Oberti, elettrotecnico tricolore

01 Agosto 2013

Il portacolori dell’Atletica Bergamo Creberg 59 ha vinto a sorpresa gli 800 degli Assoluti. Lavora in un’azienda metalmeccanica

 

Tra le storie emerse dai Campionati Italiani Assoluti di Milano c'è anche quella di Michele Oberti, una delle sorprese della rassegna grazie al titolo conquistato negli 800 metri. Oberti per il suo ventiseiesimo compleanno, festeggiato lunedì scorso, si è regalato la prima maglia tricolore della carriera ottenuta anche grazie al giorno di ferie necessario per partecipare alle batterie. Il portacolori dell’Atletica Bergamo Creberg 59 lavora infatti nel reparto sperimentale di ricerca e sviluppo dell’Officina Meccanica Fassi, azienda metalmeccanica bergamasca che produce gru. La passione per la corsa è di famiglia, tanto che il padre Maurizio è presidente di una società amatoriale (Running Torre de’ Roveri). «Ho partecipato ad alcuni meeting Internazionali, penso a Torino e Lignano, e un po’ mi sono sentito estraneo al mondo del professionismo, quasi che non ne facessi parte: i miei colleghi sono concentrati sugli allenamenti, io la mattina dopo devo essere in officina. D’altra parte penso che me lo merito, che me lo sono guadagnato di essere lì».

La scintilla vera e propria si è accesa però non alle non competitive domenicali cui lo accompagnava il papà ma davanti al televisore: il ‘colpevole’ è il Fabrizio Mori di Siviglia 1999, Campione Mondiale dei 400 ostacoli e capace di far innamorare dell’atletica diversi sportivi in erba. Poi il faro è diventato Andrea Longo. «Certo non mi vedo ai Mondiali o all’Olimpiade, ma se ho un sogno è quello di indossare un giorno la maglia azzurra. Se devo fissare un obbiettivo invece dico correre sotto l’1:48».

Oberti si occupa di impianti elettrici (è perito elettrotecnico):  «Fatico soprattutto con il caldo, dopo otto ore in piedi in officina… i miei alti e bassi agonistici forse dipendono un po’ anche da questo. In certi momenti dico a me stesso: ma chi me lo fa fare? Poi non riesco a stare senza la corsa. Il lunedì mattina dopo batterie e finali degli 800 e la staffetta 4x400 ero davvero KO… ma son stato fermo un giorno, poi mi è venuta voglia di andare al campo».

La passione per l’atletica, anzi per la corsa, è nata da esordiente e non si è più spenta, da Allievo Oberti passa alla sua attuale società e soprattutto a Saro Naso, ancora suo attuale allenatore e a Milano capace della doppietta sugli 800 con l’azzurra Marta Milani vincitrice della prova femminile. «Sono famoso per essere… poco fortunato. Ho vinto un bronzo agli Italiani da Allievo, poi altri due da promessa, di cui uno indoor. Puntavo a fare il minimo per gli Europei under 23, ma mi sono preso la mononucleosi. Finalmente nel 2010 ho corso in 2010 1:48.83, ma a Grosseto 2010 sono caduto rovinosamente in batteria, lesionandomi il tibiale. Prima di Torino 2011 ho avuto una ricaduta con la mononucleosi... al campo mi prendono in giro».

Anche se le soddisfazioni sono arrivate lo stesso: «Porto nel cuore la medaglia di Bressanone, anche se me l’aspettavo. Il meeting di Lignano di quest’anno, e ovviamente, più di tutti, il tricolore di Milano!». Nessun pensiero al professionismo? «Da Promessa ho provato un concorso ma non è andata, forse se fossi andato più forte da giovane, al momento giusto, le cose sarebbero diverse. Ma sono felice così, ho il mio equilibrio: ho un lavoro, una fidanzata con la mia stessa passione per l’atletica, ogni tanto mi prendo qualche soddisfazione… cosa chiedere di più?»

a.c.s.



Condividi con
Seguici su: