Pechino: è finale per Obrist e Campioli




 
Serata di grande atletica a Pechino colorata anche un po' d'azzurro. Vanno infatti registrati due accessi alla finale e un record nazionale, il che non è poco. L'impresa è firmata da Christian Obrist, che nella prima semifinale dei 1500 metri ottiene un insperato quarto posto in 3:37.47, riportando l'Italia nella finale di specialità da dove mancava dal 1980: "Non ci posso ancora credere. Il mio allenatore Ruggero Grassi al quale devo dire un grazie immenso mi aveva detto che dopo la pioggia arriva sempre il sole, per me è arrivato oggi". Obrist ha avuto il merito di "leggere" la gara, correndo sempre alla corda e sfruttando ogni occasione per guadagnare posizioni fino all'esaltante volata finale nella quale ha risucchiato un paio di concorrenti per entrare fra i 5 eletti senza dover ricorrere ai ripescaggi. Finale martedì, ma la sua impresa il portacolori dei Carabinieri l'ha già firmata.

L'altro finalista è Filippo Campioli, unico sopravvissuto del terzetto di altisti impegnato nelle qualificazioni. Fuori Talotti a 2,20 e Bettinelli con un errore a 2,25 che gli è stato fatale, Campioli invece è arrivato senza sbagli a 2,29, misura che non ha superato, ma è comunque riuscito a piazzarsi nono e ad entrare così in finale, da dove mancheranno molti grandi della specialità come il campione del mondo Thomas (Bah): "Sapevo che la misura posta a 2,32 era troppo severa ed anche che per passare non dovevo commettere errori. Mi spiace per i miei compagni, ma uno su tre in una gara di 40 atleti è nella media. Certamente in finale la musica dovrà cambiare".

Il record è stato invece opera di Libania Grenot, che ha tolto altri 4 centesimi al primato dei 400 portandolo a 50.83, tempo che però non è stato sufficiente per garantirle un posto in finale. Molto accorta nella distribuzione delle energie, l'ex cubana è entrata nella dirittura d'arrivo con un decalage pesante nei confronti delle prime che ha potuto ridurre solo parzialmente. L'impressione è che queste siano solo tappe per la Grenot, i cui limiti sono inesplorati.

A proposito di record, dopo quello di Bolt sui 100 c'è un altro primato mondiale storico stabilito nel bellissimo stadio olimpico di Pechino. E' quello dei 3000 siepi femminili, grazie alla russa Gulnara Galkina Samitova che con 8:58.81 ha abbattuto il muro dei 9 minuti. Una corsa solitaria la sua per aver ragione della kenyana Jepkorir (9:07.41) e della russa Volkova (9:07.64). Undicesima Elena Romagnolo che con 9:30.04 è finita a poco più di due secondi dal record italiano stabilito in batteria. Record sfiorato poi nella più grande gara di salto triplo femminile della storia, dove con 15,03 (della slovena Sestak) non si è andati al di là del sesto posto. Il titolo premia la stessa atleta di Atene 2004, la camerunense Françoise Mbango Etonne che durante il quadriennio non si era quasi mai vista: 15,39 la sua misura vincente, a 11 cm dal primato dell'ucraina Kravets. La russa Lebedeva è argento con 15,32, la greca Devetzi bronzo con 15,23.

I 100 femminili confermano il momento magico della Giamaica che dopo l'oro di Bolt al maschile festeggia addirittura una tripletta. Una gara, quella femminile, probabilmente viziata da una falsa partenza dell'americana Edwards non accertata dai giudici, che spiazza la favorita, la giamaicana Kerron Stewart, la cui rimonta la porta solamente al secondo posto condiviso con la connazionale Sherone Simpson a 10.98, ma lontana da Shelly-Ann Fraser (che abbiamo visto spesso quest'estate in Italia, ad esempio al meeting di Lignano Sabbiadoro) prima in 10.78. Gran delusione per le americane, il cui movimento ora cerca riscatto sulla distanza doppia. Gli altri titoli sono andati nel martello allo sloveno Primoz Kozmus con 82,02 (argento e bronzo alla Bielorussia con Devyatovskiy con 81,61 e Tsikhan con 81,51) e nei 10000 all'etiope Kenenisa Bekele (bis del 2004) in 27:01.17 davanti al connazionale Sihine (27:02.77 e al keniano Kogo (27:04.11, stesso tempo del connazionale Masai). Solo sesto il primatista mondiale di maratona Gebrselassie, oro ad Atlanta 1996 e Sydney 2000, travolto dal finale irruento degli avversari. Per il resto da ricordare nei 100hs femminili l'eliminazione in batteria di Micol Cattaneo con un comunque buono 13.13.

Domani sono previste altre sei finali: al maschile il lungo (che vedremo con tanta malinconia per l'assenza di Andrew Howe), i 3000 siepi e i 400hs, al femminile il disco, l'asta (attesissima la primatista mondiale russa Isinbayeva) e gli 800 metri. Nella sessione mattutina impegnati Licciardello nelle batterie dei 400, la Claretti e la Salis nelle qualificazioni del martello, Donato nelle qualificazioni del triplo.

Gabriele Gentili

Nelle foto: Christian Obrist, finalista nei 1500 (foto Giancarlo Colombo per Omega/Fidal)

 

File allegati:
- I RISULTATI DELLA TERZA GIORNATA
- LE GALLERIE FOTOGRAFICHE DEI GIOCHI



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