Mondo: il kiwi Ruthe anticipa il futuro

02 Febbraio 2026

L'impresa del 16enne neozelandese a Boston. Risultati dagli States e dall'Europa. La maratona iper-flat di Dubai.
Un pezzo di storia dell'atletica u18 passa per il John Thomas Terrier Classic di Boston: la scrive il prodigioso kiwi Sam Ruthe (aprile 2009), nemmeno 17enne, che alla prima apparizione su pista indor offre un clamoroso saggio del suo talento. Ruthe vola al world best u18, da lui detenuto da soli sette giorni con il 3:53.83 in gara outdoor casalinga, togliendo cinque secondi fino al 3:48.88 che lima due decimi al record nazionale assoluto, 3:49.08 della leggenda John Walker, datato 1982. Una gara in cui il belga Pieter Sisk, dopo il limite europeo sui 2000 metri, scende al record nazionale di 3:50.31, così come il canadese Foster Malleck (3:51.39), con in mezzo l'altro talento USA Davis Bove (3:51.08). A Boston si va velocissimi nella due giorni di gare nel Track & Tennis Center. Nella prima giornata di sole gare femminili, world lead negli 800 della britannica Isabel Boffey in 1:57.43 con al seguito i primati nazionali indoor per la statunitense Roisin Willis (1:57.97) e per la keniana Gladys Chepngetich (1:58.81). Altro talento u18, l'etiope Elsabet Amare, che dopo il limite mondiale u18 nei 1500 metri nel New Balance indoor, firma in 8:43.93 la seconda prestazione all-time di categoria in 8:43.93 sui 3000 vinti dall'altra britannica Katie Snowden (8:39.89).

WORLD LEADS. Il weekend americano porta ai vertici stagionali anche Hana Moll, 4,88 nell'asta femminile a Seattle (solo 4,43 per la gemella Amanda), Trey Cunningham che migliora due volte il miglior crono 2026 nei 60hs con 7.47 e 7.42 a Fayetteville, un meeting che registra world lead anche con la giamaicana Dehanea Oakley nei 400 (51.11), la sprinter delle Isole Vergini Britanniche Adaejah Hodge nei 200 (22.53), con la 4x400 donne dell'università della Georgia (3:27.65) e con Peyton Bair che totalizza 6.371 punti nell'eptathlon. Altre migliori prestazioni indoor dell'anno da Clemson, con Shaunae Miller-Uibo ancora in progresso in 35.79 sui 300 metri, e da Manhattan (in Kansas) con la temporanea world lead di 4.429 punti dell'olandese Vanessa Mercera nel pentathlon (score migliorato ieri a Tallinn) e con i 16,81 del triplista Brandon Green, con quinto posto di Emmanuel Ihemeje (15,96). Ultima world lead dagli USA, i 26,00 metri esatti della martellista Rachel Richeson-Tanczos a Notre Dame, a soli due centimetri dalla miglior prestazione mondiale di sempre. 

GLI ALTRI RISULTATI NEGLI USA. Sempre a Fayetteville, primato africano indoor dell'altista nigeriana Temitope Adeshina (1,97 a pareggiare il primato nazionale all'aperto) con record ghanese di Rose Yeboah (1,94), 6,85 nel lungo di Sophia Beckmon, 44.87 di Chris Morales Williams nei 400 metri e 7,09 della giamaicana Shenese Walker sui 60 piani. L'800ista di St.Vincent Handal Roban apre la stagione con la seconda prestazione NCAA di sempre a State College, 1:44.91, dove la giamaicana Kelly-Ann Beckford si esprime a 1:24.44 sulla distanza dei 600. Dal Kansas anche il 6,83  della versatile trinidegna Tyra Gittens-Spotsville, che batte l'oro mondiale indoor di salto in lungo Claire Bryant (6,75) e il 14,23 della cubana Davisleidis Velazco che batte a sua volta la medagliata olimpica Jasmine Moore (14,11). Da Albuquerque, 1:24.71 dell'800ista Valery Tobias nei 600, 5,83 di Sondre Guttormsen nell'asta (personale per il fratello Simen con 5,77). 

EUROPA. Lungo weekend iniziato con la temporanea world lead nel triplo donne di Ivana Spanovic a Belgrado già a metà settimana (14,41, primato nazionale indoor), migliorato ieri a Val-de-Reuil da Leyanis Perez (14,65). Nel Nordic Indoor Match di Karlstad la Svezia vince entrambe le sfide: tra i risultati, 7:44.94 di Samuel Pihlström nei 3000 metri, primato nazionale finlandese di Mette Baas nei 400 (51.65) e 20,32 del norvegese Marcus Thomsen nel peso. A Kiev prima gara dopo la maternità del bronzo olimpico di Parigi Iryna Gerashchenko, che riparte da 1,90. 

STRADA IN MEDIO ORIENTE. Nella 25esima edizione della 42km di Dubai con tracciato super-piatto, solo etiopi tra i migliori iscritti per la doppia world lead del campione d'Africa dei 10.000 metri Nibret Melak (debutto in 2h04:00) e di Anchinalu Dessie (2h18:31), che vince la terza maratona consecutiva. A seguire, 2h05:52 di Yassin Haji e record ruandese di John Hakizimana in 2h06:04 nella corsa uomini, sub-2h20 anche per le altre etiopi Muliye Dekebo (2h18:43) e Fantu Worku (2h19:08). Esordio anche per Lemlem Hailu (iridata indoor nei 3000 metri ai mondiali 2022), che chiude undicesima in 2h23:55. Elite runners etiopi anche nella maratona di Riyadh, vinta dalla 21enne Kena Girma in 2h25:56 e dal 23enne Abebaw Muniye in 2h09:31. 

GIAPPONE. La Beppu-Oita Marathon porta la firma dell'etiope Getachew Masresha che abbassa il personale a 2h06:49 con dieci secondi di margine sul giapponese Yuya Yoshida (2h06:59). Nella mezza maratona di Marugame cade il record della corsa per merito del keniano Richard Etir che migliora il personale in 59:07 con un minuto di margine sul connazionale Emmanuel Moi Maru (1h00:06). Terzo con record nazionale di 1h00:21 è l'uruguaiano Santiago Catrofe. Nella mezza femminile, terza affermazione della keniana Dolphine Omare in 1h06:15 sulla britannica Eilish McColgan (1h07:08).

Marco Buccellato

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