Mansoor stakanovista e primo oro all'Olanda




 
Poca fortuna per gli azzurri nella sessione serale della prima giornata di Pechino: ma è chiaro che quando si hanno montagne da scalare quasi a mani nude si può anche dare l’impressione di essere fuori posto o un po’ velleitari. Intendiamoci: per la maggior parte dei ragazzi italiani l’obiettivo di questi Mondiali juniores è solo quello di onorare l’impegno, non di competere ad armi pari con avversari che spesso hanno un vantaggio tecnico o di talento praticamente incolmabile in questa fase della carriera. A questi livelli la differenza la possono fare o una classe incomparabile o i carichi di lavoro compiuti in allenamento: e il gap - a differenza di quanto poi avviene nel settore assoluto, dove si è in linea di massima tutti atleti professionisti - può apparire anche enorme. Più avanti, insegnano i precedenti, si può sperare di chiuderlo con l’esperienza e la preparazione. Per fare un esempio concreto: un Fabrizio Mori, che poi qualche medaglietta importante l’ha portata a casa, a Sudbury ’88 finì staccatissimo nella sua semifinale dei 400hs e lo stesso successe nella stessa edizione, sugli 800m, ad un campione come Andrea Benvenuti. E di questi nomi potremmo riempire una paginetta. MARTINA SI FERMA IN SEMIFINALE Venendo alle gare di oggi, una giornata calda e soleggiata a Pechino, si è fermata in semifinale l’avventura di Martina Giovanetti: la ragazza trentina ha concluso quinta con 11.98, peggiorando il tempo della mattinata anche a causa del vento (-0.9) che ha avversato tutte le prove pomeridiane della velocità. Tanto è vero che ancora la statunitense Alexandria Anderson è stata la migliore del turno, ma con un ordinario 11.51 nella seconda semifinale. Nella prima, quella dell’azzurra, si è arrivati al ripescaggio con 11.72, un tempo abbastanza modesto a testimonianza delle condizioni ambientali non favorevoli. In apertura di sessione c’era stata l’esibizione di Riccardo Cecolin nelle qualificazioni dell’alto: per il ragazzo friulano una prestazione che certo non può averlo lasciato soddisfatto. Subito difficoltà, i 2.00 superati solo al secondo tentativo, e poi disco rosso a 2.05: addirittura un 33° posto finale per l’azzurro e abissalmente lontana la magia della pedana di Lignano 2005, allorchè Riccardo si era librato vittorioso oltre i 2.14 del suo attuale personale. Una quota che, ripetuta qui, avrebbe però consentito il ripescaggio: infatti solo in 10 hanno superato i 2.18 della norma di qualificazione, con in testa il favoritissimo israeliano Niki Palli (2.30 in stagione), appena arrivato qui da Goteborg, dove era stato finalista nell’Europeo dei grandi. Prima mezzofondista in gara, per saggiare la difficoltà di un contesto mondiale di questo tipo, è stata la siepista Giulia Basoli (nella foto Omega/Fidal): e anche la lombarda è andata in difficoltà in una batteria nella quale ha concluso al 14° posto in 11:07.62. Un 29° posto in totale, abbastanza rispondente al valore di Giulia nel turno: per essere ripescati occorreva un tempo di 10:26.82, oltre 15 secondi meglio dell’attuale primato italiano di categoria stabilito lo scorso anno a Kaunas da Catia Libertone. Con maggior capacità e fortuna, l’obiettivo della varesina allenata da Giorgio Rondelli sarebbe stato quello di migliorare il personale, fissato dagli Europei 2005 a 10:57.69. In prospettiva, ricordiamo che avrebbe centrato il minimo di partecipazione anche la biellese Valeria Roffino, classe ’90 e quindi allieva al primo anno: 11:04.28 agli Assoluti di Torino per battere il record italiano di categoria e poi anche un altro primato allieve sui 2000st con 6:54.1 nell’incontro internazionale di Tunisi, la scorsa settimana. Ma è chiaro che anche per la giovanissima allieva di Clelia Zola ci sarebbe stato poco da fare in questa occasione e comunque – lo abbiamo notato in sede di presentazione - si era già deciso di non portare a Pechino atleti U.18. Ci sono però prospettive per poter lavorare: alle spalle dell’etiope Mekdes Bekele Tadese, che ha stabilito il record dei campionati in batteria con 9:46.67, si sono fatte largo diverse atlete europee delle più varie estrazioni. E questo può in ogni caso fissare degli obiettivi. MANSOOR SUPER-STAKANOVISTA Ma quale Alberto Juantorena, che stupì il mondo a Montreal 1976 vincendo due ori olimpici a distanza ravvicinata su 400 e 800 metri! Eppure confessiamo che seguimmo con una certa apprensione nel ‘99, prima edizione dei Mondiali U.18 di Bydgoszcz, il percorso di due atleti africani – il sudafricano Mandla Nkosi e il kenyano Nicholas Wachira – che avrebbero voluto emulare “El Caballo”: non ci riuscirono e si divisero equamente i due titoli, pur arrivando in finale su entrambe le distanze. Ma quello che ha in mente di fare Ali Belal Mansoor, 18enne con la maglia del Bahrein (ma kenyano di nascita) avrebbe veramente del fantascientifico: una doppietta 800/1500 metri, da disputarsi praticamente in contemporanea, sembra il progetto di una mente perversa. Ecco: da situazioni del genere si può avere l’esatta percezione con che razza di concorrenti si trovino a gareggiare i nostri ragazzi. E c’è pure da dire che questo ambizioso campioncino ha tutti i numeri per risucire nell’impresa, anche perchè le sue credenziali parlano di due record mondiali U.18 stabiliti lo scorso anno su entrambe le prove e sempre in Italia (1:44.34 a Conegliano Veneto sugli 800m e 3:33.86 alla Notturna di Milano). Allora: prima Mansoor ha disputato la batteria dei 1500m, vincendola in 3:43.50 alle 18.15; poi, alle 21.21, si è schierato alla partenza della sua batteria degli 800m e ha vinto anche questa con 1:49.24. Per la gara più lunga è ora in programma la finale, giovedì alle 20.15, mentre sul doppio giro di pista bisognerà affrontare la semifinale domani alle 18.10 e poi la finale venerdì alle 18.45. Che dire? I padri della storia atletica favoleggiano del campione finlandese Paavo Nurmi, che ai Giochi di Parigi 1924 disputò e vinse, nella stessa giornata (era il 10 luglio), i 1500 e i 5000 metri, migliorando entrambi i record olimpici (3:53.4 e 14:31.2): ma erano altri tempi, con una concorrenza diversa e ritmi non paragonabili a quelli di oggi. E il grande Nurmi era già un superman per la sua epoca. Davvero, non riusciamo ad immaginare quale possa essere oggi il dispendio energetico del giovanissimo arabo-kenyano nel suo percorso agonistico di Pechino. Dimenticavamo: il miglior tempo del primo turno è stato stabilito dall’ugandese Abraham Chepkirwok con 1:45.97, così, tanto per gradire! ALL’OLANDA IL PRIMO ORO Delusione per i padroni di casa, che speravano di aprire il medagliere già con la prima finale in programma, quella del peso femminile: ed invece le due cinesi in lizza hanno concluso al 5° e al 6° posto, mentre l’oro è andato a Melissa Boekelman, la bella ragazzona olandese, appena 17enne, della quale avevamo ricordato in mattinata i bei successi dello scorso anno all’EYOF di Lignano. Melissa ha messo subito la finale in ghiaccio con un primo lancio da 17.66, miglior prestazione mondiale dell’anno e, alla fine dei conti, gittata vincente. E’ interessante notare come una misura del genere avrebbe consentito un’agevole qualificazione anche a Goteborg. Alle sue spalle, sul podio sono andate la tedesca Hinrichs (17.35) e la russa Tarasova (17.11). Il pubblico di Chaoyang si è comunque rifatto la bocca in chiusura di serata, grazie all’oro conquistato in volata nei 5000 metri dalla cinese Fei Xue (15:31.61), ai danni delle kenyane Florence Jebet Kiplagat (15:32.34 per questa vecchia conoscenza dei meeting nostrani) e Mary Wacera Ngugi (15:36.82). C’è da dire che le nostre Silvia La Barbera e Adelina de Soccio, che nelle ultime due edizioni degli Europei juniores hanno conquistato il titolo, si sarebbero fatte valere anche qui con le loro migliori prestazioni. Tanto per dire come non sia poi impossibile trovare ragazze in grado di fare bella figura anche in un contesto impegnativo come questo e poi sia necessario impegnarsi per assicurare ai nostri talenti le condizioni per migliorarsi a livello assoluto. LE ALTRE QUALIFICAZIONI Nel martello femminile, disputato in mattinata, la miglior misura è stata quella della romena Bianca Perie (63.16) e la 12^ misura di ripescaggio si è ancorata a 57.31: due anni fa a Grosseto conquistammo il bronzo con Laura Gibilisco e un altro posto in finale con Silvia Salis. Qui c’è un pizzico di rammarico per il minimo raggiunto in ritardo dalla toscana Micaela Mariani, 57.14 piazzato fuori termine, nell’incontro di Tunisi a inizio agosto. Ma l’allieva di Nicola Vizzoni è comunque al primo anno di categoria e potrà rifarsi nella prossima stagione. Nelle qualificazioni del giavellotto femminile, la migliore è stata la tedesca Vivian Zimmer (56.15), mentre il taglio del 12° posto è arrivato a 48.87. Anche qui ci sarebbe stata un’allieva, la giovanissima padovana Maddalena Purgato, capace di raggiungere il minimo di partecipazione (50.22 in stagione): ma, come più volte ribadito, le U.18 non sono state selezionate. Vento contro nelle semifinali dei 100 metri maschili: si vedono i favoriti, anche quelli che si erano nascosti in batteria, e il britannico Harry Aikines-Aryeetey (due ori a Marrakech 2005) ha messo il naso avanti a tutti con 10.38. Da segnalare il ripescaggio (10.48) dell’altro britannico, Wade Bennett-Jakcson, che in batteria era stato il migliore del primo turno grazie al suo personale di 10.33: tanto per dire che su queste scene bisogna correre al meglio, sempre e comunque, per non avere brutte sorprese. Nelle qualificazioni del triplo femminile la migliore è stata la ragazza di casa Li Sha, capace del miglior salto stagionale per la categoria (13.97 con vento +0.2). Qui l’ammissione alla finale si è agguantata con 12.97: sempre a titolo di riferimento in casa nostra, l’allieva Federica De Santis solo a Tunisi aveva raggiunto il minimo di partecipazione con 12.93 (+1.8, seconda prestazione U.18 di sempre da noi). Ultima gara in programma, nella giornata inaugurale, le batterie degli 800 femminili: miglior tempo per la britannica Emma Jackson (2:05.68). Da noi il vertice stagionale della categoria è attualmente fissato a 2:09.05 da parte della bergamasca Marta Milani, che qui a Pechino si è già meritata la promozione alle semifinali dei 400 metri. Un'occhiata alla seconda giornata: domani già ci giochiamo alcune carte importanti, con le qualificazioni dell'asta donne (Scarpellini e Cargnelli) e del martello uomini (rocchi), oltre alla finale diretta dei 10000m (Lalli) e alle batterie maschili di 400hs (Guaschino e Capotosti) e delle siepi (Salsi). In bocca al lupo, ragazzi. File allegati:
- TUTTI I RISULTATI DI PECHINO
- LE FOTO DELLA PRIMA GIORNATA



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