Mondiali: Phillips al terzo oro mondiale




 

Le altre finali dell'ottava giornata dei XII Campionati del Mondo di Berlino: è stato l'anno del grande ritorno di Dwight Phillips, il campione del mondo (già due volte) ed olimpionico ad Atene 2004, che si è presentato a Berlino forte della miglior prestazione stagionale nel salto in lungo (8.74) e di una massa meno pesante da portare in volo. Favorito, ha chiuso la questione al secondo salto con 8.54, lo stesso turno in cui l'argento olimpico Mokoena si era portato (dopo un nullo iniziale) a 8.47, la misura che diede l'argento ad Andrew Howe due anni fa. Per lo statunintense la medaglia d'oro mondiale numero tre (oltre a un titolo mondiale indoor ed il bronzo di Osaka). Un grandissimo. Spento Irving Saladino, tre nulli che hanno impedito una storica doppia medaglia per Panama (sul podio degli indimenticabili duecento maschili è salito Alonso Edward). Ma il campione olimpico, a conti fatti, non sembrava serbare il solito colpo del k.o. anche entrando nella finale ad otto. Gloria per l'Australia, sul podio con la rivelazione dell'anno Watt (8.37) ed il quarto posto di Lapierre.  

Australia in delirio: poco più tardi arrivera l'oro straordinario (per come è stato ottenuto) di Steve Hooker nel salto con l'asta, che è allo stesso tempo canguro, acrobata e Tarzan, ed ancor oggi il team oceanico si stropiccia gli occhi per la fantastica medaglia d'oro di Dani Samuels nella finale del disco femminile di ieri. Ventuno anni, un cammino regolare per tutta la stagione attorno ai 62 metri, e soprattutto una gran boccata d'aria fresca per la specialità, da troppo tempo senza sussulti e nel braccio di veterane di lungo corso. 

Nella finale della 4x100 femminile la Giamaica ha vinto la medaglia d'oro in una gara a pronostico chiuso, visto il suicidio commesso dalle statunitensi in batteria (Anderson a decidere se passare o no il testimone alla Lee, quest'ultima a cercare con la sinistra il bastoncino, poi la destra, poi cadere e farsi male). Simone Facey, Shelly-Ann Fraser, Aleen Bailey e Kerron Stewart hanno tagliato il traguardo in 42.06, con argento alle varie generazioni che compongono il quartetto delle  Bahamas (giovani e ultratrentenni, in un felice mix-up) ed il bronzo alla Germania, perfetta nei cambi e motivatissima (sarebbe stato strano il contrario), Le olimpioniche russe quarte, non sempre esce il jolly. 

Il conto degli ori è di sette a testa per Stati Uniti e Giamaica. Il doppio trionfo giamaicano nelle staffette veloci è servito ad eguagliare il temporaneo bottino del team statunitense, che ha messo il settimo sigillo con Dwight Phillips nel salto in lungo. Domani, tra le due nazionali, tutto può succedere. Nella 4x400 maschile gli americani si presentano da logici favoriti e la Giamaica ha disputato una pessima qualificazione, restando fuori dalla finale, ma nella 4x400 femminile le giamaicane schierate al completo (e la Russia, fortissima) possono rendere la vita dura alle americane, che come primedonne potrebbero schierare Allyson Felix (tenuta a riposo nella batteria della 4x100, con quale risultato si è visto) oltre a Sanya Richards.  

Domani le restanti otto finali: la maratona femminile in mattinata (senza Paula Radcliffe ed Irina Mikitenko), le due staffette del miglio a chiusura dei campionati, il giavellotto, i cinquemila e gli 800 maschili, il salto in lungo ed i 1500 metri femminili.

 

Nella foto in alto le festa delle velocista giamaicane per l'oro nella fnale della 4x100, nella foto in basso Kerron Stewart e Shelly-Ann Fraser (foto Giancarlo Colombo per Omega/Fidal) File allegati:
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