0.6 14.94/+0.2 15.58/+0.3 15.31/+0.4, come pure si deve evidenziare il grande progresso di Edoardo Vanni, giunto secondo con un 15.28 (+0.2) di ottima fattura. Vanni appartiene alla grande scuola ascolana del triplo, quella che ha prodotto talenti in serie, soprattutto per la passione del tecnico Sandro Bernardi: con un occhio agli ultimi anni basta pensare a Vanessa Alesiani, Federica De Santis e lo stesso Marco De Santis, solo per citare alcuni nomi. Fatto sta che il favorito della vigilia, il reggiano Lorenzo Franzoni – che ricordiamo finalista ai Mondiali allievi in Marocco – si è detto completamente travolto dai progressi dei rivali e non è stato capace di reagire con decisione. E, in ogni caso, c’è da evidenziare come in questa stagione, siano ben quattro gli allievi capaci di superare i 15 metri: oltre ai tre nominati qui, anche il giovanissimo pugliese Daniele Greco (ieri quarto con 14.79). Se Buscella era pur sempre un outsider di lusso nel triplo, l’autentica sorpresa della giornata è arrivata dall’alto: tra i numerosissimi pretendenti alla maglia tricolore, decisamente il nome di Simone Chesani (foto piccola in alto/Claudio Petrucci) non era tra i più gettonati. Ma la finale, nel momento decisivo, si è trasformato in una specie di partita a scacchi e il trentino è stato quello che ha fatto le mosse migliori, piazzando la misura vincente di 2.06 alla prima prova, dopo aver rischiato di uscire più volte alle quote inferiori. Per l’atleta della Clarina Trento un progresso, come detto, inatteso: che ha completamente spiazzato il favorito della prova, Riccardo Cecolin, niente meno che la medaglia d’oro dell’EYOF di Lignano e capolista stagionale con 2.14 (ottenuto proprio nella finale europea). Nel gioco degli errori, è poi spuntato per il secondo posto il nome di Lorenzo Matteucci, un livornese sfornato però dalla Libertas e non dalla scuola labronica forse più ricca di tradizione nella specialità, quella dell’Atletica Livorno (e salutiamo qui, a proposito, il ritorno alle gare di Andrea Lemmi, che dopo tutte le traversie passate ha saltato di recente 2.11). Da segnarsi in rosso anche il nome di Kevin Ojiaku, un piemontese di origini nigeriane (classe ’89), che si era disimpegnato in modo dignitoso nella rassegna iridata, sfiorando la finale a Marrakech. Gli ottimi progressi complessivi hanno rivalutato la finale del martello e, in fondo, l’intera stagione della specialità in questa fascia di età: certo era difficile ripercorrere ad un solo anno di distanza la grande annata vissuta lo scorso anno, soprattutto per merito del pluriprimatista di categoria Lorenzo Rocchi, ma in ogni caso il senese Luca Calzeroni ha messo insieme a Rieti una serie di tutto rispetto (62.91 nullo nullo 65.07 65.58 59.57, ricordiamo che l’attrezzo è quello da 5kg). L’ultimo alloro della giornata è andato, nella staffetta veloce, al quartetto dell’Atletica Bergamo 1959: buono il riscontro, 42.98, ma quello che impressiona di più è la qualità di una scuola come quella bergamasca, che ha fatto incetta negli anni di titoli in questa prova, anche in stagioni – come quella corrente – nella quale non può certo vantare interpreti eccezionali. Nella formazione schierata al Guidobaldi, il più accreditato era forse l’ultimo frazionista, Nicola Trimboli, che proverà le sue carte sui 200 metri.


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