Larissa, un’atleta “scialla”

20 Febbraio 2021

La magnifica naturalezza di una ragazza di poco più di 18 anni che fa già i conti con la storia dell’atletica. Riportando le lancette del salto in lungo ai nostri giorni, superando Heike Drechsler e pareggiando mamma Fiona May.

 

La signorina Heike Daute, ancora lontana dal dire sì al signor Drechsler, atterrò ai 6,88 del primato mondiale Juniores del lungo il primo febbraio del 1983. Il mondo era diverso da quello attuale, e non soltanto perché parliamo di un giorno di più di 38 anni fa. La Madre Patria di fräulein Daute era una terra difficile, dolente, racchiusa in tre lettere maiuscole, che a un adolescente odierno – va beh, diciamo uno non proprio straordinario in storia - probabilmente diranno poco: DDR. Compasso e martello sovrapposti al tricolore tedesco. Da lì a qualche mese, la signorina Daute avrebbe anche vinto il primo oro Mondiale assoluto, nell’edizione inaugurale di Helsinki.

Fiona May, nel 1983 era una ragazzina. A distanza letteralmente iperbolica dal sì a Gianni Iapichino che le avrebbe cambiato la vita (e la carriera sportiva) nel giro di pochi anni. Le sue cose migliori nel salto in lungo al coperto, un rotondo 6,91 (inferiore ai 7,11 del record nazionale outdoor), le avrebbe ottenute molto più tardi, nel 1998. Fiona May-Iapichino e Heike Daute-Drechsler avrebbero battagliato sulle pedane di mezzo mondo per oltre un decennio, scrivendo pagine memorabili della storia dell’atletica. Oggi Larissa Iapichino, figlia non ancora diciannovenne di Fiona e papà Gianni, con il suo salto a 6,91, la quota del record italiano assoluto di mamma, tre centimetri oltre quello mondiale Under 20 (al coperto) della sua rivale storica, ha riportato le lancette del salto in lungo sul fuso orario del nostro tempo.

Un salto nello spazio e negli anni, che rimette la sigla WR (in questo caso con l’appendice U20, ma fa niente) accanto al risultato di un atleta azzurro dopo tempo immemorabile. Il labiale di Larissa, che sembra voler correggere lo speaker (“ma è record del mondo, è record del mondo!”) resterà impresso a lungo nei pochi ammessi allo spettacolo del Palaindoor di Ancona. Sensazioni straordinarie, l’idea che il futuro sia un libro tutto da scrivere, ricco di pagine esaltanti. Poi arriva lei, la baby volante, che con una naturalezza ed una semplicità ai limiti del disarmante, un sorriso contagioso, riporta i piedi sulla terra, spiazzando l’interlocutore con frasi del tipo: “Ma io voglio godermela così come viene, non voglio nemmeno pensare a cosa verrà dopo… Che atleta sono? Diciamo (ride, ndr) un’atleta… scialla”. Una nuova categoria dell'essere in pista ed in pedana.

La classe di questa ragazza è cristallina, e il lavoro di Gianni Cecconi la sta esaltando sempre più. Ci sono foto che svelano particolari che a velocità normale è difficile scoprire. Come la ripresa frontale al momento della chiusura in volo, dove Larissa è raccolta in una cinquantina di centimetri, non di più, dalla nuca ai talloni, gli occhi assetati di spazio, le mani protese alla ricerca della misura. Talento, lavoro, una organizzazione nella quale papà Gianni è centrale, ed un futuro che è già diventato presente.

Il 6,91 della Iapichino è anche la miglior misura al mondo quest’anno, a poco più di un sospiro dagli Europei in sala di Torun, Polonia (4-7 marzo), dove Larissa si presenterà (speriamo) scialla più che mai. In quello che sarà il suo esordio con la maglia azzurra “dei grandi”. Mamma Fiona la mette sull’avviso: “I record sono importanti, è vero, ma quel che conta davvero sono le medaglie. Larissa in futuro dovrà provare a farle sue. In cosa mi somiglia come atleta? Direi nella grinta, ma deve imparare a gestirsi tra un salto e l’altro, riuscire a rimanere tranquilla”. E con il presidente federale Stefano Mei che gongola e dice: “Larissa è una ragazza equilibrata, che sa scatenarsi in pista. Sono questi gli esempi che vanno indicati ai nostri giovani”. Bello, esaltante. L’Atletica Italiana è sempre più innamorata di questa ragazzina che non smette di stupire. Ma che lunedì mattina, tornerà a scuola. Magari, a lezione di storia.

m.s.


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Larissa Iapichino... WR (foto Grana/FIDAL)


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