Mondo: Kiplagat regina di Boston

18 Aprile 2017

La 37enne keniana firma la prima perla a Boston. Dafne Schippers e Elaine Thompson sfrecciano a distanza. Esordio-Barshim 2,35 in Arabia Saudita.


 

di Marco Buccellato

Dopo la doppietta etiope di un anno fa il pallino della maratona di Boston è tornato in mano keniana con due vittorie firmate Geoffrey Kirui (2h09:37) e Edna Kiplagat (2h21:52 con uno dei migliori "negative split" di sempre, 1h09:19 nella seconda parte). Per la due volte iridata di maratona una delle migliori 42 km della carriera e il valore aggiunto di essere la più anziana titolata della Boston Marathon negli ultimi 40 anni. Sparita di scena a un terzo di gara la vincitrice uscente Atsede Baysa, la Kiplagat è tornata a vincere una maratona a tre anni dal successo londinese del 2014. Rose Chelimo, keniana fino a un anno e mezzo fa e ora tra le runner di punta del Bahrain (ottava a Rio), ha colto un insperato secondo posto in 2h22:51. Terza e miglior debuttante di sempre tra le maratonete statunitensi, Jordan Hasay (2h23:00). Quattro le keniane tra le prime dieci, una messe colta con ancor più abbondanza dagli americani della gara maschile, presenti con ben sei rappresentanti (un record a memoria), capeggiati dal bronzo olimpico Galen Rupp (secondo in 2h09:58), che ha diviso il podio col giapponese Osako (2h10:28). Tredicesimo Meb Keflezighi, al passo d'addio, onorato come il vincitore da pubblico e media. La classifica delle World Marathon Majors Series premia Eliud Kipchoge tra gli uomini e lascia la casella "winner" aperta tra le donne per il caso Sumgong, in via di definizione.

OTTOVOLANTE USA - Prestazioni superlative nella velocità nelle tante riunioni in terra statunitense.

Il vento entro i limiti ha graziato la campionessa europea e mondiale Dafne Schippers, che in California è sfrecciata in 10.95 (0,8) e 22.29 (1,4), accompagnata nelle cronache dal triplo del campione olimpico Christian Taylor (17,26/1,3). Vento-follie in Florida, as usual: il re degli ostacoli della stagione indoor Andy Pozzi ha esordito in 13.13 con una bufera di 5,8 metri al secondo alle spalle, e una folata di poco inferiore ha spinto l'altra "orange" Nadine Visser a un crono inatteso sui 100hs (12.57). Irreali i tempi sui 100 metri, con tanti sprinter britannici beneficiari nelle varie serie: 9.90 di Aikines-Aryeetey, 9.93 di Edoborun, addirittura 19.86 sui 200 di Danny Talbot con vento nemmeno esagerato (2,9). Sotto i 10 secondi anche il campione del mondo junior Lyles (9.95/4,3). In gara anche Antonio Infantino: primo nella sua batteria con 10.16 (5,2), terzo nella serie di finale in 10.17 (5,5). Sui 200 ancora terzo nella serie più rapida con Talbot, 20.45 con 2,9 m/s. Tra le donne 21.90 dell'olimpionica dei 400 Shaunae Miller-Uibo (3,1) e 10.80 di Tori Bowie. Formato galleria del vento, sempre.

SUHR SU, DUPLANTIS GIU' - "Big mark" di Jenn Suhr, olimpionica a Londra 2012, che al Texas Invitational ha alzato l'asticella in quote a lei abituali superando 4,83 tentando poi senza successo il record mondiale a 5,07. Interruzione di volo invece per Armand Duplantis, che alle Mt. SAC Relays ha gareggiato nella gara high school, vincendo con un più o meno normale (vista la giovanissima età) 5,56.

In Texas anche Kendra Harrison, primatista mondiale dei 100hs, che con troppo vento ha vinto in 12.54. Dalle Mt. SAC Relays il miglior risultato è arrivato dal bronzo olimpico degli 800 metri Clayton Murphy (1:43.60), ancora una volta autore di una prestazione magistralmente realizzata in senso tattico. Il primo "meno-10" della carriera per Ronnie Baker (9.99) e la doppietta-sprint di Deajah Stevens (11.00 e 22.31) hanno illuminato le distanze brevi. Si fa notare ancora lo junior Quincy Hall: dopo l'ottimo progresso sui 400 e la sortita altrettanto efficace sugli ostacoli bassi, rieccolo sul piano portarsi fino a 45.12. Dai concorsi, 1,94 di Vashti Cunningham (ancora junior) e di Lizzie Patterson, altro over-21 con 21,31 dell'egiziano Hassan nel peso e 8,13 nel lungo di Jarvis Gotch, atleta in possesso di doti fisiche spettacolari. Più lungo di lui, a Fort Worth, Charles Brown, spinto da un muro di vento fino a 8,30.

THOMPSON VOLA, BARSHIM 2,35 - Una bava di vento appena irregolare (2,2) impedirà l'omologazione del 10.75 realizzato dalla pluricampionessa olimpica Elaine Thompson a Kingston sabato scorso. La stessa brezza ha caratterizzato la gara dei 110hs che ha registrato, vento o no, i progressi di Ronald Levy, stavolta cronometrato in 13.15 davanti al ritrovato Parchment (13.29). In Arabia Saudita esordio per Mutaz Essa Barshim, subito 2,35 con rincorsa old-style, dopo le difficoltà tecniche incontrare nell'ultimo anno. La sede era Jeddah, in occasione dei Campionati dei Paesi del Golfo, vinti dal Kuwait per sole due medaglie di bronzo in più sul Bahrain (terzo il Qatar). Sempre in terra d'Asia, il Challenge IAAF di marcia a Taicang, vinto dal brasiliano Caio Bonfim in 1h22:16 e dalla cinese Lu Xiuzhi (1h31:01).

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