Mondo, tutti i record di Dubai

30 Gennaio 2012

Dalla maratona di Dubai all'attività indoor USA e in Europa, l'atletica regala grandi risultati ed emozioni, come quelle in arrivo da Arnstadt, santuario indoor del salto in alto, dove esordirà Antonietta Di Martino

di FIDAL


 

Dubai, cose mai viste

Sarà stato l'effetto psicologico dovuto alla revoca della sospensione imposta dalla federazione etiope (all'inferno e ritorno per gli atleti nel giro di una manciata di giorni, prima "stoppati" e poi liberi di gareggiare), sarà stata la perfezione delle condizioni climatiche e il percorso ideale, sarà stato il corposo montepremi in denaro, ma la maratona di Dubai di venerdì scorso, soprattutto per merito degli etiopi, ha offerto una sequenza di prestazioni, in qualità e soprattutto in densità, mai vista in precedenza. Non c'è stato il primato del mondo, è vero, ma poco importa: di "record", negli Emirati, ne sono stati stabiliti tanti, e sull'onda di un inarrestabile movimento.

La maratona degli Emirati, all'edizione numero 13, è stata vinta da Ayele Abshero, un 21 enne che esordiva sui 42 km, a tempo-record in 2h04'23" (1h02'22" a metà gara, con un'altra ventina di atleti!), quarto crono di sempre, il sesto considerando gli exploit non omologabili di Boston nello scorso aprile, e dall'altra etiope Aselefech Mergia, già prima un anno fa, che in 2h19'31" (settima perfomer di sempre) ha stabilito il record della corsa e quello dell'Etiopia. Numeri straordinari, ma egualmente impressionante è ciò che è successo alle spalle dei due vincitori. La Mergia ha già due podi importanti nel palmarès: bronzo a Berlino nella maratona, argento mondiale nella mezza maratona nel 2008. Per Abshero, invece, un titolo mondiale junior di cross ad Amman, e alcune stagioni fa una sontuosa vittoria su Kenenisa Bekele. Forse è lui l'uomo del futuro.

Numeri incredibili

Vale la pena di elencare le classifiche della corsa di Dubai: Ayele Abshero 2h04'23", Dino Sefer 2h04'50", Markos Geneti 2h04'54" (tutti etiopi), Jonathan Maiyo 2h04'56" (kenyano, unico non-etiope nei primi dieci), e altri sette etiopi in fila, Tadese Tola 2h05'19", Dadi Yami (alla seconda gara conosciuta dopo il debutto di Eindhoven) 2h05'41", Abdullah Dawit Shami (terzo a Roma l'anno scorso) 2h05'42", Deressa Chimsa 2h05'42", Seboka Tola (sette minuti e mezzo di miglioramento, aveva vinto a Verbania in ottobre) 2h06'17", Yemane Tsegay Adhane 2h06'29", Eshetu Wendimu Tsige 2h07'28". Ancora, a seguire, kenyani ed etiopi, con Moses Kigen Kipkosgei in 2h07'45", Bazu Worku in 2h07'48", Julius Nderitu in 2h07'57", Stephen Kipkoech Kibiwot in 2h08'11", Mike Kiprotich Mutai in 2h09'18", Chala Dechase Beyene in 2h09'22". Martin Lel, tra i favoriti, si è ritirato. Primato personale per i primi dieci classificati.

Le donne: Aselefech Mergia 2h19'31", Lucy Wangui-Kabuu (unica presenza kenyana sul podio, anche lei una esordiente sui 42 km) 2h19'34", Mare Dibaba 2h19'52", Bezunesh Bekele 2h20'30", Aberu Kebede 2h20'33", Lydia Cheromei 2h21'30", Sharon Cherop 2h22'39", Atsede Baysa 2h23'13", Mamitu Daska 2h24'24", Isabellah Andersson (svedese per matrimonio, kenyana di origini) 2h25'41", Mula Seboka 2h25'45", Shitaye Bedasa 2h27'14", Yeshimebet Tadesse Bifa 2h27'50", Beata Naigambo (al record nazionale per la Namibia) 2h29'20". Primato personale per le prime sette classificate.

Traduzione

Le prestazioni ottenute a Dubai rivoluzionano il lato statistico, seppur non guidato da principi così rigidi come nelle prove in pista, della storia della maratona: nella gara maschile, è stata ottenuta la miglior prestazione cronometrica di sempre per le posizioni dalla quarta alla diciassettesima. Nella corsa femminile, la stessa impresa è stata ottenuta relativamente alle posizioni dalla terza alla nona. Altri record: mai tre donne avevano corso sotto le due ore e venti nella stessa gara (un primato anche le cinque atlete sotto le due ore e ventuno, le sei sotto le due ore e ventidue, le otto in meno di 2h24', le dieci sotto le 2h26'), mai otto uomini erano stati cronometrati in meno di due ore e sei minuti tutti assieme, mai diciassette uomini erano scesi sotto le due ore e dieci (ma sono da record anche i 14 atleti sotto le due ore e otto e i 15 che hanno chiuso in meno di due ore e nove).

Le altre maratone: Osaka e Marrakech

Orfana della campionessa olimpica di Atene, Mizuki Noguchi (cercherà il passi per Londra in marzo a Nagoya), la maratona di Osaka è stata vinta da Risa Shigetomo (2h23'23"), che ha stroncato la favorita Fukushi dopo il venticinquesimo chilometro. Dietro la Shigetomo, l'ucraina Tetyana Hamera-Shmyrko in 2h24'46" e l'altra giapponese Azusa Nojiri in 2h24'57". Sotto le due ore e trenta anche la Horie e la Shimahara. A Marrakech vince il kenyano Stephen Tum in 2h08'51" sull'etiope Gezahegn Girma (2h09'29") e Daniel Rono (2h09'50").

Indoor: Asafa vince a New York

Al rientro dopo otto stagioni in una gara al coperto, Asafa Powell si è imposto al Madison Square Garden sui 50 metri in 5"64, un risultato che, seppur in una distanza poco frequentata, è il migliore degli ultimi dieci anni. Dietro Powell (a tre centesimi) Nesta Carter, a quattro lo statunitense Kimmons. Nella gara femminile, vittoria scontata per Veronica Campbell-Brown in 6"08, crono più rapido degli ultimi dodici anni. Nelle altre gare, vittoria per il campione del mondo di salto in alto Jesse Williams con 2,29, sconfitta di Bernard Lagat nel miglio ad opera di Silas Kiplagat, 21,16 del pesista Whiting (battuto Cantwell) e tre nulli a 4,52 per Jennifer Suhr-Stuczynski nell'asta. Nei 50 ostacoli, 6"78 di Lolo Jones e 6"45 di Trammell, entrambi a due decimi esatti dalla miglior prestazione di sempre.

La Jones ha battuto la britannica Porter e la Wells, Trammell ha inflitto mezzo decimo a Oliver.
 
La stagione indoor USA

E' un Eaton, ma non il decatleta Asthon (impegnato in Texas, dove ha saltato 8,04 in lungo), bensì l'ostacolista Jarret, che nell'impianto di State College si è migliorato sui 60 ostacoli già in semifinale prima di vincere la finale in 7"49, mondiale stagionale. Nel Razorback Invitational di Fayetteville 23"18 di Sanya Richards-Ross sui 200 sulla campionessa universitaria Duncan (23"25), e bis il giorno seguente nei 400 in 51"45, mondiale stagionale. In pedana, 1,97 della Barrett nell'alto, e ulteriore progresso del campione mondiale allievi di getto del peso Crouser, che con l'attrezzo da senior ha raggiunto la misura di 20,29. In luce anche l'altro giovanissimo Gunnar Nixon, 19 anni appena compiuti, che con 6.022 punti ha migliorato il record del mondo junior nell'eptathlon, primo under 20 a portarsi oltre la soglia dei seimila punti.

Qua e là: dopo essersi messo in luce sui 400, il trinidegno Lalonde Gordon vince un 200 a Boston in 20"58. In Nuovo Messico doppietta in due giornate di gare per Gil Roberts (20"63 e soprattutto 45"99) e 5.70 di Brad Walker nell'asta. Ancora dalla velocità, 20"53 del bahamense Pinder in Texas (dove il pesista bosniaco Mesic ha migliorato il personale con 20,31). In Florida l'appena 18enne Bracy (10"28 e 10"05 non troppo ventoso l'anno scorso) ha mancato di un centesimo la miglior prestazione mondiale junior sui 55 metri correndo in 6"08. Donne: Laverne Jones-Ferrette è una scheggia, e a Houston copre i 60 metri in 7"08, mondiale stagionale.

Indoor in Europa: il Moravian Tour rilancia Dmitrik (2,35)

I due appuntamenti con il salto in alto di Hustopece e Trinec parlano russo: a Hustopece (sabato scorso) si è imposto Aleksey Dmitrik, autore di 2,35 (mondiale stagionale), che al terzo tentativo a 2,41 ha mancato di un nulla la realizzazione del record nazionale russo. Nella gara femminile successo di Svetlana Shkolina con 1,95. Dmitrik ha battuto il campione olimpico Silnov, l'inglese Oni, Ivan Ukhov e il ceko Baba, tutti con 2,31. La Shkolina ha vinto la gara davanti all'americana Howard-Lowe (1,93) e alle altre due russe Gordeyeva e Kuchina (1,93 anche per loro). Dopo oltre un anno (non gareggiava dal settembre del 2010) è rientrata la tedesca Friedrich (1,84).

A Trinec 2.25 di Campioli, la Kuchina sfiora il mondiale junior

Nel pomeriggio, a Trinec, il successo è andato a Ivan Ukhov con 2,32 davanti al bahamense Barry (bronzo a Daegu), secondo con 2,29. Filippo Campioli si è classificato quinto con 2,25 (alla seconda prova, poi tre errori sulla misura di 2,29). Nella gara femminile undicesimo posto di Elena Meuti (1,81). Vittoria alla junior russa Kuchina con 1,96 (alla prima prova), che a parità di misura ha battuto la Shkolina, e successivamente ha mostrato di avere le carte in regola per migliorare il record mondiale junior al coperto (tre tentativi molto buoni a 1,98). Vincitori del tour: Ukhov e la Shkolina.

Farah vince a Glasgow

Mo Farah ha migliorato il primato dei 1500 metri della Kelvin Hall di Glasgow vincendo in 3'39"03 davanti al kenyano Choge. Buon 3000 donne con miglior prestazione dell'anno per la kenyana Obiri in 8'42"59. Nei concorsi 6,75 della russa Klishina nel lungo, negli ostacoli 7"54 di Shabanov, nello sprint Kim Collins (6"65) si è lasciato sorprendere da Mark Lewis-Francis (6"64).

Chicherova, bis a due metri

Il ritorno in pedana della campionessa olimpica di salto in alto Tia Hellebaut, dopo la seconda maternità, si è tradotto in un ottimo 1,95 e un secondo posto nel meeting di salti di Anversa, dietro l'iridata della specialità Anna Chicherova, che ha nuovamente superato i due metri.

Alto, ad Arnstadt c'è la Di Martino

La medaglia di bronzo di Daegu Antonietta Di Martino è iscritta nel tradizionale meeting di salto in alto con musica di Arnstadt, sabato 4 febbraio, giunto all'edizione numero trentasei. L'azzurra (2,04 il suo record italiano indoor a Banska Bystrica il 9 febbraio scorso) troverà in pedana le due principali contendenti di Anversa (Chicherova e Hellebaut), e molte tra le migliori specialiste del momento: la tedesca Friedrich, appena rientrata dopo un grave infortunio, le altre russe Shkolina e Gordeyeva, le svedesi Green e Jungmark e la statunitense Howard-Lowe.

Nella gara maschile, il cast comprende l'iridato outdoor Williams, i russi Ukhov (iridato indoor) e Dmitrik , il ceko Baba, il tedesco Spank (2,26 nel weekend) e i greci Baniotis e Hondrokoukis. I primati del meeting di Arnstadt sono prestazioni di prima grandezza: a livello femminile, sovrasta tutti Kajsa Bergqvist, che nel 2006 centrò il mondiale indoor con 2,08. Il record maschile del meeting appartiene a Yaroslav Rybakov, che nel 2007 fu capace di superare i 2,38. Lo scorso anno vinsero Ukhov con 2,34 a la Shkolina con 1,95.

E la Vlasic? In estate

Blanka Vlasic non parteciperà ai mondiali indoor di Istanbul ed ha chiuso anzitempo la stagione invernale, rimandando l'esordio a stagione outdoor avanzata.

La saltatrice croata è alle prese con la rimozione di un piccolo frammento di cartilagine al piede.

Russe lunghe

A Krasnodar doppio mondiale stagionale femminile nei salti in estensione: Olga Kucherenko ha ottenuto 6,91 in gara anche l'eptatleta Chernova, terza), mentre la triplista Koneva si è portata a 14,60 su Anna Krylova, meglio nota, prima di sposarsi, come Kuropatkina, seconda con 14,39.

Sempreverde Sanchez

Il dominicano Felix Sanchez (49"74) ha sfiorato di un centesimo la propria miglior prestazione mondiale indoor dei 400 ostacoli (a Bordeaux), un evento che in sala conta tuttavia pochi precedenti. Buon tremila maschile con mondiale stagionale dell'etiope Abinet in 7'44"20 sui francesi Durand (7'44"46) e Kowal 87'44"63).

Chemintz, Storl battuto

Reese Hoffa ha battuto il campione del mondo di getto del peso David Storl a Chemnitz, nella rivincita successiva al meeting di Nordhausen, dove si impose il tedesco. Per Hoffa anche la miglior prestazione della stagione con 21,87. Bene gli altri tedeschi: Reus ha vinto i 60 in 6"59, Mohr e Holzdeppe hanno superato i 5,72 nell'asta. Nei 1500, 3'37"40 del marocchino Iguider.

Prove multiple

Il bielorusso Andrey Kravchenko, medaglia d'argento ai Giochi di Pechino nel decathlon, ha vinto il titolo nazionale indoor dell'eptathlon con 6.205 punti (con un notevole 7,75 nel lungo). Nelle altre gare (sede a Gomel), valide per la coppa nazionale, buone cose dai concorsi con il 6,82 di Nastassia Mironchik-Ivanova nel lungo (con la Shutkova a 6,77), il 14,48 di Kseniya Dziatsuk (triplo), il 18,80 della pesista Kopets. Ancora multiple: in Ucraina Oleksiy Kasyanov ha sfiorato il record nazionale con 6.237 punti. Nel pentathlon 4.513 punti per Hanna Melnychenko. A Praga il ritorno di Roman Sebrle con 5,808 punti, battuto dall'altro ceko Helcelet (5.933).

Italia in Slovacchia

Alcuni risultati di atleti italiani all'estero (Bratislava): Valentina Costanza (Esercito) ha vinto i 1500 femminili in 4'17"71 (Primato personale); sugli 800 le due under 23 Federica Soldani (Assindustria Sport Padova) e Serena Monachino (Easy Speed 2000) si sono spartite i primi due posti rispettivamente in 2'09"77 e 2'09"92. Nel triplo, terzo posto di Eleonora D'Elicio (Fiamme Azzurre) con 13,25. Nel 400 maschili, l'albanese (in attesa di cittadinanza italiana) Eusebio Haliti si è imposto in 48"27.

Outdoor: Australia

Ancora difficoltà tecniche e anche il vento a disturbare il campione olimpico di salto con l'asta Steve Hooker, che ad Adelaide non è riuscito ad andare più su di un modestissimo 5 metri. Le condizioni ambientali hanno disturbato anche Sally Pearson, che ha vinto le due gare di sprint contro altrettanti muri di vento in 11"31 e 23"11. Benissimo invece, nell'asta femminile, Alana Boyd (4,61). Nel disco scontata affermazione di Dani Samuels (61,23).

Sospensione revocata per Bekele & co.

Kenenisa Bekele, Tirunesh Dibaba, e gli altri 33 atleti etiopi sospesi a tempo indeterminato dalla federazione nazionale per aver disertato un raduno federale ad Addis Abeba si sono visti revocare la sospensione. Il primo effetto del provvedimento è stato il via libera a coloro che, presenti nell'elenco dei sospesi, si trovavano già negli Emirati pergareggiare nella maratona di Dubai. Decisivo, per la revoca del blocco, un incontro tra i dirigenti federali, gli atleti ed i tecnici. 

Boston, grandi nomi

Nel New Balance Indoor Grand Prix di sabato prossimo saranno impegnati in pedana e in pista molti atleti di primo piano: tra questi, Tirunesh Dibaba (sulle due miglia) e Meseret Defar (sui 3000), Silas Kiplagat (sui 3000 contro il bronzo mondiale Centrowitz e Gebremeskel), Farah e Rupp nel miglio. Ancora, il pesista Cantwell, Kirani James, Jenny Simpson, David Oliver e la Suhr-Stuczynski nell'asta.

L'inverno russo

Il "Russian Winter" di domenica a Mosca, tradizionale appuntamento indoor del calendario IAAF, vedrà la partecipazione anche di molti marciatori-top della nazionale russa. Nei 5000 metri al via il campione olimpico Borchin e Kanaykin, Bakulin, e Nizhegorodov. Nei 3000 donne un'altra olimpionica, la Kaniskina, se la vedrà con la Kirdyapkina. Allestito, tra i tanti eventi, un 600 metri maschile d'eccezione, con Borzakovskiy contro Kszczot, Lalang e Kivuna. A rischio il mondiale datato 1999, 1'15"12 del tedesco Nico Motchebon, avvicinato nello stesso impianto proprio da Kivuna un anno fa in 1'15"69.

Tokyo marathon: c'è Gebre, c'è la Console

Il prossimo 26 febbraio a Tokyo, Haile Gebrselassie rincorrerà la selezione per i Giochi Olimpici affrontando i kenyani Jafred Kipchumba, Mike Kipyego, Gilbert Kirwa, lo svizzero Röthlin, l'ucraino Sitkovskyy e il connazionale Mekonnen. Tra i padroni di casa (la corsa è valida come selezione maschile per Londra), Kawauchi e Oda si presentano con le migliori credenziali. Nella maratona femminile, l'azzurra Rosaria Console è l'atleta europea col secondo miglior tempo di iscrizione (meglio di lei solo la russa Petrova). Altre contendenti per la vittoria: la kenyana Helena Loshanyang Kirop, e le etiopi Atsede Habtamu, Esayias e Kuma.



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