Maratona, Bertone settima a Praga

05 Maggio 2019

Alla vigilia dei suoi 47 anni l’azzurra corre in 2h31:07. Si migliora la Stefani (nona 2h33:36) nella giornata dell’israeliana Salpeter, 2h19:46 e terza europea di sempre.


 

di Luca Cassai

Due italiane nella top ten alla maratona di Praga. L’azzurra Catherine Bertone chiude settima in 2h31:07 a quasi 47 anni con il quarto risultato in carriera, alla vigilia del suo compleanno. Per la valdostana dell’Atletica Sandro Calvesi, due volte mamma e medico al pronto soccorso pediatrico, un’altra prova significativa a livello internazionale, dopo l’ottavo posto nella scorsa estate agli Europei Berlino dove è salita sul podio con l’argento a squadre. Sempre nella città tedesca, ma nel 2017, era scesa a 2h28:34 che è il record mondiale della categoria master W45. Oggi, in una mattinata fredda e ventosa con 4 gradi alla partenza, un passaggio a metà gara in 1h14:19 prima di una flessione, riuscendo comunque a mantenere un ritmo inferiore ai 3:40 al chilometro. Applausi per l’alessandrina Elisa Stefani (Brancaleone Asti), nona in rimonta con 2h33:36 sul traguardo nella capitale ceca per demolire di oltre quattro minuti il record personale di 2h37:54 datato 2012. La piemontese di Valenza, 33 anni festeggiati ieri e campionessa tricolore nel 2013, ha corso in “negative split” con una seconda parte più veloce della prima, dopo essere transitata con 1h17:20 al giro di boa. In questa stagione era già cresciuta nella mezza maratona, 1h14:04 alla Stramilano.

SALPETER SOTTO 2H20 - La protagonista assoluta della gara targata IAAF Gold Label è invece Lonah Chemtai Salpeter, vincitrice in un formidabile 2h19:46. Un crono che proietta la trentenne israeliana di origine keniana al terzo posto nelle liste europee di sempre. Meglio di lei soltanto la britannica Paula Radcliffe, primatista mondiale con 2h15:25 nel 2003, e la tedesca Irina Mikitenko, 2h19:19 nel 2008. Arrivata una decina di anni fa in Israele, lavorando come baby-sitter per la famiglia dell’ambasciatore keniano, nella passata stagione si era rivelata conquistando il titolo continentale dei 10.000 su pista a Berlino, per aggiudicarsi poi la Firenze Marathon in 2h24:17 che finora era il suo miglior tempo sulla distanza dei 42,195 chilometri. Firmano il personale anche Shitaye Eshete (Bahrain, 2h22:39) e l’etiope Genet Yalew (2h24:34). Al maschile successo nella Volkswagen Prague Marathon in 2h05:58 di Al Mahjoub Dazza, marocchino di nascita ma in gara per il Bahrain, che in dicembre aveva già corso in 2h05:26 sulle strade di Valencia. Battuti due etiopi, Dawit Wolde (2h06:18) e Aychew Bantie (2h06:23), entrambi al personal best.

BERTONE: “NON SI FINISCE MAI DI IMPARARE” - “Sono contenta di averla portata a casa - le parole di Catherine Bertone - ed è un’esperienza in più. Anche se ho corso 38 maratone e domani le candeline sono 47, c’è sempre qualcosa da imparare e in questa gara non si inventa niente. Sinceramente speravo in qualcosa di meglio, sulla base degli ultimi allenamenti, pur essendo partita un po’ in ritardo con la preparazione. Per le condizioni climatiche di oggi, il problema non era il freddo ma il vento che ho sentito nella seconda parte, dopo aver corso quasi 25 chilometri con mio marito Gabriele Beltrami nel ruolo di “pacer” su un tracciato non lineare, con diverse curve e sui sampietrini, ma molto bello nel cuore della città. Fino a quel punto andavo a 3:30 al chilometro ed ero quasi stupita di quanto mi sentissi bene, mi sembrava di andare a passeggio. Ho provato a stare con un gruppo di uomini, finché al 32° chilometro ho deciso di staccarli, forse troppo tardi. Mi sono divertita per tre quarti di gara, ma nell’ultimo pezzo quasi faticavo a capire chi fossi...

Su questo risultato ci avrei messo la firma a gennaio con il mio coach Roberto Rastello, poi nell’ultimo mese sono cresciuta molto, però mancava qualcosa, probabilmente un paio di settimane in più di preparazione. Intanto domani mattina si rientra, in tempo per andare a prendere a scuola le mie figlie, che sono rimaste in Italia. Ma la voglia di correre non è passata, mentre ero in gara pensavo già alla prossima. Mi piacerebbe fare un buon crono in autunno, anche se non è facile rimanere a questi livelli”.

STEFANI: “UN BEL REGALO” - “Mi sono fatta il regalo - racconta Elisa Stefani - per i miei 33 anni, compiuti ieri, con un numero che mi ha accompagnato anche nel risultato, 2h33:36 il crono ufficiale, e addirittura il “real time” è di 2h33:33. C’erano i presupposti, ma dalla Festa del Cross (settima tra le italiane, ndr) e dalla Stramilano ho avuto qualche certezza in più. Volevo fortemente un crono di quattro o cinque minuti in meno rispetto al personale, sapevo che era possibile e sono molto soddisfatta. Per una volta non ho avuto intoppi nella preparazione, che è stata un crescendo, e sono riuscita a costruire quello che desideravo. Poi ho gestito bene la gara, conservando energie per la seconda parte in cui ho accelerato, come faccio di solito in allenamento. Nel 2014 avevo quasi smesso dopo i risultati ottenuti sotto la guida di Silvana Cucchietti, per una recidiva al tendine rotuleo che mi aveva già visto rallentare quando avevo vent’anni. Il primo a crederci è stato il presidente della mia società, Fabio Amandola, che mi ha convinto a riprendere e poi il tecnico Maurizio Di Pietro che mi segue dalla fine del 2016, mentre nella vita tutti i giorni ho un’attività di personal trainer e rieducazione motoria. Ci si è messo anche un incidente in montagna, all’inizio del 2018 e sempre al ginocchio destro, ma con tanta forza di volontà e il lavoro in palestra ho risolto i problemi ai tendini, fino a rientrare con 2h38:16 in dicembre a Valencia. Questo risultato significa tantissimo a livello personale, una rivalsa con me stessa, ma a volte paga essere testardi”.

Praga 2019: i passaggi delle maratonete italiane
Catherine Bertone: 17:34 (5 km); 35:02 (10 km); 52:37 (15 km); 1h10:33 (20 km); 1h14:19 (21,097 km); 1h28:13 (25 km); 1h46:25 (30 km); 2h04:44 (35 km); 2h23:00 (40 km); 2h31:07 (42,195 km)
Elisa Stefani: 18:20 (5 km); 36:34 (10 km); 54:56 (15 km); 1h13:26 (20 km); 1h17:20 (21,097 km); 1h31:33 (25 km); 1h49:37 (30 km); 2h07:45 (35 km); 2h25:46 (40 km); 2h33:36 (42,195 km)

IN PISTA - A Casalmaggiore (Cremona), nella prima tappa del circuito lombardo su pista dei Meeting Silver, fari puntati sugli 800 metri in condizioni climatiche di pioggia e freddo pungente (7 gradi). Tra le donne vince in 2:08.02 la piemontese Stefania Biscuola (Atl. Arcobaleno Savona), che si è piazzata terza nelle ultime due stagioni alla rassegna nazionale in sala. Secondo posto con 2:08.90 per Marta Zenoni (Atl. Bergamo 1959 Oriocenter), al rientro agonistico sulla distanza a quasi due anni dall’ultima volta. La ventenne bergamasca, bronzo mondiale allieve nel 2015, era tornata nella scorsa settimana in una gara su pista all’aperto con il successo nei 1500 metri a Milano (4:14.63) dopo i due titoli italiani conquistati in inverno, sui 3000 promesse indoor e nel cross corto assoluto. Al maschile sfiora il personale Abdelhakim Elliasmine (Atl. Bergamo 1959 Oriocenter): 1:49.90 per il campione tricolore under 23 al coperto. (ha collaborato Cesare Rizzi/FIDAL Lombardia)

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