Indoor: azzurrini oro ad Halle, seconde le donne

04 Marzo 2017

Nel match indoor under 20 contro Francia e Germania la squadra maschile vince a pari punti con la Francia. Elisa Di Lazzaro con 8.22 è ancora record italiano juniores dei 60hs.


 

di  Anna Chiara Spigarolo

Italia senza precedenti ad Halle Saale, contro Francia e Germania: gli azzurri di Stefano Baldini vincono l’incontro maschile U20 indoor a pari punti con i francesi, si aggiudicano il match femminile di lanci lunghi U23 e sono secondi al coperto con le donne e nella classifica combinata. Nel complesso arrivano ben 11 successi individuali - 8 indoor e 3, forse i più inattesi, nel confronto all’aperto – e 2 record italiani under 20. Le primatiste sono due ragazze, ed entrambe migliorano un limite nazionale che già possedevano: l’allieva Carolina Visca che scaglia il giavellotto a 53,75, incrementando il 53,46 lanciato una settimana fa a Rieti, mentre la 18enne Elisa Di Lazzaro con 8.22 nei 60hs abbassa di tre centesimi l’8.25 siglato in occasione della vittoria dei Campionati Italiani Assoluti.

All'aperto, oltre a Visca, anche Sara Fantini nel martello e Giada Andreutti nel disco si prendono l'oro, per una tripletta tutta al femminile mai accaduta nella storia della manifestazione dedicata ai lanci. A queste si aggiungono anche le vittorie individuali indoor dell’allieva Roberta Gherca (4,10 nell’asta) e di Rebecca Borga (54.29 nei 400) mentre tra gli juniores conquistano l’oro il campione europeo allievi dei 400 hs Alessandro Sibilio (48.18 nei 400), lo sprinter Nicholas Artuso (6.81 + 6.71 sui 60), Denis Rigamonti nel lungo (7,33) e i ragazzi della 4x1 giro (Bapou, Zobbio, Marchei e Campana), squalificati e poi riammessi in un concitato finale di giornata (1:28.53). Sono prime anche le ragazze della 4x1 giro (Dosso, Bonicalza, Polinari e Gherardi) in 1:37:85.

La classifica maschile indoor vede l'Italia prima alla pari della Francia con 89 punti, mentre la Germania si ferma a 82; tra le donne, tedesche davanti a tutte con 106 punti, Italia seconda con 80 e Francia terza con 72; nella combinata 187 punti per i tedeschi, 169 per gli italiani e 161 per i francesi. Per i 70 azzurrini (rispettivamente 52 nel programma indoor e 18 nei lanci all'aperto) schierati dallo staff tecnico federale nel classico appuntamento dell'inverno giovanile, si tratta di una prova più che incoraggiante in vista dei Campionati Europei Juniores che quest'anno si terranno in casa, a Grosseto, dal 20 al 23 luglio 2017.

RISULTATI/ResultsORARIO/Timetable

LA SQUADRA ITALIANA: INDOOR LANCI
LA SQUADRA TEDESCA
LA SQUADRA FRANCESE: INDOORLANCI

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LA CRONACA GARA PER GARA

Asta uomini – Bo Kanda Lita Baehre, che proprio una settimana fa ha saltato 5,50, è il più atteso fra gli astisti in pedana e non manca di dare spettacolo attaccando, inutilmente, i 5,40. Nonostante il tifo in tribuna, il tedesco così non riesce a migliorarsi e chiude con la misura di 5,20, la stessa attaccata dal triestino Max Mandusic. Sarebbe il nuovo personal best (5 centimetri più su del 5,15 degli Italiani Junior), ma non è giornata. È secondo con 5,05, mentre il giovanissimo Ivan De Angelis, allievo al primo anno di categoria, chiude quinto a 4,35.

800 uomini - L’argento europeo allievi Andrea Romani combatte da protagonista, ma nel finale si spegne la luce. Il campano sembra condurre la gara perfetta per piazzare la zampata finale nell’ultimo giro, ma quando vede che il francese Robert Benjamin resiste, anzi sta per spuntarla (vincerà in 1:51.51) l’azzurrino perde ogni energia, arretrando in pochi metri fino al quarto posto (1:52.09). Lo superano sul filo di lana, infatti, anche Constantin Schulz (1:51.60) e Ludovic Lemeur (1:52.02), mentre Samuele Licata è quinto in 1:53.08 (vicino ai suoi migliori crono) dopo una gara più cauta.

800 donne - Jana Reinert fa suoi i 4 giri di pista al coperto in 2:10.80, mettendosi alle spalle la connazionale Majtie Kolberg (2:12.79), insidiata fino all'ultimo da Gaia Sabbatini (2:13.07). Non è alla partenza invece, causa influenza, la giovanissima Eloisa Coiro (2:09.47 di PB), che viene sostituita da Federica Baldini, quinta in 2:13.92.

60 donne - Keshia Beverly Kwadwo fa valere il proprio rango e il 7.36 di personal best. Nel primo round la tedesca corre in 7.34, anticipando la connazionale Jennifer Montag (7.46) e Zaynab Dosso, l’azzurrina con le treccine verdi che ferma i cronometri a 7.48. Il secondo round ribadisce le posizioni del primo: Kwadwo corre in 7.39 (14.73 il totale della combinata), Montag in 7.48 (14.94) e Dosso in 7.55 (15.03). Per Camilla Maestrini due crono da 7.63 e 7.59 (15.22, è quinta).

60 uomini – Nel primo round è il tedesco Thomas Barthel a spuntarla contro Nicholas Artuso: 6.79 contro 6.81, mentre più indietro l’allievo Lorenzo Paissan corteggia il primato nazionale under 18 in 6.86. Nel secondo round però Artuso sfreccia in 6.71, lasciando a 6.78 Barthel e aggiudicandosi la combinata. Rammarico per Paissan, che con 6.84 arriva a un centesimo dalla datata MPI di Michele Lazazzera (6.83 nel 1985), dopo averla già sfiorata due volte ai Tricolore allievi di Ancona.

60hs uomini – Gli ostacoli sono caldissimi in Sassonia. Dopo l’8.22 del record italiano di Elisa Di Lazzaro, i coetanei non vogliono essere da meno ed è Mattia Di Panfilo, 17enne di Pomezia già primatista italiano allievi e cadetti (è stato il primo U16 italiano a scendere sotto i 13 secondi negli 80 ostacoli) a sfiorare l’impresa. Sul rettilineo tedesco il romano ferma il cronometro a 7.83, a due centesimi dalla vittoria ma soprattutto dal limite nazionale U20 che appartiene a Lorenzo Perini dal 2012. Di Panfilo si installa così al secondo posto delle liste alltime, alla pari con Ivan Mach di Palmstein. Oggi è due volte secondo (la prima in 7.91) dietro al tedesco Jonathan Petzke (7.86+7.81 e leader nella combinata con 15.67). Mattia Montini con 7.88 diventa il quinto junior italiano di sempre, dopo aver corso in 8.03 per la quarta posizione nella somma dei tempi.

Triplo uomini - Non è della partita Melvin Raffin, protagonista ieri agli Europei indoor di Belgrado con 17,20 superando un record mondiale under 20 che resisteva dal 1985. Ma in ogni caso vince un francese: Quentin Mouyabi, che all’ultima prova atterra al personal best di 15,77 dopo quattro nulli e un 15,31, per battere il connazionale Martin Lamou (15,68 nel primo turno). Al terzo posto il veneto Fabio Camattari che salta 14,83 mentre il bresciano Andrea D’Amore si piazza quinto con 14,46. Entrambi gli azzurri ottengono i migliori risultati di giornata nelle fasi iniziali della gara (rispettivamente al secondo e al primo tentativo): nei campionati italiani avevano dato vita a una sfida sopra i 15 metri, ci sarà tempo per tornarci.

Triplo donne - Si comportano bene le giovani azzurre sulla pedana del triplo. All’ultimo salto l’allieva Camilla Vigato conquista il secondo posto con 12,81 sfiorando il personale di 12,86, ma anche la tricolore junior Beatrice Bartolozzi avvicina il suo miglior risultato in carriera, quarta grazie a un hop-step-jump da 12,46. La favoritissima francese Ilionis Guillaume, valida specialista a livello internazionale (quarta ai Mondiali allieve e nona in quelli U20), deve invece attendere il quarto turno per balzare al comando con 13,05.

60hs donne (2) - È una stagione magica per Elisa Di Lazzaro. L'azzurro rimette le ali alla 18enne triestina trapiantata a Fidenza che oggi, allo Sportzentrum Brandberge, in 8.22 abbatte nuovamente il record italiano dei 60hs indoor under 20. L’ostacolista nella seconda manche degli ostacoli si migliora di tre centesimi rispetto all’8.25 siglato in occasione della vittoria dei Campionati Italiani Assoluti (Ancona, 18 febbraio), mettendosi alle spalle Ilionis Guillaume (8.31) e vincendo per somma dei tempi (16.55 per Di Lazzaro, 16.59 per Guillaume). È quarta con 8.36 - dopo l’8.32 corso in precedenza - la compagna di allenamenti (nel vivaio di Maurizio Pratizzoli, coach anche di Ayomide Folorunso) e campionessa europea allieve dei 100 ostacoli Desola Oki.

Peso uomini - Germania, Francia e Italia nell’ordine, per la vittoria del tedesco Pascal Eichler al record personale con 19,96. L’ex allievo Alessandro Pace realizza una serie in crescendo e con 17,54 all’ultimo ingresso in pedana aggiunge quasi mezzo metro al suo miglior risultato con il peso da 6 kg, piazzandosi quinto. Alle sue spalle il campione italiano di categoria Simone Bruno che lancia 16,68.

Alto donne – Doppietta tedesca nell’alto femminile grazia a Mareike Max, che sale a 1,82, e Laura Groll, oggi a 1,79. Dietro di lei Marta Morara salta esattamente la misura del suo primato personale indoor, ovvero 1,76 (terza), fallendo di poco l’1,79. Sara Modena fa segnare 1,73.

60hs donne (1) - La rivincita fra Desola Oki ed Elisa Di Lazzaro, compagne di allenamento e ai vertici delle liste alltime dei 60 ostacoli al coperto, si svolge in due manche. Il regolamento dell'incontro internazionale prevede infatti che le gare dei 60 metri e 60 metri con barriere si svolgano due volte: ai fini della classifica vale la somma delle due prove. Nella prima, la spunta Desola Oki con 8.32, un centesimo davanti alla primatista nazionale U20 e Tricolore assoluta. Meglio di loro fa però la francese Ilionis Guillaume triplista da finale sia in Polonia che a Cali (13.31 di SB) che ad Halle è schierata anche negli ostacoli. Per lei, una prova da 8.28 (PB).

Peso donne - Secondo posto e cinque punti per Sydney Giampietro. Il bronzo europeo under 18, non ancora al top della condizione, si esprime in pratica sugli stessi livelli degli Assoluti: 15,23 al terzo lancio (tre centimetri in più rispetto ad Ancona), mentre il successo va alla tedesca Yemisi Ogunleye che si migliora fino a 15,43. In sesta posizione l’altra azzurra Veronica Rossetti, anche lei classe ’99, con il personal best di 12,35.

Lungo donne - Per evitare le posizioni basse della classifica, era necessario un netto progresso visto che le prime quattro vanno oltre i sei metri. Le due italiane restano comunque sotto ai rispettivi limiti personali: quinta la piemontese Leila Kone (5,70), sesta la marchigiana Martina Aliventi (5,60) che si era aggiudicata lo scontro diretto nella rassegna tricolore. Davanti a tutte il 6,39 dell’eptatleta tedesca Lisa Maihofer.

400 donne – Scendono in pista due gioiellini del vivaio azzurro come Ilaria Verderio e Rebecca Borga. La prima cede solo alla tedesca Lea Ahrens, 55.45 contro 55.04, mentre la veneta si impone con autorità in 54.29 davanti a Corinna Schwab (54.64) e Kalyl Amaro (55.33). Borga, al coperto già capace di correre in 54.31, è così la migliore anche nella classifica finale. 

400 uomini – Belle soddisfazioni per l’Italia sul doppio giro di pista, con entrambi gli azzurrini davanti a tutti nella propria serie. Rompe gli indugi il campione europeo allievi dei 400 hs Alessandro Sibilio, che ferma il cronometro a 48.18, regolando Teo Andant (48.64) e Julius Albrecht (48.79). Nella seconda serie il giovane Edoardo Scotti, che ai Tricolore allievi di Ancona ha sbriciolato la MPI in 47.77, dà una bella dimostrazione di carattere: 48.26 in rimonta per il secondo posto complessivo dietro a Sibilio. Sui blocchi non c’è Marvin Schlegel: il fenomeno tedesco con il 46.78 di due settimane fa Leipzig si è guadagnato la maglia della Nazionale tedesca assoluta, e ieri ha corso le batterie dei 400 metri agli Europei Indoor di Belgrado (eliminato in batteria con 47.65).

1500 uomini – La gara è tattica eppure Simone Barontini si prende lo stesso la soddisfazione di abbassare il proprio crono sulla distanza al coperto. A dirigere le danze è il favorito della vigilia, il francese Yani Khelaf che a Reims ha corso in 3:44.33. Il compatto transalpino decide per una gara non al massimo dei giri, tenendo a freno il gruppo per tre quarti della distanza. Poi si avvia con decisione, vincendo in 3:53.17 e staccando Barontini, l’unico che prova a tenergli testa, di un paio di secondi. Al marchigiano, bronzo ai Campionati Europei U18 e primatista italiano indoor di categoria degli 800 (con l’1:49.40 con cui ha vinto gli Assoluti di Ancona), manca però la progressione dimostrata in altre occasioni e chiude secondo in 3:55.43. Sesto posto in 4:02.36 per Mustafà Belghiti. 

1500 donne – Martina Tozzi fa dimostrazione di carattere incollandosi alla tedesca Joana Staub, che va a vincere in 4:24.30. E il coraggio viene premiato con il secondo posto e un sonante primato personale, un 4:25.89 che abbassa di quasi sei secondi il precedente. Sesta in 4:54.80 è Elisa Cherubini, oggi poco brillante.

Asta donne – La stellina Roberta Gherca, ancora allieva, non ha alcun timore contro avversarie anche di tre anni più grandi. In fondo due settimane fa ha vinto i Campionati Italiani Assoluti, e fra le under 20 è la terza italiana di sempre dopo Roberta Bruni e Sonia Malavisi. Ad Halle realizza una serie pulita, senza compiere errori fino ai 4 metri risolti alla seconda prova. A 4,10 è perfetta, poi inizia a sentire la stanchezza dei tanti salti realizzati e non riesce ad avere la meglio dei 4,15 con cui eguaglierebbe il proprio record personale. La vittoria è comunque sua, con Charlotte Iva e Pia Kock ferme a 4,00. Sesto posto con 3,65 per Virginia Scardanzan, lontana dal PB.

200 uomini - Christian Bapou è inserito nella serie apparentemente meno veloce, ma il 21.76 che disegna in maglia azzurra non solo gli permette di abbassare il PB di 15 centesimi, ma lo issa anche al secondo posto complessivo. A vincere è il tedesco Emanuel Stubican che con 21.72, nella prima serie, batte un Mario Marchei non ai livelli del 21.78 di un mese fa. Il ragazzo di Pomezia corre in 21.92, ed è quarto.

200 donne – Un risentimento al flessore sinistro durante il riscaldamento spegne subito le speranze di Alessia Pavese, accreditata di 24.60: la bergamasca però dà una grande dimostrazione di spirito di squadra scendendo comunque sui blocchi e portando a casa un punticino in più per l’Italia. Costretta a correre al passo, lascia andare la tedesca Katrin Fehm che in 23.82 riesce a fare lo scalpo persino a Estelle Raffai, due medaglie nella velocità ai Mondiali U20 di Bydgoszcz (23.98). Nella seconda serie Sofia Bonicalza arriva davanti a tutte: il suo 24.20 è il terzo tempo complessivo.

Alto uomini – Giornata no per il favoritissimo Lucas Mihota, che si presentava in pedana forte del 2,23 saltato a Essing. Il tedesco conclude con i 2,03 della misura d’entrata, perché decide di rinunciare alla misura successiva e poi, a 2,09, sbatte tre volte contro l’asticella. L’eliminazione di Mihota lascia spazio libero per gli avversari, ma nessuno riesce davvero ad approfittarne, compreso Stefano Sottile, il campione mondiale allievi 2015 quest’anno non ancora tornato in alta quota. Ad Halle Saale supera senza esitazioni 2,00 e 2,06, a 2,12 compie il primo errore ma non riesce ad andare al di là di 2,14 (un centimetro più su del season best) che è esattamente la quota con cui il francese Dorian Lairi si aggiudica la gara. Sottile è terzo, con la stessa misura del tedesco Luca Meinke, mentre Andrea Motta chiude con 2,09.

lungo uomini – Arriva dalla pedana del lungo la prima vittoria italiana nel match internazionale. Denis Rigamonti stampa subito un bel 7,19 al primo turno di salti, ma poi incalzato dal tedesco Gianni Seeger (7,18) incrementa prima a 7,22 e poi a 7,33. Il PB è solo due centimetri più in là, ma intanto per l’Italia è punteggio pieno. Prova positiva anche per l’allievo Davide Rossi, che con 7,09 (tre salti sopra i sette metri e tre nulli nella sua serie) chiude quarto.

5000 marcia uomini – Il tedesco Leo Kopp in 19:58.51 e il francese David Kuster in 20:11.20 dominano la gara, ma dietro gli azzurrini combattono. Il piemontese Diego Chirivì con 21:51.55 fa copia-incolla del primato marciato a Lione qualche settimana fa (21:51.12 il 19 febbraio), arrivando quinto a pochi secondi dal giovanissimo Davide Finocchietti: il livornese, con i suoi 16 anni il più giovane della squadra italiana, è buon quarto in 21:48.47.

3000 marcia donne – Sono in sei sulla linea di partenza dello Sportzentrum Brandberge, due per nazione. A farsi carico di fare l’andatura è da subito Teresa Zurek, già vista in azione nelle rassegne mondiali di Bydgoszcz e Cali. La tedesca giro dopo giro guadagna un buon margine sulla connazionale Julia Richter e sulle francesi, con le italiane a chiudere il gruppo. Zurek conclude con il primo crono in carriera sotto i 13 minuti (12:59.17) davanti alla compagna di squadra (13:47.54). Annalisa Russo si conferma sui propri migliori livelli in 14:38.94 ed è quinta, Francesca Bocchino dopo un primo mille a buon ritmo paga un po' l'emozione e chiude in 15:20.25, lontana dai propri migliori livelli.

(ha collaborato Luca Cassai)




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