Maratona, il sogno che dura da 2510 anni

16 Giugno 2020

LÒRIGA STORY - Viaggio alle radici della “Regina delle Corse” che ha dato all’Italia due ori olimpici: Bordin e Baldini. E la leggenda di Dorando Pietri

 

I miei ricordi - Avendo conosciuto personalmente gli olimpionici dell’atletica italiana ve li ricordo, con particolari talora inediti delle loro carriere. Vanni Lòriga

“Amo l’Atletica perché è Poesia. E quando sogno, sogno di essere un maratoneta”. Lo affermava Eugenio Montale, premio Nobel per la letteratura, ed il suo pensiero ci accompagna alla scoperta dei due olimpionici italiani Gelindo Bordin (Seul 1988) e Stefano Baldini (Atene 2004). Ma prima ancora di parlare di loro riteniamo doveroso raccontare brevemente cosa sia quel Sogno che si chiama Maratona.

Tutti sanno che la Regina delle Corse prende il nome dalla cittadina dell’Attica dove nel 490 a.C. i Greci (ateniesi con il supporto di opliti di Platea) misero in rotta l’esercito dei Persiani di Dario. A titolo di semplice curiosità facciamo notare che secondo alcune fonti la battaglia venne combattuta il giorno 12 settembre, cioè circa 2500 anni prima del record mondiale di Pietro Mennea sui 200 metri (19.72 a Città del Messico il 12 settembre 1979).

La notizia della vittoria fu portata ad Atene, distante 40 chilometri da Maratona (nome che significa luogo dei finocchi, erbe delle ombrellifere che lì fioriscono spontaneamente e rigogliose) da un emerodromo (uomo che correva per portare le notizie) di nome Filippide (secondo Luciano di Samosata) o Fidippide secondo altri che giunto sul Partenone annunciò: “...nenikekamen...” cioè “abbiamo vinto!” e morì stremato dalla fatica. Va detto che probabilmente non gli furono fatali quegli ultimi 40 chilometri ma gli oltre 225 corsi pochi giorni prima per chiedere soccorsi a Sparta. Che peraltro non giunsero mai...

Aggiungiamo che non fu il solo a coprire la tratta Maratona-Atene e ritorno che fu affrontata dall’intero esercito greco quando Dario si stava a sua volta avviandosi verso la capitale. Ma gli onori del ricordo sono doverosamente riservati a Fidippide a cui è dedicata una statua in bronzo eretta accanto al tumulo che accoglie i caduti della battaglia.

In suo onore il filologo francese Michel Jules Alfred Breal, fra l’altro fondatore della moderna semantica, suggerì a de Coubertin di introdurre la corsa di maratona nel programma olimpico. Ed alle ore 14.00 del giorno 10 aprile 1896 partì dal citato tumulo la prima maratona olimpica. La distanza fu allora di 40 chilometri circa. Ma ci corre l’obbligo di segnalare che non si trattò della prima maratona in assoluto su quel percorso. Se ne erano infatti disputate due selettive organizzate dal colonnello Papadiamantopoulos, scopritore fra l’altro di Spiridon Louis, il primo vincitore del titolo. In quella occasione gli iscritti furono diciassette e gli arrivati nove... Da quegli esigui numeri siamo arrivati a milioni di praticanti, e tutti cercano di arrivare al traguardo.

Dopo la prima maratona olimpica trascorsero esattamente 92 anni per arrivare al primo oro olimpico italiano, quello di Bordin, ed altri sedici per quello di Baldini, i due allievi di Luciano Gigliotti. A loro saranno dedicate le prossime puntate.

Non si può concludere questa breve storia nella Maratona senza ricordare che prima di Gelindo e di Stefano ci fu un altro vincitore, il cui nome era Dorando Pietri. Chi volesse sapere tutto dell’uomo che “vinse e perse la vittoria” potrà leggere il libro a lui dedicato scritto da Augusto Frasca “La corsa del secolo”. Alla sua magistrale ricostruzione di una vita e di una gara leggendaria posso solo aggiungere che da quel 24 luglio 1908 la lunghezza è esattamente di 42.195 metri corrispondenti a 26 miglia e 385 iarde. Il particolare curioso è che nel rapporto ufficiale emanato dal Comitato Olimpico Britannico hanno sbagliato i conti e affermano che la maratona è lunga 42 chilometri e 263 metri: “Errare humanum est”...

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