Parigi, quarti Di Gregorio e la 4x400




 
La più bella partenza della carriera. Emanuele Di Gregorio fa sua l'affermazione di un cronista, nel commentare la finale appena conclusa nei 60 metri, agli Euroindoor di Parigi. Il quarto posto, però (a suon di miglior prestazione italiana dell'anno, 6.59) brucia, tanto più che il divario da Cristophe Lemaitre, premiato dal bronzo con 6.58, è misurato in appena un centesimo. Ed è figlio anche di un leggero infortunio muscolare, patito dall'azzurro nella parte lanciata della corsa breve. L'oro lo prende, un po' a sorpresa, il rinato Francis Obikwelu, risorto a Parigi dalla ceneri di un inverno in sordina. Beffa di un centesimo il campione uscente, il britannico Dwain Chambers (secondo con 6.54), e spegne soprattutto il previsto boato in favore del campione di casa, oro iperpronosticato della vigilia. "Mi fa rabbia - racconta il siciliano dell'Aeronautica - non sono riuscito a tuffarmi sul traguardo per questo problema muscolare al bicipite femorale, mentre lui (Lemaitre, ndr) invece si è tuffato. Ho perso il bronzo per questo. Adesso spero solo che questo dolore non sia nulla di grave, ho sentito una fitta ai 40 metri, ma a quel punto, in finale, non ho pensato ad altro che ad andare avanti. Rabbia a parte, credo di aver onorato il bronzo di Torino di due anni fa, riuscendo anche a scendere sotto i 6.60. L'obiettivo diventa Daegu, in campo individuale, certo, ma soprattutto con la nostra staffetta, abbiamo un gruppo eccezionale".

L'altro record italiano di giornata lo firmano le ragazze, bravissime, della 4x400. Orfano di Libania Grenot, il quartetto azzurro (Giulia Arcioni, Maria Enrica Spacca, Chiara Bazzoni e Marta Milani) non si è scomposto, chiudendo ai piedi del podio, al quarto posto in 3:33.70, la cifra del record italiano (precedente: 3:35.01, Carbone, Barbarino, Spuri, De Angeli, a Gent 2000). Come già a Barcellona, l'estate scorsa, l'Italia finisce ai piedi del podio, e con il record italiano, segno che il gruppo nato nel 2010 si sta consolidando, e promette di regalare ulteriori soddisfazioni in prospettiva. L'oro va alla Russia, come da copione, mentre Gran Bretagna e Francia, nell'ordine, si spartiscono le altre due piazze del podio, mentre l'Italia, in scia, batte Germania e Ucraina. 

Titoli della giornata conclusiva di una bella edizione degli Euroindoor, al polacco Adam Kszczot negli 800 metri (1.47.87, doppietta polacca con l'argento di Marcin Lewandowski), al bielorusso Andrei Krauchanka nell'Eptathlon (6282 punti, a superare il francese El Fassi, 6237, ed il ceco Sebrle, 6178). Oro del lungo alla appena 20enne russa Darya Klishina (6,80, un solo centimetro meglio della portoghese Naide Gomes, cinque in più della russa Pidluzhnaya, 6,75), mentre negli 800 metri la russa Zinurova (2:00.19) approfitta del suicidio tattico della britannica Meadows (2.00.50). Doppietta ucraina nei 60 metri, con la Povh (7.13) che supera la connazionale Ryemyen (7.15) Manuel Olmedo riporta un pizzico di ottimismo nella squadra spagnola, centrando l'oro dei 1500 metri (3:41.03). Oro dell'asta alla polacca Anna Rogowska (la vice Isinbaeva), che vola a 4,85 realizzando il primato nazionale. Nella staffetta del miglio maschile, ultima gara in programma, trionfo dei padroni di casa (come due anni fa a Torino), con la Francia che vola al record nazionale di 3:06.17, battendo Gran Bretagna e il Belgio dei fratelli Borlée.

L'Italia (due ori e un bronzo) è al settimo posto nel medagliere, stravinto dalla Russia (quindici medaglie, sei delle quali d'oro). Nella classifica a punti, Italia ottava, con 42 punti (nove finalisti).

m.s.

Nella foto, l'arrivo dei 60 metri, con Di Gregorio che si volta a guardare Obikwelu e Lemaitre (Giancarlo Colombo/FIDAL)

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