Milano bacia l'Italia, Rosa e Di Martino record




 
Esultanza d’altri tempi per un’Italia che vince, piace e sorride, come raramente accaduto in passato. La nazionale azzurra bagna la doppia promozione in Super League di Coppa Europa con altri due record italiani assoluti centrati dalle sue straordinarie ragazze (dopo quello di sabato della Romagnolo nei 3000 siepi): Chiara Rosa porta il primato del peso a 19,15, aggiungendo undici centimetri al limite della campionessa europea indoor Assunta Legnante; Antonietta Di Martino somma un centimetro al suo fresco record dell’alto volando oltre i 2,03, performance che vale un certificato di Laurea all’Università dell’élite mondiale dell’atletica. Da perdere la testa, insomma, in un'Arena infiammata tra trombette da stadio, musica e bandiere tricolore. Ma in una giornata così bella, è meglio procedere con ordine, per non smarrire la bussola. Risultati di squadra, per prima cosa: azzurri primi in entrambe le classifiche, con 16 punti di vantaggio sulla Romania tra le donne e addirittura 30 sulla Slovenia in campo maschile; tradotto, promozione nella Super League 2008 (finale ad Annecy, Francia), riconquistata in coppia dopo un digiuno di due stagioni (l’ultima volta fu nel 2005, a Firenze). Poi, le stelle. Antonietta Di Martino è ormai di (e su) un altro pianeta. Sbriga la formalità della vittoria a 1,91 e poi, plastica, vola prima a 1,96 (prima prova), e poi a 2,00 (terza); il pubblico la acclama – c’è chi è partito da cava de’ Tirreni per vederla – e chiede a gran voce “tre, tre”, alludendo al record. Lei accetta l’invito senza esitazione e, dopo due prove di assaggio, si prende il secondo record in sedici giorni, dopo che per avere il primo l’Italia aveva atteso quasi 29 anni. Ma non è la sola ad esultare. Sul campo, piange, si tuffa nell’acqua della riviera, incita il pubblico, Chiara Rosa, appena diventata la donna più forte d’Italia, con il primato del peso portato a 19,15. La 24enne di Camposampiero (Padova), una delle migliori giovani espresse dal movimento azzurro nell’ultimo quinquennio, ha migliorato il primato precedente (il 19,04 della campionessa europea indoor Assunta Legnante, stabilito a Busto Arsizio il 23-9-2006) di undici centimetri, ma anche il suo personale di ben 44 (aveva un 18,71 vecchio di due anni esatti, ottenuto quando aveva vinto il primo titolo italiano assoluto a Bressanone). Un miglioramento sensazione, se si considera che quest’anno l’allieva di Enzo Agostini (cresciuta nella Libertas Padova e poi approdata alle Fiamme Azzurre) aveva lanciato “solo” a 18,29, incrementando lo stagionale di 86 centimetri. Qui, anche approfittando dell’assenza dell’infortunata Legnante, ha saputo trovare la giornata ideale, centrando la sesta prestazione mondiale 2007 (serie: 18,17; 19,15; 18,39; N). L’Italia chiude alla grande, con sei vittorie nella seconda giornata, dopo le dieci della prima (oltre a Di Martino e Rosa, nella domenica successi di Clarissa Claretti nel martello, di Silvia Weissteiner nei 5000, Stefano La Rosa nei 3000, e della staffetta 4x400 maschile). Il film della giornata trasferisce alla memoria flash ben definiti. Clarissa Claretti ha aperto la striscia vincente quando il sole era ancora alto. Gli otto punti del martello sono andati in cassa fin dal primo lancio, un 68,68 che è rimasto il suo migliore fino al termine della gara (serie: 68,68; N; 68,39; 65,65). Seconda piazza per la romena Melinte, l’ex primatista del mondo, finita a quasi due metri e mezzo (66,22). Non vince, ma merita una approfondita citazione anche la comasca Micol Cattaneo, seconda nei 100hs con il personale portato a 13.08 (vento +0.8, vittoria alla ungherese Vari), crono che le vale il conseguimento del minimo B per i Mondiali giapponesi (era 13.11). Velocissima in mezzo alle barriere, e grintosa all’attacco delle stesse, la Cattaneo lima sette centesimi al precedente limite personale (13.15 nella semifinale di Goteborg dello scorso anno) e si piazza al terzo posto nella lista tricolore all-time guidata dal 12.97 del record di Carla Tuzzi (1994). Bene anche Hannes Kirchler, confermatosi nel disco oltre i 61 metri (al primo lancio, seguito da tre nulli), misura buona per piazzarsi al secondo posto alle spalle dell’ungherese Mate (vincitore con un notevole 65,96). Posto d’onore anche per Emanuela Abate nei 110hs (13.89, vento +1.2; vittoria per lo sloveno Zlatnar, 13.76), e per l’ottocentista Livio Sciandra (1:49.78), superato solo dal romeno Zaizan, (1:49.57). Molto più avveduta nei 1500 metri Elisa Cusma (alla seconda gara dopo gli 800 di ieri), che ha navigato bene prima di lanciare lo sprint ed arrendersi alla romena Vasiloiu 4:09.06) e alla bulgara Yordanova (4:09.24); per l’azzurra, la soddisfazione del primato personale, portato a 4:09.34 (21 centesimi meno del precedente). Restando alle cose del mezzofondo, merita la citazione il siepista Matteo Villani, autore di un bel finale che lo ha portato al terzo posto (8:47.72; vittoria allo sloveno Buc, 8:47.48): perfetta interpretazione dello spirito di coppa. Ma soprattutto, il monumento della corsa di resistenza è lo scricciolo altoatesino Silvia Weissteiner, fantastica nel fare doppietta oggi nei 5000 (15:30.96 con il caldo: risultato che fa ben sperare in proiezione mondiale) dopo il successo di ieri nei 3000. La ragazza di Vipiteno è diventata un'atleta di livello internazionale, sicura di sé e sempre in grado di interpretare le tattice di gara. E merita l’applauso anche il grossetano Stefano La Rosa, autoriatio e anche molto accorto nei 3000 che vince in 8:06.40, superando avversari di discreto livello internazionale. Lo sprint non regala sorprese: Lalova fa doppietta (23.00 dopo l’11.26 di ieri), e Daniela Reina, con il quarto posto (23.68), si fa decisamente apprezzare. Giuseppe Gibilisco chiude l’elenco delle citazioni: il suo 5,40 (alla terza prova, misura d’ingresso; poi solo tre nulli a 5,60) non è risultato pari al suo valore, così come il terzo posto finale nella First League europea. Tra i risultati di giornata, spicca il 17,35 (ventoso) del portoghese Nelson Evora, autore di una doppietta dopo il successo nel lungo di ieri. Marco Sicari MILANO LANCIA UN PROGETTO PER LA NOTTURNA La due giorni di Coppa Europa è stata anche l’occasione per presentare il progetto di rilancio della storica “Notturna”, il meeting internazionale dell’Arena che potrebbe rivedere la luce già nella prossima stagione (data indicata: 2 luglio). Autore dell’iniziativa, il presidente della Camelot Milano (nonché consigliere FIDAL) Franco Angelotti, organizzatore delle ultime edizioni della Notturna. Il progetto vede il concorso sul fronte organizzativo di tre delle più importanti realtà cittadine dell’atletica: la Camelot, La Riccardi e la Pro Patria, con il supporto del Comitato Provinciale FIDAL Milano e di realtà come il CSI. Madrina annunciata, Fiona May, splendida protagonista di tante edizioni della riunione dell’Arena. Nella foto in alto, l'esultanza di squadra; in basso, Silvia Weissteiner (Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL) File allegati:
- FOTO DA MILANO / Photos from Milan
- RISULTATI / Full results



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