Olimpiade: Pearson regina dei 100hs

07 Agosto 2012

Sally Pearson vince i 100 ostacoli in 12.35, Harting vince anche le Olimpiadi, Makhloufi sorprende i kenyani, Ukhov sale all'oro con 2,38

 

di Marco Buccellato

Sally Pearson demolisce il record olimpico e coglie l'oro dei 100 ostacoli in 12.35 sulle statunitensi Dawn Harper (12,37) e Kellie Wells (12.48). Il russo Ivan Ukhov vince dominando la gara di salto in alto con salti perfetti a 2,36 e poi a 2,38, respingendo l'altro grande agonista Erik Kynard (Stati Uniti), secondo con 2,33. Per il bronzo è ex-aequo per il qatariano Barshim, il canadese Drouin e il britannico Grabarz a quota 2,29. Oro anche per Robert Harting, l'Hulk del lancio del disco, che completa il Grande Slam dopo due titoli mondiali e un titolo europeo con un miglior lancio di 68,27. Storico argento per l'Iran per merito di Ehsan Hadadi (68,18), in testa per due terzi della finale. Bronzo al campione olimpico uscente Gerd Kanter con 68,03. Clamoroso esito della finale dei 1500 metri uomini, dove grazie al suicidio tattico dei kenyani e della controprestazione di Asbel Kiprop, trionfa l'algerino Taoufik Makhloufi in 3:34.08 sulla sorpresa statunitense Manzano (3:34.79) e sul marocchino Iguider (3:35.13).

100HS, CARAVELLI STOP IN SEMIFINALE - Forse un po' di tensione gioca un brutto scherzo alla primatista italiana dei 100hs Marzia Caravelli. La gara dell'azzurra si arresta alla quinta barriera, dopo aver abbattuto la quarta. "La finale - racconta la friulana del CUS Cagliari, sesta agli Europei di Helsinki - era oggettivamente proibitiva. Ho provato a partire forte, ma poi mi sono toccata con l'atleta a fianco e ho perso il ritmo, prendendo il quarto ostacolo piuttosto malamente. Le semifinali erano un po' squilibrate, magari la prima poteva essere più semplice della mia. Si passava con 12.83, penso di valerlo quel crono anche se resta il fatto che bisogna sempre correrlo. Ringrazio il mio tecnico Marcello Ambrogi e tutte le persone che mi sono state vicine permettendomi di essere qui e coronare il mio sogno olimpico". 

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100 OSTACOLI (finale) - piove sullo stadio olimpico di Londra nel momento in cui le protagoniste della finale dei 100 ostacoli affrontano le ultime tensioni prima del via. In semifinale l'australiana Sally Pearson aveva impressionato con un eccezionale 12.39, frutto del favoloso mix tra velocità elevatissima e magistrale tecnica di passaggio sugli ostacoli e ridiscesa in pista, doti che ne hanno fatto la migliore degli ultimi anni e l'unica atleta in grado di avvicinare il vecchio record del mondo della bulgara Donkova (12.21). La Pearson non ha avuto vita facile, contrastata fino all'ultimo da una straordinaria Dawn Harper, oro a Pechino e scesa al personale di 12.46 in semifinale, che ha disputato la miglior prova della carriera, giungendo a soli due centesimi dall'australiana, che ha fermato il cronometro sul nuovo record olimpico di 12.35 (vento -0,2). Per la Harper ancora un record personale, fissato a 12.37. Straordinaria anche Kellie Wells, terza e medaglia di bronzo in 12.48, record personale anche per lei.

Giù dal podio Lolo Jones, bravissima quarta in 12.58, lo stesso tempo dalla quinta, la campionessa europea Yanit (Turchia), al record nazionale eguagliato dopo quello centrato nella semifinale.

ALTO uomini (finale) - la serata perfetta di Ivan Ukhov, fino a oggi campione mondiale e europeo solo nelle competizioni indoor, che sale fino a 2,38 con un solo errore sulla quota di 2,29. Il russo ha dominato una gara che ha visto sparire precocemente dalla scena, sulla quota di 2,29, due dei favoriti, l'altro russo e olimpionico uscente Andrey Silnov, e lo statunitense campione mondiale Jesse Williams. L'argento è andato all'altro americano Erik Kynard, 21 anni e una determinazione agonistica fuori dal comune, che ha centrato alla prima prova 2,33, per poi inseguire Silnov sulle misure superiori di 2,36, 2,38 e 2,40, alla ricerca della vittoria con un solo salto per ogni quota. Terzi a pari merito, con tre medaglie di bronzo assegnate ex-aequo alla quota di 2,29, il qatariota Mutaz Essa Barshim, l'idolo dello stadio Robert Grabarz, e la sorpresa canadese Derek Drouin. Con la stessa misura, restano fuori dal podio il terzo americano Nieto, l'ucraino Bondarenko e l'altro canadese Mason.

1500 uomini (finale) - L'agguerritissimo e tatticamente impeccabile algerino Taoufik Makhloufi riporta in Algeria l'oro olimpico dei 1500 a sedici anni da quello di Morceli ad Atlanta, al termine di una gara disastrosa del favorito Asbel Kiprop (campione olimpico uscente e ultimo classificato) e degli altri due kenyani Kiplagat e Chepseba, che anziché lanciare la gara su ritmi molto elevati si sono lasciati imbottigliare dalla strategia maghrebina di Makhloufi e Iguider, marocchino di lungo corso ed esperienza. Ai 300 metri finali il cambio deciso di Makhloufi, che ha fatto il vuoto in 50 metri e si è involato all'oro, conquistato in 3:34.08, precedendo Leonel Manzano, il meno dotato fisicamente dei finalisti ma il più brillante negli ultimi 30 metri, che ha colto l'argento per gli Stati Uniti a otto anni da quello di Bernard Lagat a Atene in 3:34.79. Terzo il marocchino Iguider in 3:35.13, che ha miracolosamente resistito al grande ritorno dell'altro americano Centrowitz, bronzo di Daegu, respinto dal podio per soli quattro centesimi. Quinto e migliore degli europei il norvegese Henrik Ingebrigtsen, che in 3:35.43 ha stabilito il primato nazionale. Dei kenyani largamente favoriti non c'è traccia fino al settimo posto di Kiplagat. Penultimo Chepseba, ultimo Kiprop, incapace di produrre qualcosa di interessante fin dall'avvio.

DISCO uomini (finale) - Al termine di un duello sensazionale Robert Harting mette in fila il Grande Slam dopo i due titoli mondiali e quello europeo, conquistando l'oro olimpico al quinto turno con un lancio di 68,27, finito dentro il settore di lancio per meno di mezzo metro. Al momento del lancio vincente, la gara era condotta dall'iraniano Hadadi che aveva esordito con 68,18. L'iraniano è stato particolarmente sfortunato nella replica ad Harting, perché un suo nullo di pedana ha vanificato un lancio visibilmente oltre la misura della vittoria del tedesco.

Sempre al quinto turno l'estone Gerd Kanter si è messo al collo il bronzo con 68,03, scalzando dal podio il lituano Virgilijus Alekna, che in apertura aveva lanciato a 67,38.

SEMIFINALI E QUALIFICAZIONI (sessione pomeridiana)

800 uomini (semifinali) - si profila una finale con il solo Andrew Osagie (Gran Bretagna) in rappresentanza dell'Europa. David Rudisha ha vinto in scioltezza la sua serie in 1:44.36, Un centesimo meglio ha fatto l'etiope Aman nella terza semifinale davanti all'altro kenyano Kitum. Passano anche il sudanese Kaki in 1:44.51, vincitore su Amos (Botswana, 1:44.54), e i due statunitensi Symmonds e Solomon, entrambi ripescati. Fuori dalla finale l'ex-olimpionico Borzakovskiy, e i polacchi Kszczot e Lewandowski. Come per i 400 di ieri, la finale sarà all'insegna delle generazioni più giovani, con ben tre atleti di categoria junior e uno, Kitum, non ancora diciottenne.

200 donne (semifinali) - si preannuncia una finale stratosferica sul piano della concorrenza. Passano infatti le due giamaicane più forti, Campbell-Brown e Fraser-Pryce, che faranno i conti col "Dream Team" USA costituito da Allyson Felix, Carmelita Jeter e Sanya Richards-Ross. Il miglior tempo delle semifinali è stato proprio di quest'ultima, che nell'ultima serie ha chiuso in 22.30 cercando ad ogni costo la vittoria contro Shelly-Ann Fraser-Pryce (22.34). Per la Felix 22.31, per la Campbell-Brown 22.32, davanti alla Jeter (22.39). Le altre finaliste sono l'ivoriana Ahoure, la francese Soumaré e la trinidegna Hackett, al record nazionale in 22.55.

SALTO IN LUNGO donne (qualificazione) - la pedana non ha prodotto grandi misure, e l'accesso in finale è stato garantito da una misura modesta (6,40). Basti pensare che la campionessa mondiale Reese, dopo due nulli e un grosso spavento, col 6,57 del terzo salto disponibile ha messo a registro la quinta miglior misura di qualificazione. Il miglior salto è della britannica ex-Anguilla Shara Proctor (6,83), davanti alla turca ex-sudafricana Mey Melis (6,80). Restano fuori dalla finale la nigeriana Okagbare, finalista dei 100 e bronzo nel lungo a Pechino, la statunitense Hayes (oltre i sette metri ai Trials) e l'olimpionica uscente, la brasiliana Maggi.

DOMANI TRE AZZURRI IN GARA - Mercoledì 8 agosto, la sesta giornata dell'atletica ai Giochi Olimpici di Londra vedrà in gara tre italiani. Nel gruppo A del lancio del martello (ore 11 italiane), ci sarà la tricolore assoluta Silvia Salis. Qualificazione diretta con 73 metri. Alle 11:45, nella prima batteria dei 5000 metri, toccherà al vicecampione europeo dei 10000, Daniele Meucci. L'ingegnere toscano dovrà subito scontrarsi con il britannico, iridato della specialità e neo-olimpionico dei 10.000, Mo Farah, e i keniani Edwin Soi, bronzo a Pechino 2008, e Isiah Koech. Si va in finale con un posto tra i primi cinque di ciascuna batteria o rientrando in uno dei cinque tempi di recupero. In serata, semifinale alle 20:31, per il primatista nazionale dei 110hs Emanuele Abate che si troverà di fronte il recordman mondiale Dayron Robles e il russo, campione europeo, Sergey Shubenkov. 

File allegati:
- RISULTATI/Results
- Le FOTO della QUINTA GIORNATA/Photos

Ivan Ukhov (foto Colombo/FIDAL)


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