Internazionale, countdown per la Coppa Europa




 
Ci eravamo lasciati con l'eco dei primati del mondo di Kenenisa Bekele e Stacy Dragila, e ci ritroviamo ancora con due record al termine di una settimana eccezionale per quantità e qualità. Alla sensazionale impresa di Elvan Abeylegesse si è aggiunto ieri il mondiale sui 50 chilometri di marcia ottenuto nel corso dei campionati russi da Denis Nizhegorodov. Prima di addentrarci nel dettaglio degli ultimi sette giorni riportiamo la comunicazione che la IAAF ha diramato in merito al mondiale dell'asta. Il primato assoluto è a tutti gli effetti il 4.86 di Yelena Isinbayeva (Budapest, mondiali indoor). La regola vigente riduce a "migliore prestazione all'aperto" l'impresa di Stacy Dragila, capace di superare i 4.83 ad Ostrava. Ovviamente l'integrazione fra record in sala ed all'aperto è esclusiva caratteristica dei concorsi. I "Bislett Games" cambiano sede (ma non il prestigio) La sottile etiope naturalizzata turca ha mantenuto fede agli annunci della vigilia polverizzando il mondiale dei 5000 metri (14:28.09 della cinese Jiang Bo, una delle tante misteriose apparizioni dall'ombra del "guru" Ma Junren): la gara più veloce di sempre ha portato non solo il mondiale di Elvan Abeylegesse (14:24.68), ma anche il limite mondiale junior della campionessa iridata in carica, l'antilope Tirunesh Dibaba (14:30.88, era già suo con 14:39.94, ai Bislett Games dello scorso anno). Eccezionali gli altri riscontri: la maggiore delle Dibaba, Ejagayou, ha corso in 14:32.74 e un'altra junior, la Ejigu, in 14:35.18. Altri due atlete, la Tulu e la giovane Defar, si sono espresse sotto i quindici minuti. Tutte etiopi, tranne la prima che lo fu. Lo stadio di Bergen ha mostrato altri volti femminili da ricordare: quello di Tonique Williams, capace di correre i 400 in 49.78 (mondiale stagionale) e quello inconfondibile di Gail Devers, che annota un'altra vittoria (12.56) sulla regina mondiale Felicien (12.66). Detto che nella gara-record era presente Anna Incerti che si è piazzata quindicesima in 16:05.93, prendiamo qualche spunto dal programma maschile: il duello fra Olsson e Gregorio si è risolto a favore del primo, e riteniamo che difficilmente potrebbe essere scritto un copione diverso a causa delle differenze strutturali tra i due atleti: lo svedese svolazza veloce a 17.58, il brasiliano martella la pista con i primi due atterraggi e chiude col jump a 17.38, cosa di per sé straordinaria per un atleta di quel peso, capace la settimana scorsa di 17.72. Un bell'800 ha assegnato al rivincita al russo Borzakovskiy (1:44.41) sul kenyano Bungei. Siamo appena al secondo scontro diretto e forse annovereremo uno dei tanti tormentoni estivi. Con 69.21 Virgilijus Alekna ha incrementato di sette centimetri il già suo limite mondiale stagionale, battendo tutti i più forti specialisti. Ha sorpreso invece la sconfitta patita da Makarov nel giavellotto (86.19, comunque una gran misura) ad opera dell'americano Greer (87.39), che non è un signor nessuno avendo già fatto bella figura ad Edmonton (quarto). In Russia il mondiale dei 50km Al secondo titolo nazionale consecutivo sulla distanza più lunga, Denis Nizhegorodov (23 anni, quinto a Parigi) ha sorprendentemente firmato il limite mondiale con 3:35:29, che è un'enormità rispetto al 3:36:03 con il quale Robert Korzeniowski aveva vinto il titolo agli ultimi mondiali in Francia. L'impresa è stata ottenuta a Cheboksary nel corso delle seconda giornata dei campionati russi di marcia. Sabato le distanze più corte: la venti maschile è stata appannaggio di Parvatkin (1:18:28) e quella femminile di una brillante Olimpiada Ivanova (1:26:54). Gli universitari in Texas Austin ha ospitati i campionati NCAA, dove molti dei nomi che abbiamo citato nel corso della stagione hanno fatto furore, ed altri hanno mancato le attese. Qualificazioni maschili dello sprint: nei cento rinuncia alla finale Marc Burns, il secondo gioiello di Trinidad (l'altro è Brown), dopo il 9.99 ventoso della batteria. Il vento è andato dall'esagerato al legale al limite. Non validi perciò il 10.01 di Gay ed il 10.06 di Christian. Lo stesso Gay è stato graziato al momento di lasciare i blocchi per le batterie dei 200: 20.09 buonissimo e secondo crono dell'anno. Al primato dello Zimbabwe un sorprendente Dzingai (20.12). Oltre i limiti anche il lungo, con Moffitt a 8.40 (ma un bell'8.29 regolare) ed Allmond (8.35). La capofila stagionale dei cento Lauryn Williams progredisce ancora, e dopo il 10.94 ventoso delle batterie vince il titolo con un magnifico 10.97. Il weekend ha portato i primi "meno 10" e "meno 11" della velocità: infatti Asafa Powell ha ottenuto 9.99 a Spanish Town in una gara organizzata nel contesto dei campionati junior di Giamaica. Per tornare agli NCAA, c'era grande attesa per le finali dei 400: Jeremy Wariner ha demolito le velleità del compagno di università Williamson, vincendo in 44.71 (solo sesto l'altro gioello di Baylor in 45.26) davanti a Willie (44.85) ed a Jerry Harris (44.96). Delusione per Banda dello Zimbabwe, quarto in 45.15. Contro i pronostici la finale femminile, per la sconfitta delle ragazzine terribili Henderson (50.62) e Sanya Richards (50.68) ad opera di DeeDee Trotter (50.32). I cento uomini, il pathos in un lampo, vanno per otto millesimi a Gay (10.06) sul più giovane dei fratelli gimaicani Frater (Mike, 10.06 anche per lui), e con 10.07 è terzo Mardy Scales. In cima al mondo, per ora, si porta Sheena Johnson, che regola Lashinda Demus in una grande finale dei 400 ostacoli (53.54 contro 54.22). Fra gli uomini titolo a Clement di Trinidad (classe 1985) in 49.05. La giornata conclusiva, con protagonista ancora il vento superiore al limite, ha offerto le finali dei 200 (Wallace Spearmon 20.12, LaShauntea Moore 22.37) ed il 2.32 di Andra Manson nel salto in alto. Sabato tregua da parte di Eolo, per cui vanno al titolo con prestazioni omologabili gli ostacolisti Joshua Walker (13.32) e Nichole Denby (12.62, due centesimi sulla canadese Lopes). Sui 100 ostacoli va di nuovo sul podio la Johnson, terza in 12.75. Tonette Dyer, che ha corso praticamente in ogni weekend dalle due alle quattro gare fin da marzo, e che detiene il limite stagionale sui 200 in 22.34, ha invece chiuso al quarto posto sia sui cento che sui duecento. Cicala. Steve Mullings, sprinter giamaicano segnalato per i suoi meno 10 e meno 20 con l'aiuto del vento, ha realizzato un bel colpo ad Atlanta, vincendo le gare di sprint in 10.05 e 20.27 in un pomeriggio. Sempre in Georgia, la capolista del lungo Goulbourne (7.16) ha mostrato che la sua velocità di base è determinante per il raggiungimento di certe misure, correndo in 11.27. Michelle Collins ha invece ritrovato i 400 dopo il lungo infortunio ed ha chiuso in 50.50. Europa verso le urne Nella settimana che precede la Coppa Europa intensità alle stelle: si è gareggiato ovunque e in molti casi ad alto livello. Stefan Holm ha valicato i 2.32 nel meeting EAA di Bratislava, ma nell'alto l'acuto si è avuto domenica grazie al 2.35 di Sokolovskiy, ottenuto a Langen in Germania (con Giulio Ciotti sesto a 2.21). In precedenza, nella Repubblica Ceka, 2.33 di Baba e 2.30 per il magiaro Ton, entrambi al primato all'aperto. Weekend intenso in Germania: venerdì Kassel, domenica Erfurt. A Kassel nuova esibizione di Stacy Dragila (4.78, altissima), e primati personali per l'islandese Elisdottir e la tedesca Hingst (4.54). Nell'asta maschile 5.70 per Kristiansson, bronzo mondiale. L'asta regala altri primati: quello spagnolo, ad esempio, di Naroa Agirre, che con 4.47 è preceduta dalla russa Polnova (4.62) a Rivas, nei pressi di Madrid. Ad Erfurt ha debuttato Jason Gardener, che dopo gli splendori indoor ha ritrovato la sua dimensione "outdoor" in un normale 10.29, ed ha pure perso dal nigeriano Egbele e dal tedesco Ostwald. Chi sta bene è David Canal, che dopo il 20.68 di Rivas va in Germania a vincere i 400 che dovevano essere di Schultz (45.06 contro 45.49). Per chi aspetta la 4x100 azzurra a Bydgoszcz, segnaliamo il 39.10 dei tedeschi in formazione tipo. Meglio i polacchi, che a Varsavia sono volati in 38.65, a due centesimi dal risultato azzurro di Napoli. Ancora da Erfurt 5.75 di Markov, 66.36 di Moellenbeck e 53.78 di Yuliya Pechonkina. Il marito, Yevgeniy, ha scontato la squalifica ed è tornato in azione al Memorial Kuts di Mosca, primo in 13.49. La giavellottista ungherese Nikolett Szabo ha colto una bella vittoria sulla Nerius, con la misura di 62.34. A Varsavia, per il Kusocinksi Memorial, oltre alla staffetta vola anche il peso del sudafricano Robberts (21.05), e riappare su misure di valore l'olimpionico del martello Ziolkowski (79.41). Toh, Kedéris Riapparso per i campionati nazionali di Grecia, il campione di tutto (olimpico mondiale ed europeo) ha fatto suoi i cento in grande scioltezza in 10.18. Lo vedremo in Coppa Europa. Lo scorso anno a Firenze la sua ultima esibizione, poi la rinuncia alla passerella parigina. Anche la Thanou è tornata in pista, ed ha vinto senza strafare in 11.21. Questa edizione dei campionati greci ha consegnato alla storia qualche primato nazionale, come il 67.72 di Katerina Voggoli nel disco (anche mondiale stagionale) ed il 54.88 sui 400 ostacoli di Fani Chalkia, che già in batteria aveva abbassato il primato greco a 56.03. Dal giavellotto donne 62.63 della Tsiolakoudi in qualificazione, ma successo a Sava Lika con 62.89 e rientro per Mirela Manjani, terza con 58.92. Altro primato per l'astista Evaggelou (5.62) e quasi-record per la Papayeoriou nel martello (69.31). Numeri in passerella La kazaka Tatyana Roslanova ha stupito correndo i 400 ad Alma Ata in 50.68. Aveva un personale di 52.03 e già in batteria era scesa a 51.26. La Roslanova deve essere riconoscente al dio della pioggia, perché nella seconda giornata di gare è avvenuto qualcosa fra il grottesco e l'esilarante: solo due atlete su otto hanno portato a conclusione la prova dei duecento metri a causa della terrificante quantità di acqua che Giove Pluvio ha riversato sullo stadio. A Bucarest ritrova smalto Bogdan Tarus con 8.26 nel lungo. Gli specialisti dell'Est si sono mossi molto bene negli ultimi giorni. Il bulgaro Dachev ha ottenuto 8.17 a Plovdiv e l'ucraino Vasylyev 8.21 a Kharkov. Una romena in crescita è Adina Anton, vista di recente sul suolo italiano stentare per andare più in là di 6.20 e sabato atterrata con vento nullo a 6.75, a Bucarest per i campionati romeni. In Olanda il meeting di Leiden: 20.94 e 63.79 per Rutger Smith nel peso e nel disco e 18.22 dell'omologa Lieja Tunks, la rivale più accreditata per Assunta Legnante in prospettiva Istanbul. Ancora dal settore lanci gran primato del martellista finnico 24enne Karjalainen, che è anche primatista mondiale junior: per lui 82.15. Alla vigilia del ritorno di Paula Radcliffe si fanno sentire le sue amiche inglesi: i diecimila di Watford sono andati a Kathy Butler (una ex-canadese, 31:36.90) e dietro è andata forte anche una delle due Yelling (Hayley), che ha corso in 31:45.14. Francis Obikwelu sta macinando perle e ritrovata efficienza: a Lisbona per lui un gran 10.05, dopo il successo sulla pista tutt'altro che veloce di Mosca in Coppa campioni (10.14). Sempre a Lisbona (ieri) primato sudamericano sui 110 ostacoli per Redelen dos Santos in 13.29. C'era La O'Reilly, che ha vinto il lungo con 6.10 (-0.8). Ultime notizie: il disco della Pospisilova arriva a 66.32 (ora si chiama Cechlova), e dalla Spagna il meeting di Gava, dove c'era Natssha May che ha saltato 6.03 (terza) e dove ha brillato l'eritreo Zersenay con 27:32.61 sui diecimila. Maria Vasco ha ottenuto il record nazionale sui 3 chilometri di marcia in 12:20.44. Ancora italiani in Svizzera Impegnati Margaret Macchiut (13.32) ed i quattrocentisti Vallet (47.00) e Pirovano (47.68), oltre ai martellisti Marco Lingua (secondo con 71.26) e Pellegrino Delli Carri (69.67). Luca Bortolaso ha vinto la serie minore dei 400 ostacoli in 51.27. I risultati migliori della riunione svizzera, oltre al record nazionale dell'asta di Nadine Rohr (4.30) sono venuti da Daniel Caines (45.41) e dalla nerissima francese Mang (22.92). Korzeniowski ospite di se stesso Organizzata dal pluriolimpionico polacco, la 10km di Cracovia si è risolta in favore dello spagnolo Fernandez in 38:33 (seconda uscita e secondo successo), davanti proprio a Korzeniowski (38:39). Terzo in 39:24 Alessandro Gandellini, che ha battuto Heffernan, Molina e Trotskiy. Ancora meglio Elisa Rigaudo (43:35, personale su strada), seconda dietro la tedesca Seeger (43:28), ma davanti alla titolatissima Nikolayeva ed alla norvegese Plaetzer. Korzeniowski contento per la riuscita del suo meeting; lo sarà meno per lo scherzo tiratogli da Nizhegorodov il giorno dopo. In attesa della coppa Europa, sono disponibili le graduatorie europee nella sezione statistiche. La prossima edizione delle news internazionali è per martedì prossimo nel corso della giornata. Marco Buccellato


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