Parigi, percorso netto per la Di Martino




 

Comincia bene il cammino nell'Europeo indoor di Antonietta Di Martino. L'azzurra, capolista mondiale stagione con il 2,04 centrato il 9 febbraio scorso, supera agevolmente la qualificazione, saltando la misura di 1,94 richiesta per l'ammissione diretta alla finale e collezionando il classico percorso netto (tutte misure alla prima prova: 1,80; 1,85; 1,89; 1,92; 1,94). Nessun problema per la cavese delle Fiamme Gialle. A 1,80 sfoggia anche la calzamaglia, segno di grande tranquillità e consapevolezza. Alla fine, tutte le avversarie più attese sono in finale, a parte la giovanissima russa Kuchina, eliminata malgrado il pari merito (a 1,92) con la spagnola Beitia, a causa del banale errore commesso alla prima prova a 1,75. "Domani in finale salteranno tutte molto alto, vedrete - racconta in zona mista Antonietta Di Martino - mi sorprenderei del contrario...la gara è aperta, non va dato nulla per scontato. Oggi è andato tutto esattamente come mi aspettavo: mi sono divertita in pedana, e questo è un buon segno, vuol dire che sono tranquilla. Dal punto di vista tecnico, ho solo badato a completare la rincorsa nel migliore dei modi, piazzando i piedi nei punti giusti. Ho controllato i salti, senza aggiungere particolare velocità, e del resto non era necessario su queste quote. Certo, se domani servirà, dovrò velocizzare l'azione, e vedremo come risponderà la pedana. E' di tipo sollevato, di solito non le amo, ma devo dire che su questa mi sono trovata abbastanza bene". Appuntamento in finale, domani pomeriggio, a partire dalle 15.30. Raffaella Lamera (Esercito), l'altra azzurra in gara, è sedicesima ed eliminata, con una miglior misura di 1,85.

Poche soddisfazioni per le azzurre nel salto con l'asta. Eliminate sia Anna Giordano Bruno (Assindustria Padova) che Giorgia Benecchi (Esercito), finite rispettivamente al decimo e al ventesimo posto. Luce subito spenta per la Benecchi, alla quale sono state necessarie due prove per superare i 3,90, prima di arrendersi a 4,15. Decisamente più combattiva la Giordano Bruno, capace di valicare 4,45 al secondo tentativo (primato stagionale, a soli 5 centimetri dal record italiano), dopo un percorso netto a 3,90 e 4,15, e il 4,35 superato alla terza. E' decima, e, a conti fatti, la prima delle eliminate, anche se per accedere alla finale sarebbero comunque serviti dieci centimetri in più (ed il conseguente record italiano indoor). "Sono in crescita - racconta l'azzurra - e sono sicura che tra un paio di giorni sarò contenta di questo risultato, adesso, un po' meno...avrei voluto la finale, anche se riconosco di non essere ancora al meglio. La serie di infortuni che mi ha bloccato per quasi tutto il 2010 ancora pesa, ma credo di essere sulla strada giusta. Merito anche del mio allenatore Igor Lapajne: è venuto fin qui, ed è stato un gesto che ho apprezzato molto. Siamo una squadra, quello che faccio in pedana è anche merito suo".

Non impressiona particolarmente, nella sua batteria dei 60 metri, Emanuele Di Gregorio. La fase di accelerazione non è particolarmente brillante, ma alla fine il siciliano dell'Aeronautica centra il terzo posto ed il passaggio alle semifinali, con 6.70 (vittoria al redivivo Francis Obikwelu, 6.61 dopo una stagione decisamente incolore). Michael Tumi (Aeronautica), da parte sua, si avvia bene ma perde la partita con gli avversari diretti sul filo dei centesimi, nel metri conclusivi. E' quinto con 6.72 (vittoria a sorpresa con personale per lo svizzero mancini, 6.61), a due centesimi dal terzo posto, e a un solo centesimo dal quarto (occupato dal ceco Zilka, 6.71), ancora valido per il passaggio diretto. Il ripescaggio però lo premia, spedendolo alla semifinale di oggi pomeriggio. I due contendenti annunciati per l'oro, il francese Cristophe Lemaitre e il britannico Dwain Chambers si sfidano da lontano: Lemaitre stampa un bel 6.59 vincendo la terza batteria, Chambers si nasconde nella sua, la quinta, accontentandosi del terzo posto con 6.71. 

Manuela Levorato è molto brava. Il 7.34 ottenuto nella sua batteria dei 60 metri (a soli 3 centesimi dallo stagionale di 7.31) vale il terzo posto e la qualificazione diretta alla semifinale di questo pomeriggio. Buona fase di avvio, nonostante una reazione non eccezionale (0.223), ed una discreta fase lanciata, resistendo al ritorno della spagnola Murillo (battuta di un centesimo). Chiude la mattinata azzurra una spenta Silvia Weissteiner, eliminata nelle batterie dei 3000 metri senza praticamente essere mai stata in gara. L'atleta della Forestale è ottava, in 9:19.96 (incredibilmente, nella classifica combinata, è la prima delle escluse), dopo aver tenuto il ritmo del primo gruppo solo per metà percorso. "Sono rimasta lucida fino al 2000 - dice l'altoatesina - poi la gara è finita, non ne avevo più. No, sinceramente non mi aspettavo di andare così, speravo in qualcosa di meglio. Tornare in azzurro comunque mi serviva, adesso so esattamente a che punto sono. Devo lavorare, e molto".

m.s.

Nella foto in alto, Antonietta Di Martino; sotto lo sprinter Emanuele Di Gregorio (Giancarlo Colombo/FIDAL)

File allegati:
- RISULTATI/Results
- LE FOTO della SECONDA GIORNATA/Photos



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