Il presidente Arese rinuncia alla candidatura

27 Ottobre 2012

Il numero uno uscente non si presenterà per una conferma all'Assemblea nazionale del 2 dicembre

Con una lettera inviata questa mattina ai componenti del Consiglio, e letta (non senza emozione) dal vice presidente vicario Alberto Morini, il presidente federale Franco Arese ha comunicato di non voler presentare all’Assemblea nazionale del 2 dicembre prossimo la propria candidatura alla presidenza della Fidal.

Arese, eletto per la prima volta alla guida della Federazione il 27 novembre del 2004 a Chianciano Terme (e confermato in carica il 23 novembre del 2008 a Torino) ha motivato la scelta con le attuali condizioni di salute, sostenendo di non avere comunque intenzione di cessare il proprio impegno in favore dell’atletica leggera.

Di seguito, il testo della lettera.

 


 

Ai Membri del Consiglio federale
Al Segretario federale

27 ottobre 2012

Chi mi conosce, sa che incito spesso chi mi sta vicino a “non mollare”. Per me non è solo un modo di dire. Vuol dire tanto, è da sempre il mio motto.

Io non ho mai mollato.

Non l’ho fatto da atleta, sui campi di tutto il mondo, qualunque fosse la prova d’allenamento o la distanza di gara. Non l’ho fatto nel lavoro, anche di fronte alle difficoltà, nei momenti di tensione.

Io, lo ripeto, non ho mai mollato.

Arriva un momento, però, in cui la vita ti presenta il conto. Tutto insieme, quando meno te l’aspetti. E allora, di colpo, capisci che non è più questione di mollare o di non mollare. Capisci che certe volte, per rispetto della tua famiglia, di chi ti sta vicino, di chi ti vuole bene, devi fermarti. Anche se senti di voler andare avanti, di voler combattere ancora. Non è mollare, ma piuttosto, ragionare.

Non so se sono riuscito a spiegare bene quel che provo in questo momento. Credo che quelli che hanno vissuto una esperienza come la mia, siano però in grado di capire. A loro non servono altre parole.

Ho riflettuto a lungo, in questi giorni, sul futuro, sugli impegni che si prospettano a breve e più lunga scadenza, e sono arrivato alla conclusione che, per rispetto della mia famiglia, dell’atletica, e di me stesso, sia necessario che io non ripresenti la mia candidatura alla presidenza della Fidal.

E’ una decisione opposta a quella che avevo maturato nei mesi scorsi, e che è sì, figlia delle difficoltà personali che ho incontrato in quest’ultimo periodo, ma che si sposa anche con la piena coscienza della difficoltà e complessità del compito. Una coscienza maturata negli otto anni in cui ho avuto l’onore di poter essere il presidente dell’atletica italiana. Questo ruolo richiede una partecipazione tale da non essere compatibile con le mie attuali condizioni di salute.

Non verrà meno, però, il mio impegno. Ed in particolare, in questa fase che precede l’Assemblea, da presidente che ha scelto di non candidarsi per un ulteriore mandato, ma che aveva comunque raccolto le adesioni necessarie per una rielezione, sento come dovere morale di indicare i connotati del candidato ideale per l’apertura di una nuova fase nella vita della nostra atletica.

Dovrà avere l’età, e le carte in regola, per avviare un mandato presidenziale stabile, innovativo e duraturo. Condizioni che ritengo indispensabili per la crescita dell’intero movimento, in una fase storica tra le più complesse mai vissute, e nella quale il ricambio generazionale non dovrà più essere solo una forma declamatoria, ma obbligo diffuso ad ogni livello.

L’atletica mi è stata compagna di viaggio per lunga parte della vita. Come ho già detto, continuerà ad esserlo, nei modi e nelle forme che il futuro saprà riservarmi.

Sono certo che tutti voi comprendiate le mie ragioni, e che condividiate i motivi che mi hanno indotto in questa scelta.

Vi abbraccio forte, per il momento solo idealmente, nell’attesa di farlo in concreto.

E a tutti, dico: “Non mollate!”.

Franco Arese

 

 



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