Mondo, Lavillenie formato-Bubka

27 Gennaio 2014

Il francese a 6,04. Ancora primati per Cain e Rupp. Un 18enne corre i 42 km in 2:04:32. L'attività indoor e la Dubai Marathon in primo piano.

 

Lavillenie rischia di perdere, poi decolla

Forse la gara più esaltante per il francese campione olimpico a Londra. Nel "Perche Elite Tour meeting" di Rouen, sabato scorso, Renaud Lavillenie ha faticato a superare, con due prove, la misura di 5,83, su cui era passato indenne da errori il britannico Luke Cutts, che aveva messo a registro il primato nazionale. A 5,88, Cutts ha commesso tre errori mentre Lavillenie ha alzato la posta giocandosi il successo a 5,93, realizzando la misura alla prima prova e eguagliando il mondiale stagionale. L'apoteosi del francese a 6,04, superato senza sbavature, con buona luce sopra l'asta, ma con un margine ristretto di un paio di centimetri nella fase ascensionale. Il nuovo primato indoor di Francia è superiore di 2 cm a quello all'aperto, e rappresenta la dodicesima prestazione mondiale di sempre al coperto (dieci appartengono a Sergey Bubka e una all'australiano Steve Hooker). Accorpando salti indoor e outdoor, Lavillenie ha raggiunto a 6,04 l'americano Brad Walker, dista 1 cm da Tarasov e Markov, 2 cm da Hooker, e 11 cm da Bubka (10 cm all'aperto). Ha provato anche a scalzare Bubka, interpretando due tentativi su tre a 6,16 in modo non velleitario. Nel complesso, la miglior gara internazionale della stagione, con l'altro francese Kévin Ménaldo e l'ex-campione del mondo Pawel Wojciechowski entrambi a 5,75. Lavillenie è annunciato in gara venerdì a Bydgoszcz nella Pedro's Cup.

Cain & Rupp, ancora records

Continua a stupire la ragazzina newyorchese che compirà 18 anni in primavera. Nel Terrier Invitational di Boston Mary Cain ha migliorato i record nazionali junior del miglio e, di passaggio, dei 1500 metri, dove è transitata in 4:06.63 (record mondiale stagionale), togliendo oltre 5 secondi al già suo primato under 20. Nel miglio, chiudendo in 4:24.11 (oltre quattro secondi sotto il precedente limite), ha sfiorato di un solo centesimo il primato mondiale junior dell'etiope Kalkidan Gezahegne, realizzato a Birmingham nel 2010. La prestazione della Cain è la 20° prestazione assoluta al coperto sulla distanza del miglio. Melgio di lei, soltanto undici atlete. Il primato USA del miglio indoor appartiene da 32 anni a Mary Decker (4:20.5), e nel giro di una stagione potrebbe essere avvicinato. La Cain, infatti, sarà junior anche l'anno prossimo. Più distante il mondiale, 4:17.14 di Doina Melinte.

Nel fine settimana era impegnata anche l'alter ego europeo della Cain, l'islandese Anita Hinriksdottir, che ai societari di Reykjavik ha centrato il primato nazionale senior, under 23 e junior sui 1500 metri in 4:19.31. Le ritroveremo assieme ai Millrose Games di New York. Ancora da Boston, il secondo primato nazionale della stagione per Galen Rupp. Dopo i 5000, le due miglia. Il talento di Portland ha coperto la distanza in 8:07.41, 7° prestazione assoluta indoor, la migliore al mondo fuori dal contesto dominante, cioè l'Africa. Rupp ha migliorato il limite di Bernard Lagat (8:09.49). Ben supportato fino a metà gara dal pacemaker Bethwell Birgen, Rupp ha anche stabilito la miglior prestazione mondiale dei 3000, passando in 7:34.68.

500 europei

Sempre a Boston, lo statunitense di nascita ma israeliano di passaporto Donald Sanford ha realizzato la miglior prestazione europea sui 500 metri, mgliorando in 1:00.86 il limite precedente, vecchio di 23 anni, del tedesco Carsten Köhrbrück (1:01.06). La miglior prestazione europea aveva vacillato già 24 ore prima a Praga, in occasione dell'esordio del campione europeo dei 400 Pavel Maslák, che aveva vinto i 500 in 1:01.15, e un'ora dopo i 300 in 32.71, miglior prestazione mondiale stagionale (poi eguagliata da Manteo Mitchell a New York).

I New Balance Games a New York

24 ore dopo Boston, il mondiale stagionale di Mary Cain sui 1500 metri è stato superato da Kim Conley, che di passaggio nella gara del miglio (vinta in 4:24.54) è stata cronometrata in 4:05.70. Nella riunione all'Armory Track & Field Center è caduto anche il mondiale stagionale dei 300 donne, passato da Francena McCorory (37.02) alla bahamense Shaunae Miller (36.40, nona performance di sempre, a meno di un secondo dalla miglior prestazione mondiale di Irina Privalova). Mondiale stagionale (doppio) anche nella gara del miglio: 3:54.30 al traguardo per il britannico Lee Emanuel, e 3:38.89 di passaggio ai 1500 metri per lo statunitense Garrett Heath. Record del 2014 anche nel triplo uomini (17,04 di Will Claye dopo l'iniziale 16,81 di Troy Doris), di Manteo Mitchell (come detto), e quasi-primato stagionale di Duane Solomon sui 600. Il suo 1:16.67 non è bastato a migliorare l'1:16.48 dello scozzese Learmonth, realizzato nel pomeriggio europeo a Glasgow.

Barshim 2,35

E' il momento dei saltatori. e molti sono "Made in USA": a Lincoln Dusty Jonas ha superato i 2,30. Nello stesso giorno, 2,30 per Rick Robertson a Nashville e 2,31 del rilancio di Nick Ross, approdato solo una settimana fa, per la prima volta, ai 2,30. L'argento olimpico Erik Kynard completa il quadro salendo a 2,33 a Glasgow. Il bronzo olimpico e mondiale Derek Drouin è salito a 2,29 a Bloomington, nel corso di un eptathlon non portato a conclusione. In Europa fa meglio di tutti il qatariano Mutaz Essa Barshim a Malmö, che alla prima uscita sale a 2,35 vincendo contro il fratello minore Muamer Aissa (2,20).



Panorama USA

Da Albuquerque: mondiale stagionale della giamaicana Kim Williams nel triplo (14.26) e sui 400 per DeeDee Trotter (51.82). La statunitense verrà poi superata, sempre a Glasgow, da Francena McCorory (51.79). Nella gara ad inviti dei 60, 6.55 di Cameron Burrell, figlio dell'ex-primatista del mondo dei 100 Leroy, davanti a Dentarius Locke (6.56). Primato USA junior femminile nel pentathlon per Kendell Williams (4.302 punti). Sempre in un impianto in altitudine, in Colorado, 4,62 nell'asta per la campionessa olimpica Jenn Suhr. In Texas, mondiali stagionali sui 60hs per Kendra Harrison (7.96, eguagliato il tempo della francese Billaud) e sui 400 uomini del trinidegno Deon Lendore (45.74). Un decimo in più per Arman Hall, componente della staffetta 4x400 iridata a Mosca, che però ha realizzato il suo 45.84 sull'impianto "oversized" (290 metri) di Lexington, in Kentucky.

Veloce e sconosciuto

Nel NAU Invitational di Flagstaff (Arizona, 2.100 metri sul livello del mare, per quanto il fattore quota conti al coperto), risultato a sensazione sui 60 metri: 6.50 del qatariani ex-nigeriani Tosin Ogunode, 6.51 e di suo fratello Femi Seun Ogunode. Considerazioni: il 6.50 di Tosin rappresenterebbe, oltre al primato mondiale stagionale eguagliato (6.50 del britannico Dasaolu, anche lui a Glasow), anche il record asiatico, detenuto dal qatariano (vero) Talal Mansoor, che una ventina d'anni fa corse in 6.51 a Karlsruhe. Sempre relativamente a Tosin, non è dato di conoscerlo come atleta di livello nazionale del Qatar (tantomeno della Nigeria), e i suoi precedenti sono pari a zero. A Femi Ogunode, invece, risalgono tre titoli asiatici e l'ottavo posto nella finale mondiale dei 400 a Daegu. Nel dicembre successivo, la IAAF gli ha comminato una sospensione per doping, scaduta meno di 20 giorni fa. Nelle altre gare, 18,82 della russa Kolodko nel peso e 4,60 di Kylie Hutson nell'asta.

Glasgow, Mosca, Volgograd

Ai primati mondiali stagionali menzionati poco sopra vanno aggiunti, nell'incontro internazionale tra britannici, statunitensi, scozzesi e selezione del Commonwealth, quelli di Bernard Lagat sui 3000 (7:49.83, poi migliorato da Rupp a New York), di Chris Brown sui 400 (45.93, poi Lendore ha fatto meglio), di Laura Muir sugli 800 (2:00.90), e di Kim Collins e Desiree Henry sulla spuria distanza dei 150 metri (rispettivamente 15.84 e 17.32). Vince la manifestazione la selezione del Commonwealth per tre punti sui britannici e nove punti sulla selezione USA.  Dai campionati moscoviti 8,08 di Pavel Shalin nel lungo e 20,58 del pesista Kokoyev. Rientro del triplista di colore Lyukman Adams, l'uomo che tolse il bronzo a Fabrizio Donato nella finale mondiale indoor di Istanbul (16,67). Nella Governor Cup di Volgograd record mondiale stagionale eguagliato per la lunghista Svetlana Biryukova-Denyayeva con 6,98, 2,32 di Dmitrik nell'alto e bis di Shalin (8,06). Al meeting hanno assistito la primatista mondiale indoor di salto triplo Tatyana Lebedeva e l'ex-primatista mondiale indoor di salto con l'asta Yelena Isinbayeva.

Beitia vicina ai 2 metri

A Cottbus il meeting di salto in alto di metà settimana ha mostrato l'ottima condizione, fisica e nervosa, della spagnola Ruth Beitia, salita a 1,98 con un unico tentativo a disposizione dopo due errori a 1,96, e la conferma della crescita della tedesca Marie Laurence Jungfleisch, 1,96 dopo l'1,94 di Karlsruhe. A 1,96 anche la polacca Kamila Stepaniuk, record nazionale indoor migliorato dopo ben trent'anni. Nella stessa riunione 5,40 di Giuseppe Gibilisco (quinto) nell'asta vinta da Björn Otto con 5,60.

Ancora teenagers alla ribalta

L'elenco delle migliori prestazioni mondiali indoor allievi ottenute nel corso della stagione si arricchisce del 7:42.05 sui 3000 metri ottenuto a Bordeaux dall'etiope Yomif Kejelcha, un 16enne che a Donetsk si è laureato campione del mondo allievi. Il limite precedente è crollato sotto uno scossone di quasi 10 secondi (!). Arrivo ravvicinato nei 60hs maschili, col redivivo ex-primatista del mondo Dayron Robles che in 7.67 perde per millesimi dallo statunitense Jarret Eaton (semiomonimo del recordman di decathlon). Nello stesso giorno il francese Garfield Darien è stato più bravo di tutti cogliendo un'altra miglior prestazione mondiale stagionale a Aubière in 7.55. Secondo tempo mondiale dell'anno e record di Francia nella marcia (5 km) per merito di Yohann Diniz (18:29.44 a Reims). Infine, mondiale stagionale nel pentathlon per l'olandese Nadine Broersen a Sheffield (4.656 punti con 1,90 nell'alto) e il ritorno di due protagonisti del salto in alto: la campionessa mondiale indoor uscente Chaunté Lowe-Howard ancora alla ricerca della condizione dopo la nuova maternità (1,77), e il tedesco Raul Spank (sul podio di Berlino 2009) che ha fatto capolino in pedana dopo quasi 20 mesi superando 2,11.

Outdoor: volate corte, alcune impossibili

Al "Queen’s & Grace Jackson Meet" di Kingston, due plurimedagliati olimpici e mondiali hanno corso e vinto lo speciale evento dei 60 metri, in gare disputate ovviamente all'aperto. Shelly-Ann Fraser-Pryce (7.11) e Nesta Carter (6.52).

Entrambi meditano di disputare il mondiale indoor a Sopot. Riscontri a dir poco discutibili, invece, arrivano dall'altitudine di Pretoria: nei 60, 6.0 manuale di Heino Van der Berg (10.55 di personale sui 100) e Thando Roto (10.53), ai quali aggiungiamo vari 6.1 e 6.2 nella gara junior.. 60 donne: 6.6 appena ventoso della 18enne Simone du Plooy (11.96 il suo accredito nei 100). 150 uomini: Simon Magakwe (10.06/20.23) è stato cronometrato in 14.5. 300 metri: 32.5 del 20enne Ncincihli Titi e 35.7 della sconosciuta Tanzile Mabuza, un tempo improbabile a 4 decimi dal "world best"di Ana Guevara. Distanze sbagliate o cronometri in tilt? In Brasile rientra con 8,10 l'ex-olimpionico di salto in lungo Irving Saladino. Il panamense è iscritto nell XL Galan di Stoccolma, dove troverà in pedana l'argento mondiale Gaisah, il campione europeo di Barcellona Reif e il cinese Li Jinzhe.

Dubai, Mekokken 2:04:32 a 18 anni

Risultato eccezionale nella maratona di Dubai, vinta dall'etiope Tsegaye Asefa Mekonnen, 18 anni e mezzo, a suon di miglior prestazione mondiale junior, un 2:04:32 che rappresenta la quattordicesima prestazione mai registrata in una maratona. Dal nulla, essenso all'esordio sulla distanza, Mekonnen va a collocarsi in undicesima posizione nelle liste all-time di specialità, ed è il terzo miglior esordiente di sempre sui 42 km, se si esclude il 2:03:06 di Mosop a Boston, su percorso non omologato. Mekonnen non è, come in casi visti in precedenza, uno sconosciuto. Ai mondiali junior di due anni fa fu quinto sui 5000, mentre lo scorso anno gareggiò nella spettacolare mezza di Ras Al-Khaymah (quattordicesimo) e progredì in settembre fino a 1:02:41. La IAAF non riconosce un primato mondiale junior ufficiale nella maratona: la precedente miglior prestazione junior era del kenyano Eric Ndiema, che tre anni fa corse in 2:06:07 a Amsterdam.

Mekonnen ha preceduto nell'ordine Markos Geneti (2:05:13), Girmay Birhanu Gebru (2:05:49), l'altro esordiente Tamirat Tola (2:06:17), Azmeraw Bekele (2:07:12), Shumi Dechase (2:07:13), Abrha Milaw (2:07:46) e Abera Kassw Bellay (2:08:18). Tutti etiopi fino alla quattordicesima posizione, così come nella classifica femminile, dove l'unica europea (la turca Haydar, decima) ha origini etiopi anche lei. Crono donne un pochino sotto le attese, considerati i propositi delle migliori, che intendevano chiudere intorno alle 2:20. Ha vinto Mulu Seboka in 2:25:01 davanti alle più note Meselech Melkamu (2:25:23) e a Firehowot Dado (2:25:53), un'atleta capace di vincere a New York e anche in Italia (tre volte a Roma, una a Firenze). Note: delle 50 maratone maschili più veloci di sempre, a Dubai ne sono state registrate tredici. Mekonnen è andato vicino al record della corsa (2:04:23 dell'altro etiope Abshero). Mekonne, ancora lui, è il terzo debuttante consecutivo a vincere la maratona degli Emirati, dopo Ayele Abshero e Lelisa Desisa.        

Strada e cross

Nella Marrakech Marathon ancora Etiopia con Deriba Robi Melka al successo in 2:08:04 sul connazionale Tebalu Zawude (2:08.20 all'esordio sui 42 km). Cross: a San Sebastian vince l'ex-iridato Joseph Ebuya con un minuto di margine sull'eritreo Samuel Tsegay e sull'iridato in carica Japhet Korir. Tra le donne vince la siepista Milcah Chemos, che ha intenzione di scendere sotto i 9 minuti nella lunga estate dei 3000 siepi, vale a dire insidiare il record del mondo. In Kenya il tradizionale Discovery cross-country championships ha premiato due nomi di spessore: Wilson Kiprop e Priscah Jeptoo.

Atleti al ritiro

Decisamente prematuri entrambi: sia quello della giapponese Hitomi Niiya, neanche 26 anni, finalista olimpica a Londra e quinta ai Mondiali di Mosca sui 10000, che oltre a infortunarsi e non aver più gareggiato dalla finale iridata, non avrebbe superato la delusione per la mancata conquista di una medaglia, che quello della estone Kaire Leibak (stessa età della Niiya), alle prese con guai tendinei da tre stagioni. Detiene il record nazionale di salto triplo con 14,43. Nel 2006 vinse il titolo mondiale junior.  

Previews

Altri atleti di grande richiamo sono pronti all'esordio stagionale, come il campione del mondo di salto in lungo Aleksandr Menkov (nel Russian Winter domenica a Mosca), Christophe Lemaître sabato a Mondeville sui 60, il kenyano Silas Kiplagat e l'etiope Mohamed Aman (entrambi a Mosca). In Giappone due classiche del calendario su strada: la mezza maratona di Marugame (con Mathati, Adhane e l'australiano Birmingham tra gli uomini e la portoghese Augusto tra le donne), e la maratona di Beppu-Oita col kenyano Jason Mbote, il primatista mongolo Bat-Ochir (a un mese e mezzo dall'ultima 42 km), l'etiope Gezahegn Abera (solo omonimo dell'ex-campione olimpico) e alcuni tra i migliori maratoneti locali. Ancora domenica, riecco il primatista mondiale di maratona Wilson Kipsang impegnato nel cross spagnolo di Granollers. Se la vedrà con l'ugandese che gli ha soffiato il titolo olimpico a Londra, Stephen Kiprotich.

Marco Buccellato

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